Cosa sognano i pesci rossi

Cosa sognano i pesci rossi

4.5

di Marco Venturino


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Descrizione

All'amministratore delegato di una importante azienda viene diagnosticato un tumore in metastasi avanzata. Non si potrebbe operare, ma un chirurgo famoso lo fa lo stesso. Salvo parcheggiare il paziente in terapia intensiva quando l'operazione non riesce. Tra quest'uomo ormai menomato, incapace di comunicare, in attesa della morte, e il medico di terapia intensiva che deve prendersi cura di lui, comincia un rapporto tormentato e umanissimo che l'autore descrive nei dettagli più personali, suddividendo il romanzo in capitoli, uno raccontato in prima persona dal malato, l'altro dal medico. L'autore è direttore di divisione di anestesia e terapia intensiva all'Istituto Europeo di Oncologia di Milano.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 10 recensioni)

4.0Da leggere, 28-02-2012
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Tema importantissimo e attuale: la situazione psicologica di un paziente in rianimazione (il pesce rosso) in contrapposizione al medico che lo assiste. Il primo incastrato in un corpo che non risponde ai suoi comandi e che osserva la "vita vera" del personale dell'ospedale, l'altro che nella "realtà" ci vive, analizza la situazione in modo diverso.
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5.0Toccante , 20-02-2012
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Io l'ho avevo scelto in libreria quasi per caso così una lettura leggera, ma quando mai, la malattia ed in questo caso il ricovero di un ex manager sottoposto ad intervento chirurgico (inutile) più per il bisogno di fama e successo del chirurgo (luminare) che per il paziente. Inniziano da questo momento in poi le riflessioni del malato molto vigile cerebralmente ed il responsabile del reparto di terarpia intensiva con una vita molto incasinata. Io lo suggerirei a chiunque si accinge ad intraprendere un attivita medica o infarmieristica, stupendo
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5.0Cosa sognano i pesci rossi, 07-08-2011, ritenuta utile da 4 utenti su 4
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Un libro educativo, da consigliare non solo a chi lavora in campo sanitario, ma a tutti coloro che lavorano a stretto contatto con le persone. Al termine della lettura ci si trova costretti a fare un breve esame di coscienza e ci si rende conto di quante volte in una giornata non stiamo ad ascoltare il nostro vicino, a quante volte non diamo retta non solo alle sue parole ma anche ai suoi gesti, ai suoi sguardi. Un libro che fa riflettere sull'importanza dell'attimo, nella sua unicità. Di quanto sia importante vivere il presente senza essere troppo proiettati al futuro e senza essere incastrati in un passato che, in quanto tale, ormai non ha più senso vivere. Un libro che insegna ad ascoltare, perchè chiunque abbiamo davanti è pur sempre un essere umano, straordinario nella sua unicità, in grado di insegnarci e trasmetterci qualcosa che ci possa far diventare migliori.
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4.0Cosa sognano i pesci rossi, 06-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Mi ha ipnotizzato, incollato alle pagine dalle prime righe fino alle ultime. La storia di questo libro è quella di almeno tre mondi che scorrono paralleli pur toccandosi, anche con carnalità e fisicità elevatissime, senza mai veramente incontarsi.
I mondi sono quello dei malati che per un motivo o per l'altro sono arrivati in terapia intensiva, più propriamente quelli che dalla terapia intensiva non usciranno, il mondo dei loro congiunti e il mondo di coloro che di questi malati si occupa. Venturino cerca di dare voce soprattutto al mondo del malato e a quello degli operatori sanitari. La parte più riuscita, a mio avviso, è quella dei dialoghipensieri attribuiti al malato. Attribuiti perchè di ciò che pensa, vede, sente un malato in terapia intensiva, che non può parlare, ci può essere solo un atto immaginativo e Venturino immagina con professionalità e con umanità e sufficiente poesia, lo stato d'animo e i pensieri di un malato sospeso tra la vita e la morte, per il quale c'è finalmente consapevolezza tra ciò che c'era prima e l'attuale, che comincia a dare il giusto valore a tutte le piccole e grandi cose che la vita gli aveva permesso e regalato fino all'arrivo in quel limbo strano, i suoi deliri, i suoi sogni, le sue attese, il desiderio di guarigione.

La parte meno riuscita è invece quella del medico curante, non perchè ricamata con meno perizia, anzi. Le domande che il medico si pone sono quelle che spesso alcuni di noi probabilmente si pongono: la differenza tra accanimento terapeutico e necessità di cura, l'impossibilità di scegliere quando staccare il filo in piena autonomia anche se si sa che quell'azione corrisponde esattamente al desiderio del paziente, l'impossibilità ad eseguire l'espianto d'organo identicamente perchè il paziente non può più esprimersi in prima persona, ecc. Ma quello che è il limite di questo personaggio è il tornare ciclicamente sugli stessi argomenti, sulla descrizione ad esempio di come alcuni "baroni" del mondo della medicina arrivano a posti decisionali senza averne competenza, oppure ancora su come alcune ricerche mediche siano assolutamente inventate, come alcuni trial vengano elaborati più per dar lustro a se stessi, o rispondere alle case farmaceutiche, che per vera necessità del malato.
Intendiamoci sono tutti argomenti veri, reali, attualissimi, ma è la reiterazione pedante che in certi momenti infastidisce e rende la lettura un po' noiosa, lì dove si sarebbe potuta invece staccare da terra e volare alto.
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5.0Per riflettere, 05-01-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Interessante racconto a 2 voci di un medico e di un paziente della terapia intensiva.
Per riflettere su quanto vale ciò che abbiamo, per imparare ad apprezzarlo prima che sia troppo tardi.
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5.0Bellissimo!, 02-11-2010
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Duro ma reale, ironico, profondo...frutto secondo me di una sensibilità non indifferente tiene incollati alle pagine fino alla fine...davvero particolare e molto bello!
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3.0Ai limiti di un’esilarante ironia, 27-09-2010
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il racconto di un uomo ridotto allo stato di vegetale a causa della sua malattia. La descrizione, giorno dopo giorno, della vita di un infermo intrappolato nel proprio corpo con la voglia di riavere la propria dignità e di volare tornando alla sua vita prima della disgrazia.
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4.0Chi sono i pesci rossi?, 26-07-2010
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Come si vive e come si sogna da pesce rosso? Cerca di immaginarlo un medico anestesista disilluso della sua professione. L'autore propone,con uno stile semplice e realistico, uno spaccato della vita in un reparto di rianimazione.
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5.0Un pugno nello stomaco, 03-07-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Molto bello, struggente e coinvolgente ed a tratti ironico, da leggersi in periodi di forte stabilità emotiva
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5.0Stupendo, 02-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Libro molto bello, sarà che ho vissuto un'esperienza simile ma mi ha veramente coinvolto. Drammatico e allo stesso tempo molto dolce e a tratti anche divertente. Mi è piaciuto moltissimo, lo consiglierei..
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