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La coscienza di Zeno

La coscienza di Zeno

di Italo Svevo


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La coscienza di Zeno di Svevo (1861-1928) è un classico perché è un libro che serve a farci capire chi siamo e dove siamo. Serve anche a farci riflettere su che cos'è l'autobiografia e quali aspetti ambigui può assumere in uno scrittore. Un'edizione di qualità affidata ai maggiori specialisti di quest'autore.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 19 recensioni)

5.0Ottimo, 01-03-2017
di - leggi tutte le sue recensioni
Ottimo acquisto, libro corrispondente alle mie aspettative! Spedizione veloce, libro molto "thought-provoking". Scritto forse in modo un po' noioso a lungo andare, nonostante ciò il corpus è davvero illuminante!
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4.0Attenzione: punge, 21-02-2017
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Un tavolo di marmo è solido ma freddo. Svevo trasmette la stesse sensazioni. Affilato, scabro, a tratti deprimente nelle sue verità. L'edizione è robusta ma ovviamente non di lusso!
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4.0La coscienza di Zeno, 29-05-2012
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In questo libro i malati vengono rappresentati come coloro che non si rassegnano alle convenzioni della borghesia. I sani invece sono quelli inconsapevoli del male presente nella vita, infatti la malattia viene identificata con la vita stessa dell'uomo. Non esiste alcuna terapia che la può curare.
La psicanalisi è vista come un modo per conoscere la realtà umana.
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5.0D leggere e rileggere, 03-05-2012
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Niente di romantico, tutt'altro. La bassezza umana nuda e cruda, il cinismo, l'egoismo ma anche la riflessione, l'intelligenza. Un uomo... Solo un uomo... Niente fronzoli... Nessuna scusante, solo un uomo... Con le proprie debolezze, inganni, scelte di interesse, incostanze, cadute di stile... L'anti eroe
Non A volte c'è proprio bisogno di vera realtà... Affascinate nelle sue sfumature e nei suoi meccanismi intrinseci. Da legge e rileggere.
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5.0La coscienza di Zeno, 13-09-2011
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"La coscienza di Zeno" è un romanzo caratterizzato da uno stile narrativo prosastico che adatta allo scritto le caratteristiche del parlato. Lo studioso Testa osserva che in un libro che punta sul parlato-scritto, i dialoghi hanno un ruolo di grande evidenza, ma nella Coscienza non ci sono grandi passi dialogati per una scelta strutturale del testo, dove le voci degli altri vengono inglobate nel tessuto narrativo. Inoltre, dove appare il dialogato (come ad esempio nel capitolo del Fumo), i personaggi parlano come Zeno. Le parole degli altri, ovvero il dialogato, nella grande narrativa otto-novecentesca hanno una funzione di caratterizzazione mimetica e quindi mettono a fuoco delle caratteristiche fisionomiche specifiche di ogni personaggio. Ciò non vale, però, per La coscienza di Zeno, confermando il soggettivismo assoluto del narratore Zeno, che è la voce predominante. Così, le parole degli altri assumono una rilevanza non di mimesi caratterizzante, bensì di funzione straniante: ovvero un'apertura di varco da un punto di vista diverso del narratore. Il dialogato acquista, così, significato ideologico. Geniale!
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5.0Ottimo libro, ottima cura, 19-05-2011, ritenuta utile da 13 utenti su 13
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Il classico sveviano in edizione integrale si avvale dell'ottima introduzione storico-filosofica di Cipollini e Marchese. Ottimo l'apparato di note, i rimandi, i sunti a fine di ogni capitolo analizzato, la differenza tra La Coscienza di Zeno con le altre opere di Svevo. Si deve a Cipollini in particolare l'introduzione alla pscicanalisi e la ricezione dell'autore del Libro, ormai un classico. La bibliografia su tale argomento è essenziale ma ben mirata. Anche l'analisi "esistenziale", tra vigolette, e il clima che si respirava nell'impero austro-ungarico è più che soddisfacente. L'interpretazione critica dell'opera dello Svevo, la sua vita, le "strane"coincidenze messe bene in luce fan sì che tal opera dovrebbe esser ristampata perché il valore della cura super di certo quello commerciale del libro, a basso costo.
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3.0Da leggere, 29-12-2010
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Un classico che però non annoia. A tratti addirittura divertente. Il lessico è alla portata di tutti, non solo dei grandi intellettuali. Da leggere nei momenti di relax per immergersi in un mondo che non è poi così lontano da noi.
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4.0La coscienza di Zeno, 13-11-2010
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Non può non suscitare simpatia il protagonista, personaggio tragicomico che rappresenta un po' ognuno di noi, almeno in alcuni momenti della vita o per certi aspetti della personalità e del comportamento. Certo, non tutti i lettori si immedesimeranno nella sua attiudine "passiva", ma certamente farà sorridere e riflettere.
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5.0La coscienza di Zeno, 01-11-2010
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Fra i miei libri preferiti. Onesta' intellettuale spogliata da ogni orpello intellettuale, eppure in grado di muovere le coscienze di ogni substrato. Un libro indirizzato all'uomo piu' che alla massa. Un James Joyce meno impegnato. Indimenticabile la versione televisiva con quello zingaro di Johnny Dorelli
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3.0Il nuovo inetto, 14-10-2010
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L'opera non è altro che la stesura di un memoriale, una sorta di confessione autobiografica a scopo terapeutico da parte del protagonista Zeno. Riesce a mettersi in continua discussione con se stesso e con gli altri, evitando cosi il suicidio.
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5.0La coscienza di Zeno, 01-10-2010
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I cultori della letteratura, coevi ad Italo Svevo, parlavano del romanzo come esempio dello 'scrivere male'... in effetti la lingua è piuttosto povera, poco varia, forse anche a causa del suo bilinguismo (Svevo era infatti Italo-Tedesco ed utilizzava quotidianamente il dialetto triestino) ed è probabilmente per questo che lo stile stesso è stato definito anche poco espressivo. Si tratta di un romanzo innovativo, scarno e semplice, lontano dal racconto classico che si dipana con il susseguirsi di eventi vissuti e narrati in modo cronologico e secondo un piano coerente. "La coscienza di Zeno" è molto di più. Qualcuno lo definirebbe il primo romanzo 'psicoanalitico' ma io preferirei definirlo la prima vera opera 'intima' della letteratura italiana. In definitiva è un monologo interiore durante il quale il personaggio principale anatomizza se stesso e le sue paure vere o presunte. E' il racconto di una vita tesa verso qualcosa di irraggiungibile, la vita come "non permanere" che accompagna i suoi protagonisti, incoerenti ed ambigui, ad infettarsi di vita stessa intesa come sintomo di un male incurabile. E' un libro bellissimo che può essere gustato semplicemente nella sua storia anche buffa e divertente, cattiva ed acida, oppure analizzato in ogni piccolo spunto filosofico ricercato dall'autore. Consigliato ad ogni età!
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4.0Svevo, 27-09-2010
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Non ho mai conosciuto un personaggio tanto antipatico come Zeno Cosini. La sua inettitudine, la sua simpatia penosa e, soprattutto, la sua ipocondria mi hanno fatto odiare questo uomo. D'altra parte, Zeno si riscatta: una volta messosi in società con Guido, si dimostra molto più valido dell'amico tanto invidiato.

La coscienza di Zeno parla e si dispiega lungo la cura psicoanalitica del racconto di sé, mostrando l'uomo inetto, l'uomo grigio. L'incapacità di vivere sta alla base del romanzo di Svevo. La crisi del soggetto scaturisce dal racconto del protagonista, aprendosi all'indagine della psiche: non è più Zeno che racconta,ma la sua coscienza.
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