Così è la vita. Imparare a dirsi addio

Così è la vita. Imparare a dirsi addio

4.0

di Concita De Gregorio


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In sintesi

I bambini fanno domande. A volte imbarazzanti, stravaganti, definitive. Vogliono sapere perché nasciamo, dove andiamo dopo la morte, perché esiste il dolore, cos’è la felicità. E gli adulti sono costretti a trovare delle risposte. È un esercizio tra la filosofia e il candore, che ci obbliga a rivedere ogni volta il nostro rassicurante sistema di valori. Perché non possiamo deluderli. Né ingannarli. Siamo stati come loro non troppo tempo fa. Così è la vita, così va la vita, la vita è fatta così. Quante volte è stata questa la risposta dei genitori ai figli davanti alle sconfitte, alle amarezze, alle difficoltà e agli eventi inspiegabili e ingiusti della vita? È fatta così. Ma così come? Com’è la vita, papà? E perché nessuno la racconta davvero e ti coglie sempre di sorpresa, come se l’infelicità, la malattia, la morte, il dolore fossero un imprevisto, un’eccezione, un capriccio del destino anziché la sorte che tutti ci accomuna? Nel dialogo a distanza tra padre e figlia, la Grande Domanda si dipana attraverso le piccole cose della vita: una canzone e un libro, un film visto insieme, un’amica ritrovata in treno, una cerimonia, un programma tv. Le favole da raccontare ai nipoti, le domande dei bambini e le loro risposte: una sorgente di verità e di luce nel tempo buio che stiamo attraversando.

Note sull'autore

Concita De Gregorio è nata a Pisa il 19 novembre del 1963. Sua madre è proveniente da Barcellona, mentre suo padre è toscano. Trascorre i primi anni della sua vita a Livorno. Studia presso il Liceo Niccolini Guerrazzi, dove consegue la maturità classica. Si iscrive poi alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, dove ottiene la laurea. Dopo aver iniziato a lavorare per alcune raio e televisioni locali, nel 1985 entra a far parte de Il Tirreno e per otto anni lavora presso le redazioni di Piombino, Livorno, Lucca e Pistoia. Inizia a collaborare con la Repubblica nel 1990, seguendo i fatti di cronaca e di politica interna. Il suo esordio come scrittrice avviene nel 2002, quando pubblica il volume dal titolo “Non lavate questo sangue”, in cui racconta i fatti relativi ai disordini avvenuti durante il G8 di Genova. A questa prima opera ne sono seguite molte altre, tra cui “Una madre lo sa” (2006), finalista del Premio Bancarella dell’edizione 2007. Nel 2008 Concita De Gregorio è stata al centro di una polemica relativa al suo passaggio, dal quotidiano la Repubblica, a l’Unità. La polemica è scaturita in seguito ad un articolo pubblicato sulla rivista Prima Comunicazione, in cui la stessa De Gregorio anticipa la notizia, che non era ancora stata ufficializzata presso la redazione de l’Unità, di aver accettato la proposta di diventare direttrice del quotidiano, spiegando inoltre quelle che saranno le sue linee editoriali. Rimane presso l’Unità fino al 2011, anno in cui torna presso la redazione de la Repubblica. Concita De Gregorio è sposata con il giornalista Alessandro Cecioni ed è madre di quattro figli maschi.
 

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Così è la vita, 22-01-2012, ritenuta utile da 10 utenti su 10
di - leggi tutte le sue recensioni
Ritengo questo libro molto bello ed intenso. Tutto incentrato sul tema della morte che tanto ci fa paura e di cui si evitare persino di parlare. Concita De Gregorio tratta l'argomento in modo diretto, a volte con gli occhi dei bambini, a volte con quello delle persone malate con l'intento di farci capire che non bisogna averne paura.
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