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La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale

La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale

di Edmund Husserl


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In sintesi

A Husserl fanno capo Sartre e Heidegger e gran parte della filosofia contemporanea. Uscita postuma nel 1954, La crisi delle scienze europee non è soltanto l'opera alla quale Husserl ha affidato il messaggio conclusivo della fenomenologia: è un libro riconosciuto come classico, degno di figurare accanto al Discorso sul metodo di Cartesio e alla Fenomenologia dello spirito di Hegel. Chi non conosce ancora la fenomenologia, troverà nella Crisi un insuperabile testo introduttivo.

Descrizione

Negli anni trenta, Edmund Husserl avverte acutamente la crisi che l'Europa sta attraversando come un fenomeno complesso che coinvolge esistenza e pensiero. In questa sua ultima opera postuma, testamento della scuola fenomenologica, Husserl cerca le origini spirituali di tale crisi, tracciando un abbozzo storico-critico del pensiero filosofico e scientifico moderno, facendo emergere la necessità di risalire a quella dimensione dimenticata dell'esperienza soggettiva che costituisce la nostra esistenza quotidiana.

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4.0Storia di una crisi, 13-03-2012
di L. Sardu - leggi tutte le sue recensioni

«L'Husserl più concreto e polemico, nei confronti delle scienze, nei confronti di Heidegger e dei suoi allievi, nei confronti di un mondo alla deriva, scardina quello che ancora Galileo, Cartesio, Locke e Kant ritenevano 'puro' : la Natura o l'Io. Invece per Husserl tutto nasce dal mondo-della-vita ed è da lì che bisogna partire, dal processo infinito che vi si attua, nel quale tutti operano e dal quale tutti sono influenzati. Anche ciò che è a priori, o può essere considerato tale, si eleva dall'esperienza fenomenologica che non è più un limite oltre il quale c'è l'Essere, ma è l'Essere stesso. La drammaticità delle considerazioni di Husserl si intrecciano con una chiara spiegazione storica sui fondamenti della nozione della scienza moderna e della coscienza e della soggettività, da Cartesio a Galilei. Un pò reazionario, ma grande insegnante. »

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