Il crocifisso del samurai

Il crocifisso del samurai

5.0

di Rino Cammilleri


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Descrizione

È l'alba quando la giovane Yumiko viene prelevata dalle guardie dello Shogun e torturata pubblicamente. La sua unica colpa è essere figlia di Kayata, samurai cattolico che non ha potuto pagare le tasse alle autorità, i cui uomini ormai da anni umiliano i cristiani di Shimabara con una violenza cieca e annientatrice. Ma nonostante la miseria e il sangue fatto scorrere per fiaccare la loro volontà, gli abitanti del villaggio si raccolgono attorno al simbolo di cui nessuno può privarli: il crocifisso di Cristo. Lo stesso al quale i primi cristiani giapponesi venivano inchiodati dalle guardie dello Shogun. La violenza su Yumiko è la scintilla che spinge uomini e donne alla ribellione estrema: rifugiati nel castello di Hara si oppongono al giogo persecutorio e a un destino ineluttabile. L'assedio da parte degli uomini dello Shogun dura cinque interminabili mesi, senza cibo e possibilità di scampo, ma quel "branco di contadini", guidati dall'Inviato del Cielo, da Kayata e dal suo discepolo Kato, resistono, aggrappandosi alla speranza incrollabile nella resurrezione. Perché solo la fede può superare ogni sopraffazione e dare linfa vitale a un popolo in lotta.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.01637 e il Giappone, 24-07-2010, ritenuta utile da 7 utenti su 8
di - leggi tutte le sue recensioni
1637 il Giappone trema per le violente epurazioni contro i cristiani da parte dello Shogun. Le motivazioni sono politiche: la paura di eventuali invasioni di spagnoli e portoghesi, e motivazione meramente religiose. Tutto questo dara vita ad una crociata al contrario, una crociata contro cattolici. Il romanzo narra della rivolta di Shimabara dove i tantissimi samurai e ronin cattolici si unirono contro lo shogun per ottenere una libertà religiosa in quel momento impossibile. L’elemento emozionante del racconto è data dalla sua struttura, tutta la rivolta è un flash back. Un lunghissimo flash back dove i tanti personaggi si legano uno con l’altro. Molti sicuramente inventati ma altri storici, come Miyamoto Musashi, celebre samurai autore dei Cinque anelli. Si parte al contrario perchè in Giapponese nonostante le tante repressioni, incredibilmente, il cristianesimo sopravisse nella forte tradizione famigliare. Abbiamo un lunghissimo racconto da un discendente di coloro che combatterono quella battaglia. E’ il grande miracolo giapponese e cinese. La sopravivenza di un cattolicesimo per secoli anche senza sacerdoti e contatti con Roma. I tanti personaggi del romanzo sono essenziali per poter fare una narrazione corale, e dare la possibilità di una visione cinematografica delle battaglie e della vita del castello. Una cinepresa a volo d’uccello inquadra le battaglie e l’assedio. Dentro invece abbiamo uomini e donne che credono in questa lotta e nella loro fede. E’ un romanzo sull’amore e un romando sulla fede. La fede è l’elemento di unione di tutta la storia. Una religiosità primitiva, senza dogmi, senza preti, una fede in cui è l’amore, sia per gli altri sia per Dio, è l’unica regola. E’ frutto sicuramente dell’inculturazione dei primi gesuiti arrivati in Giappone. I cattolici giapponesi riescono ad unire la loro cultura tradizionale con quella cattolica senza sincretismo ma riconoscendo un valore ad entrambe. Una vera rivoluzione per il tempo per quel tempo in Giappone. Oltre l’amore per Dio e la fede, la storia ci narra pure l’amore fra Kato e Kayata, un orfano contadino e la figlia di un samurai cattolico. Saranno loro a portare l’amore in giro nel Giappone dopo la rivolta. Sono loro i personaggi forti, quelli che ci danno il filo conduttore, quelli per cui agogniamo per una propria salvezza. Partiti con un matrimonio che non si deve fare, finisce con un forte amore reciproco, per la loro famiglia ed i loro antenati come è nella tradizione giapponese. L’amore è diverso. Un amore dato a perdere, non si aspetta un ritorno se non nel paradiso.
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