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Cronaca di una morte annunciata

Cronaca di una morte annunciata

di Gabriel García Márquez


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Descrizione

Santiago Nasar morirà. I gemelli Vicario hanno già affilato i loro coltelli nel negozio di Faustino Santos. A Manaure, "villaggio bruciato dal sale dei Caraibi", lo sanno tutti: presto i fratelli della bella quanto svanita Angela vendicheranno l'onore di quella verginità rubatale in modo misterioso dall'aitante Santiago, ricco rampollo della locale colonia araba. Tutti lo sanno, ma nessuno fa alcunché per impedirlo: non la madre della vittima designata, non il parroco, non l'alcalde, neppure una delle numerose fanciulle che spasimano per il Nasar. E così la morte annunciata lo sorprende nel fulgore di una splendida mattinata tropicale. Ma non per agguato o per trappola: un destino bizzarro e crudele fa sì che la fine di Santiago si compia per un concorso di fatalità ed equivoci, mentre gli stessi assassini fanno di tutto perché qualcuno impedisca loro l'esecuzione. Basato su un fatto reale, Cronaca di una morte annunciata venne pubblicato nel 1981 (un anno prima del Nobel a García Márquez) e, pur nella brevità, rappresenta uno dei vertici della sua narrativa: un romanzo magistrale che sa fondere i toni della tragedia antica con il ritmo di una detective story in una grandiosa allegoria dell'assurdità della vita, l'apoteosi della fatalità.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (3.9 di 5 su 12 recensioni)


2.0Deludente, 10-01-2012, ritenuta utile da 12 utenti su 14
di A. Mingardo - leggi tutte le sue recensioni

«Letto dopo Cent'anni di solitudine, la delusione era forse inevitabile, e solo molto a posteriori ho potuto riconciliarmi con questo libro.
Trama debole e dilatata al massimo, passioni totali, ma non per questo più digeribili, racconto "obiettivo" di una serie di irragionevolezze. Così mi è sembrato. E di bello ho trovato soprattutto le cornici, l'ambientazione e i costumi, e naturalmente il titolo, divenuto poi un'etichetta, un'autentica miniera di citazioni e variazioni.
»

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4.0Cronaca di una morte annunciata, 27-07-2011
di C. De iverme - leggi tutte le sue recensioni

«Non ocncordo con chi la considera la più brutta, la peggio scritta opera dell'autore colombiano. Al contrario, continuo a considerarlo un grande classico, perché del classico ha il respiro e la vastità del tema: l'ineluttabilità e tragicità del destino umano, l'eterogenesi dei fini per cui anche un gesto d'amore finisce per essere strumento di morte. Il tutto espresso con una scrittura asciutta e priva di enfasi, che fa ancor più risaltare l'enormità del fatto presentandotelo per quel che è, senza condirlo con aggettivi superflui e avverbi in -mente. Insomma, se questo è il Marquez minore, qual è il maggiore? "Cent'anni di solitudine", e poi il diluvio? »

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5.0Un film parlato, 21-07-2011
di M. Contino - leggi tutte le sue recensioni

«Una Colombia che somiglia molto alla Sicilia di un secolo fa. L'onore da riscattare, la cultura della violenza, l'indifferenza della gente e - soprattutto - una serie di sfortunati equivoci fanno sì che si compia la tragedia. "Cronaca di una morte annunciata" è molto cinematografico come racconto: mentre lo leggevo avevo la sensazione di vedere un film.»

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2.0Un'opera minore, 06-07-2011
di M. Pelucchi - leggi tutte le sue recensioni

«Anche questo libro l'ho acquistato per il bellissimo titolo. La storia inizia bene. Tutto è fatidico e la riflessione è interessante. Eppure il libro non coinvolge, la narrazione procede lente. E' difficile arrivare alla fine. Non ha confronto con "Cent'anni di solitudine" e neanche con "L'amore ai tempi del colera".»

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5.0Cronaca di una morte annunciata, 04-04-2011
di P. Ferrarelli - leggi tutte le sue recensioni

«Libro incredibile per la quantità di emozioni che sa suggerire. Bellissimo! Da leggere assolutamente, si legge in un attimo ed stupendo! Fa capire quanto può appassionare una storia di cui conosciamo già la fine! Lo scopo non è scoprire la fine ma è il mezzo! Non credo che sia "Una grandiosa allegoria sull'assurdità della vita". Credo che SIA la nostra vita, di cui conosciamo per certo solo che finirà un giorno. Certo è elemento muovente del libro il fatto che l'unico a non sapere nulla sia prorpio Santiago Nasar (e che figure affascinante queste di questo libro!). »

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4.0Grande classico, 14-12-2010
di G. Lupoli - leggi tutte le sue recensioni

«Gran bel libro di Màrquez. Ricchezza di particolari e uno stile davvero coinvolgente catturano il lettore in una storia di un omicidio annunciato, saputo e temuto da tutti, tranne che dal protagonista, Santiago Naser, che scoprirà la trama solo alla fine, quando sarà ormai troppo tardi. Da leggere assolutamente. »

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4.0Un grande classico, 05-12-2010
di S. Hamase - leggi tutte le sue recensioni

«Non sono d'accordo nel considerare questo romanzo (o racconto lungo che dir si voglia) di Marquez un'opera minore. Al contrario, continuo a considerarlo un grande classico, perché del classico ha il respiro e la vastità del tema: l'ineluttabilità e tragicità del destino umano, l'eterogenesi dei fini per cui anche un gesto d'amore finisce per essere strumento di morte. Il tutto espresso con una scrittura asciutta e priva di enfasi, che fa ancor più risaltare l'enormità del fatto presentandotelo per quel che è, senza condirlo con aggettivi superflui e avverbi in -mente. Insomma, se questo è il Marquez minore, qual è il maggiore? "Cent'anni di solitudine", e poi il diluvio? »

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4.0Cronaca di una morte annunciata, 23-09-2010
di F. Noce - leggi tutte le sue recensioni

«Un senso dell'onore distorto e violento, una ossessiva e antica concezione della virtù femminile, una concezione utilitaristica del matrimonio, postriboli popolati da ragazze meticce, diritti medievali vantati dai padroni sulla servitù di colore di sesso femminile. In questa società repellente, si matura un delitto d'onore sotto gli occhi consapevoli di tutta una città immobile e che non fa niente per evitarlo, ad opera di due ragazzi altrimenti miti. Il tutto raccontato con l'efficacia da linguaggio verista.»

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4.0Cronaca di una morte annunciata, 22-09-2010
di P. Ottomano - leggi tutte le sue recensioni

«Cronaca di una morte annunciata, cronaca dell’incredulità e del timore di un paese soggiogato da due macellai, che tra lo stupore generale annunciano, entrambi ubriachi, che uccideranno Santiago Nasar. L’assurda ipotesi dell’omicidio si fa strada di casa in casa, e lentamente si trasforma in una sentenza ineluttabile, di cui tutti sono a conoscenza, ormai, eccetto Santiago e sua madre. Il cronista, amico della vittima, obiettivo e curioso, intervista tutti quelli che conosce, nel difficile tentativo di trovare un movente, ma nessun movente è più forte di onore, orgoglio, vendetta, soprattutto se nelle mani sbagliate. Ucciso in modo umiliante, macellato, Santiago conserva tuttavia la serenità che lo contraddistingue, unica consolazione, e punizione per i sicari, ingenui e ignari della gravità del loro gesto, impunito.»

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4.0Il lenzuolo macchiato come "Prova", 30-07-2010
di R. Di ruocco - leggi tutte le sue recensioni

«testimonianza di fatti accaduti, anche se ambientato altrove, i luoghi e i personaggi mi ricordano una sicilia degli anni '60.»

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5.0Un paese spaventato dal suo stesso delitto, 11-07-2010
di C. Locatelli - leggi tutte le sue recensioni

«Vittima (forse innocente) e carnefici sono noti subito, e anche le modalità. Come si arrivi a non evitare una tragedia sulla bocca di tutti lo si ricostruisce in un susseguirsi ordinato di dettagli, dichiarazioni e fatalità che confluiscono nel tragico epilogo, già noto ma descritto in tutti i particolari e con il riscontro di tutte le testimonianze raccolte. Tutti sanno, qualcuno non ci crede, qualcuno lo spera ma nessuno fa niente, unica voce fuori dal coro quella dell’amico studente di medicina, attutita dal paese assonnato mentre cerca di fermare l’inevitabile. “Cronaca di una morte annunciata” è un capolavoro di lessico ed intreccio narrativo. Memorabile.»

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4.0Il gioco delle parti, 14-12-2009
di G. Zappalà - leggi tutte le sue recensioni

«Tutto si basa sul gioco del teatro nel quale tutti sanno ciò che sta per avvenire, tranne il protagonista, colui che alla fine verrà ucciso. Siamo tutti spettatori consapevoli dell'omicidio che fra poche ore avverrà, ma nessuno fa qualcosa per poter fermare questo meschino gico. In fondo siamo spettatori compiaciuti e divertiti da questa drammatica scena che è dinanzi a noi. E così assistiamo allo spettacolo impazienti per quel finale che già conosciamo; e il gioco delle parti diventa così incalzante e talmente meschino da suscitare ilarità.»

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