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Il coraggio del pettirosso

Il coraggio del pettirosso

di Maurizio Maggiani

4.0

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Saverio è figlio di un fornaio anarchico di Alessandria d'Egitto, cresciuto con la passione della libertà e con la nostalgia per il paese degli antenati. La morte del padre lo costringe ad affrontare la sua confusa identità, le sue radici. Parte per un suo viaggio di iniziazione, dal deserto, alla città, dal presente a un oscuro e misterioso passato. Da questo racconto fatto di dolci asprezze liguri-toscane, emerge l'unico vero paese dell'anima: quel desiderio di libertà che è come il tenace volo del pettirosso.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 3 recensioni)

4.0Un intreccio complesso, 07-05-2012
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Piaciuto a metà. La seconda parte mi ha rimesso in pace con l'autore. Infatti la prima e' parecchio scontata e priva di avvenimeni rilevanti. Anche il rifermento all'anarchia e' appena accennato. Ma la seconda parte, la avventura di Pascal all'epoca dell'inquisizione nel tranquillo paese di Carlomagno, vale tutto il romanzo. Personaggi ben delineati, il protagonista non mi e' però risultato simpatico.
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4.0Il coraggio del pettirosso, 25-07-2011
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Attirata dalla visibilità di un titolo piuttosto commovente acquistai questo libro usato un paio di anni fa. Comunque sia andata, alla fine della lettura, io e l'ignoto primo possessore del libro, almeno su una cosa la pensiamo uguale: la necessità è l'urgenza che ci permette di essere vivi. E essere vivi dipende da noi, dalla voglia che abbiamo di sentire sul collo il fiato grosso della vita.
Maggiani ci dice che la libertà è la necessità più grande e questa necessità ce la si crea e la si sceglie come un credo. La libertà, quindi, è un dominio individuale. Non risiede in un'ideologia, non in una parola, sia essa anarchia o comunismo, e soprattutto, contrariamente alle credenze più comuni, la necessità di libertà non elide quella di un rifugio, perché la libertà vera vive nel sangue, e quello ce lo portiamo dentro, come il nostro passato, come il nostro cuore.
Per cui, si è liberi solo scegliendo la vita, e non la morte.
Il porto sepolto è -forse-la via ad un mondo altro in cui è consentito dissolversi e penetrare tutte le cose senza esistere più. Ma a morire sono capaci tutti, a vivere, pochi.
Per vivere ci vuole coraggio, il coraggio delle piccole cose quotidiane, quelle che resistono agli urti, agli abbandoni, al logorio. Il coraggio dei piccoli uccelli che non sono aquile, e che quando muoiono non se ne accorge nessuno, nemmeno il cielo in cui hanno volato.
Un libro infinito e triste come il deserto, e altrettanto pieno di ogni pensiero.
Un libro che parla di vita, tanta vita, e di dissolvimento, e soprattutto, del respiro vitale del sangue, che si rinnova ad ogni battito.
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4.0Il coraggio del pettirosso, 06-10-2010
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Romanzo di irregolari, di fuori registro: apolidi, eretici, poeti, ribelli, anarchici, terroristi raccontati dentro a un sogno. Sicuramente è un romanzo originale, per temi, trama e struttura della narrazione. E per larga parte è anche una lettura convincente, appagante. La gente di Carlomagno per esempio è disegnata con una forza che ti sembra di esserci stato in quel paese, in una vita precedente. La differenza tra religiosità e dottrine, tra educazione alla libertà ed esercizio del potere, tra affetti e legami esce fuori, eccome. Non è perfetto, ma è da leggere. Sicuro.
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