Critica della ragion pura

Critica della ragion pura

5.0

di Immanuel Kant


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Descrizione

Non c'è dubbio che ogni nostra conoscenza incomincia con l'esperienza; da che mai infatti la nostra facoltà di conoscere sarebbe altrimenti messa in moto se non da parte di oggetti che colpiscono i nostri sensi, e che da un lato determinano da sé le rappresentazioni, mentre dall'altro mettono in moto l'attività del nostro intelletto a raffrontare queste rappresentazioni, a unirle o a separarle, ad elaborare in tal modo la materia prima delle impressioni sensibili, in vista di quella conoscenza degli oggetti che si chiama esperienza? (Immanuel Kant)

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Voto medio del prodotto:  5.0 (4.8 di 5 su 6 recensioni)

5.0Fondamentale per il nostro pensiero, 01-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 5
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Kant è il pensatore asistematico per eccellenza (il contrario di Hegel, in sostanza) e questa sua asistematicità viene fuori anche dalla lettura stessa delle sue opere, di non facile lettura, ma di una profondità e di un valore intellettuale incommensurabilmente grandi. Il suo pensiero si pone naturalmente a fondamento della nostra cultura.
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5.0L'isola della Scienza, 25-02-2012
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A conclusione dell'Era dei Lumi, Kant fonda una gnoseologia innovativa, che capovolge il tradizionale rapporto tra mente ed oggetto conosiuto e che prende il nome di 'rivoluzione copernicana in ambito gnoseologico' . Non è la mente ad adattarsi all'oggetto, ma è la mente, intesa come comune struttura di pensiero umano, e che Kant chiama 'Io Penso' , a costituire l'oggetto fenomenico e a dare ad esso le leggi.
L'Io Penso è infatti 'legislatore del mondo fenomenico' , ossia del mondo così come lo percepiscono i sensi. L'essenza degli oggetti, chiamata' noumeno' , è solo un concetto-limite, ossia segna il limite della scienza, l'isola circondata dall'oceano tempestoso della Metafisica, la quale non può essere una scienza, come verrà dimostato nella 'Dialettica Trascendentale' , in quanto i suoi oggetti, l'anima, il mondo e Dio, non ricadono sotto i nostri sensi e la mente, pur possedendone le idee, non può che cadere in errore.
Fondamento della scienza è 'il giudizio sintetico apriori' , sintetico e perciò accrescitivo del sapere ed apriori perchè fondato sull'Io Penso e perciò universale e necessario. Questa apriorità è trascendentale, ossia non deriva dall'esperienza ma è necessaria perchè si abbia esperienza.
Ecco il senso del 'Soggettivismo gnoseologico' della C. D. R. Pura: "... Degli oggetti tanto conosciamo, quanto noi stessi abbiamo messo... " (ibi) .
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4.0Un monumento alla ragione, 26-07-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Il prezzo da pagare al fiume di idee che il buon Kant riversò su carta in poco tempo è un libro sì monumentale, ma di difficile lettura. La critica sistematica del processo conoscitivo e delle scienze sta alla base di questo volume. Dopo la "Critica", nessun filosofo ha più potuto non confrontarsi con Kant.
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5.0Critica della ragion pura, 30-09-2010
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Fa ridere l'idea di commentare in poche righe un'opera di tale importanza e sulla quale esistono quintali di fogli di critica e commento.

comunque: altissime aspirazioni sistematiche, un grande proposito gnoseologico, dei buoni risultati tuttora attuali, un' esposizione poco chiara e piana.
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5.0Critica della ragion pura, 29-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Che dire, riguardo un tale pilastro del pensiero?Mi limito a rilevarne il carattere non così direttamente sistematico, e forse addirittura antisistematico. Che non emerge nella lettura storico-filosofica, che appiattisce il pensiero di Kant sul confronto con il pensatore sistematico per eccellenza, Hegel. Bisognerebbe invece approcciare Kant come un critico e un decostruttore della filosofia, dunque per un pensatore che si batte contro il sistema della ragione, svelandone la nudità, l'infondatezza.
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5.0un classico senza tempo, 19-07-2010
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La critica della ragion pura è lo spartiacque tra la tradizione e il pensiero moderno. Dopo questo libro la metafisica non sarà più la stessa. Emblema dell'antidogmatismo, quest'opera mette a confronto le ragioni di chi propugna l'esistenza di dio e di chi afferma la sua non esistenza, per giungere a una conclusione: solo l'intelletto che studia i fenomeni è in grado di approdare a una conoscenza sicura, mentre la metafisica, essendo una tentazione della ragione a esplorare mondi diversi da quello sensibile, non può fornire alcuna conoscenza.
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