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La cricca. Perché la Repubblica italiana è fondata sul conflitto d'interessi

La cricca. Perché la Repubblica italiana è fondata sul conflitto d'interessi

4.0

di Sergio Rizzo


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Descrizione

Quando si nomina il conflitto d'interessi il pensiero corre subito a Silvio Berlusconi, al suo strapotere televisivo, alle leggi ad personam. Ma Berlusconi è solo l'ultimo erede di un sistema consolidato, che coinvolge tutti: politici, professionisti, manager, sportivi, giornalisti... E i casi si sprecano: politici che rivestono doppi o tripli incarichi e approvano leggi per favorire se stessi o le proprie imprese; professori universitari che utilizzano gli atenei come beni di famiglia, truccando concorsi per collocare i parenti; imprenditori che siedono in CdA di banche che prestano soldi alle loro aziende. Il conflitto d'interessi fiorisce nelle aziende pubbliche, tra i magistrati, nel mondo dello sport e, inutile dirlo, in televisione, dove non averne uno, anche piccolo, significa essere destinati a non fare carriera.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.8 di 5 su 4 recensioni)


4.0Dopo la Casta la Cricca, 28-12-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di B. Agosta - leggi tutte le sue recensioni

I libri di inchiesta a mio parere vanno sempre premiati, questo libro ci offre un freddo spaccato di un'italietta mangiona e incorda e assolutamente senza scrupoli. Da leggere!

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3.0La cricca, 12-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di M. D'acri - leggi tutte le sue recensioni

Dopo il successo editoriale de "La casta" che spopolò nelle vendite del 2007 e che introdusse una nuova categoria nel lessico della cronaca parlamentare per indicare i privilegi e gli stravizi dei politici, gli autori puntano ora i riflettori su intrallazzi di parenti e amici dei politici. Ad indicare il successo de "La cricca" sta il fatto che già tutti i cronisti indicano con questo termine quelli che quando c'è il terremoto a L'Aquila ridono pensando agli affari che faranno nella ricostruzione.

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4.0Italia povera Italia, 08-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di F. Butera - leggi tutte le sue recensioni

Un libro davvero bello, coinvolgente e molto interessante.
Chi pensava che la frase "conflitto di interesse" era legata solo a Berlusconi, purtroppo per lui, si sbagliava di grosso.
La lettura non è pesante, anzi molto piacevole, il contenuto però è altamente drammatico per quel che riguarda la nostra povera Italia.


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4.0Non si fa niente per niente, 07-07-2010, ritenuta utile da 3 utenti su 3
di T. Di giamberardino - leggi tutte le sue recensioni

L'intreccio tra affari pubblici e privati,tra l'affare e il malaffare,tra il legale e l'illegale si fa sempre più fitto;quando poi ci sono in ballo grandi opere pubbliche o grandi eventi non si riesce più a capire dove è l'inizio e dove la fine. Un intreccio sfrontato portato avanti con la consapevolezza dell'impunità da parte di una classe dirigente abituata a usare il bel Paese per i proprio affari.

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