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La controvita

La controvita

di Philip Roth

4.5

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Supercoralli
  • Traduttore: Mantovani V.
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2010
  • EAN: 9788806178963
  • ISBN: 8806178962
  • Pagine: 393
  • Formato: rilegato

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
La controvita è una vita alternativa, nuova, imprevista e bizzarramente reversibile. I due fratelli Zuckerman si scambiano i ruoli nei cinque episodi che nel romanzo si susseguono l'uno come controcanto dell'altro. All'inizio Nathan Zuckerman va al funerale di Henry, il fratello dentista, con in tasca un necrologio impronunciabile. Henry è morto durante un rischioso intervento chirurgico che doveva risolvere la sua impotenza sessuale. Ma poi è Henry che deve andare al funerale del fratello morto nel tentativo di risolvere lo stesso problema. In seguito toccherà a un amico di Nathan il compito di leggere il necrologio che questa volta Nathan si è scritto da solo. Intanto Henry è andato a rinascere come uomo e come ebreo nella Terra Promessa; ed è proprio da Israele che sta tornando Nathan - ora è guarito, ha cambiato vita e si è risposato con una quarta moglie che gli ha dato il primo figlio - quando viene coinvolto in un inverosimile atto di pirateria aerea... Sono uno, nessuno, centomila persone (e personaggi) che sognano una fuga o una rinascita, perennemente tentati da una vita alternativa che possa stravolgere il loro destino.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.3 di 5 su 4 recensioni)

4.0La controvita, 10-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Necessità forse di un aggiornamento della traduzione, questo romanzo della saga di Zuckerman, scrittore simbolo di tutti gli scrittori ebrei così dissacranti e spavaldi nel loro essere contemporaneamente sionisti ed anti-sionisti, come quasi solo Roth sa fare (e pochi altri, per esempio quel tal Mordecai Richler). Un libro che porta dentro di sé gli echi di tanti altri romanzi di Roth, una preconizzazione di Pastorale americana (chiara l'anticipazione alla conclusione del libro), un parallelismo a Lamento di Portnoy nel viaggio in Israele che afferma e nega insieme il giudaismo del protagonista, insomma l'autore ci sta dentro per intero, e senza sottintesi.
Protagonista non solo Nathan Zuckerman ma anche suo fratello Henry, in un gioco di tessere del domino che si compongono in mille combinazioni. Date in mano qualche semplice elemento e Philip Roth vi costruirà un mondo a cinque dimensioni, quanti sono i capitoli del romanzo.
Sono quattro (ma quasi cinque) le stelle che do a questo romanzo, perché dal punto di vista della pura costruzione romanzesca mi pare sia il suo prodotto più riuscito, che mi ha ricordato il miglior Paul Auster nella complessità dei mondi paralleli che sottende e nel perverso e controverso rapporto tra scrittura e vita, immaginazione e realtà, finzione e verosimiglianza. Non solo di trama parlo, ovviamente, ma soprattutto di pura e semplice architettura narrativa dei piani della storia, dove più importante dei piani è il loro punto di congiunzione in sé e per sé. Non c'è una sola vita (intesa come mondo o universo della narrazione) ma una controvita e quindi un contromondo, più controvite e più contromondi concomitanti, intersecanti, sovrapposti in una serie di molteplici variazioni sul tema. Al centro di tutto, la multiforme crisi di mezza età dell'ebreo 45enne Nathan alle prese con l'ebraismo tradizionale, l'ebraismo militante e l'antisemitismo spocchioso di certa cristianità anglosassone. Con l'arguzia e direi quasi la sfrontata impertinenza di sempre, Roth racconta le vicissitudini sessual-religiose della famiglia Zuckerman, mogli, ex-mogli ed amanti comprese.
Una metanarrativa brillante, piacevole, magnetica e sarcastica, da godersi nell'attesa che finalmente l'Accademia Svedese si decida, una buona volta, a inscrivere il nome di questo grande scrittore nelle liste dei suoi premiati.
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4.0La controvita, 04-08-2011
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Non amo i romanzi di Roth con Zuckerman protagonista, li ho sempre trovati poveri di argomenti, poi, a prescindere da Nathan, credo che in ogni libro di Roth - sopratutto se appartengono al periodo incantato degli anni 80, dove si situa questo - non si possa fare altro che imparare. L'equilibrio dei dialoghi, la piattaforma perfetta della traduzione, l'intelligenza che ogni fottuta frase butta fuori e mi annichilisce per la mia incompetenza, ogni 'petit morceau' : tutto mi butta in avanti rispetto al minuto prima. Finisco un libro di Roth e mi sento meglio, so che ho ascoltato dialoghi dei quali vorrei essere l'interprete, di una vita che tutto sommato un pochetto invidio.
Questi jewish che parlano dei cazzi loro, che analizzano freudianamente ogni sincope del loro malessere sono spettacolari. Vale la pena di farsi un giorno di ferie e stare qualche ora sul divano in compagnia di questi spostati.
Ad ogni modo, la letteratura di questi ultimi anni. Con l'articolo determinativo.
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5.0Un grande vecchio, 22-03-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 3
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Pensavo fosse l'ultima opera di Roth e invece... Fortunatamente no. Un iper-romanzo in cui - nelle 5 parti di cui cui si compone il romanzo - i personaggi Nathan Zuckerman e suo fratello Henry percorrono e si propongono in differenti e svariate vite. Un grandioso esercizio di stile, ma tutt'altro che accademicamente fine a se stesso bensì denso di contenuti: Roth ci delizia con le sue riflessioni ironiche e profonde su ebraismo, antisemitismo, laicità, fanatismo, vita, malattia, morte, famiglia, sessualità, infedeltà. Il miglio Roth insieme alla pastorale e il complotto.
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4.0Finalmente!, 19-10-2010, ritenuta utile da 4 utenti su 5
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Da anni introvabile, viene ripubblicato uno dei romanzi fondamentali del ciclo di Zuckerman. In Controvita i temi cari a Roth vengono presentati con narrazioni multiple e gli stessi accadimenti vengono volta a volta attribuiti a uno o l'altro dei due fratelli. A suo modo geniale..
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