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Costretti a sanguinare. Il romanzo del punk italiano 1977-1984

Costretti a sanguinare. Il romanzo del punk italiano 1977-1984

di Marco Philopat

4.0

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Einaudi. Stile libero extra
  • Illustratore: Rottame S.
  • Data di Pubblicazione: luglio 2006
  • EAN: 9788806183059
  • ISBN: 8806183052
  • Pagine: 243
  • Formato: brossura
In "Costretti a sanguinare", pubblicato per la prima volta nel 1997, Philopat racconta i suoi vent'anni e la stagione dello "storico" Virus di via Correggio 18, quando Milano era una delle vere capitali del punk in Europa. È una narrazione "senza punti né virgole, come avviene naturalmente nelle conversazioni, un flusso di coscienza spezzettato simile al balbettio di un oratore concitato. La rappresentazione di un vivace dialogo con un interlocutore attento". Senza pause né segni grafici, solo ritmo: "Un modo per dare più importanza alle parole". La scrittura febbrile e insieme lucida di Philopat mette in scena la rabbia di migliaia di giovanissimi, serbatoio di tanti movimenti futuri. Il romanzo di un'epoca diventa anche la migliore testimonianza "dall'interno" sui punk, o "punx", in Italia.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 4 recensioni)

3.0Indispensabile, 29-03-2012, ritenuta utile da 4 utenti su 4
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E' un libro bellissimo, dovrebbero leggerlo tutti i cultori del punk e della musica rock in generale. E' una fetta di storia, e distingue il punk da tutti gli altri generi musicali spiegando che esso è una filosofia di vita: parla del rapporto del punkrocker con le ragazze, coi genitori, con l'editoria persino!
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4.0Costretti a sanguinare, 07-04-2011
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Sì, libro gradevole, mi sento di consigliarne la lettura anche a lettori esigenti. Inquietante e disincantato resoconto in prima persona di una manciata di anni intensi da ribelle, testimonianza di un movimento culturale che di per sé in Italia ha inciso poco, se non accompagnato ad altre forme di anarchia e resistenza.
Philopat ha una scrittura delirante, adolescenziale e sofferta. Ti rende partecipe degli estremi dell'utopia, e te ne illustra senza giudizio l'inevitabile autocombustione.
A prescindere da ogni "fede", un affresco in ogni caso sincero, fin nel midollo, fin negli aspetti più spinosi e controversi, di quello che è stato il punk, e delle idee che ancora si possono recuperare.
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4.0questo è punk!, 12-10-2010
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Philopat ripercorre un'epoca, quella punk, dal di dentro. E' testimone della nascita del movimento in italia che poi si diffuse a macchia d'olio anche nel resto d'italia.
La scrittura è essenziale, diretta, proprio come un dialogo in prima persona senza punti nè virgole. Narra le difficoltà dei giovani degli anni ottanta che sotto l'ideologia del "no future" lottavano contro una società bigotta e grigia.
Un vero pugno nello stomaco alle istituzioni e un capolavoro della cultura underground italiana. Consigliato caldamente a chi ama il punk e a chi odia la vita borghese.
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5.0We must bleed, 22-02-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Il primo, autobiografico, romanzo di Philopat della trilogia sulle controculture milanesi (seguiranno "La banda Bellini" e "I viaggi di Mel") ha l'impatto del tritolo. Si viene immediatamente calati all'origine del punk in Italia, sono narrate nascita, vita e morte del Virus di Milano. L'autore, infatti, è stato tra i punk della prima ora e protagonista in prima fila della scena milanese. Lo stile di scrittura senza punteggiature rende immediato il testo, proprio come se si ascoltasse una storia. Un'ottima guida a quegli anni anche per chi anagraficamente è troppo giovane (come il sottoscritto) per avere vissuto quella folle ed esaltante epoca. Perchè il punk non è solo un genere musicale ma un vero e proprio stile di vita. Assolutamente consigliato a tutti quelli che vogliono avvicinarsi a questa cultura.
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