Controcorrente

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4.5

di Joris-Karl Huysmans


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Descrizione

Pubblicato in Francia nel 1884, "Controcorrente" (noto anche come "A ritroso") ha segnato in profondità l'immaginario culturale europeo, influenzando la visione dell'arte e della vita, tra gli altri, di Oscar Wilde, Gabriele D'Annunzio e Marcel Proust. Considerato il manifesto, o meglio, la bibbia del decadentismo, il romanzo segue le vicende del protagonista, Jean Floressas des Esseintes, impegnato a sconfiggere la Natura attraverso l'Artificio. La figura di des Esseintes, a sua volta modellata su quella reale del conte Robert de Montesquiou, divenne il prototipo di tutti gli esteti e i dandy di fine secolo. Romanzo atipico, con un solo personaggio, privo di dialogo e delle tradizionali soluzioni narrative, "Controcorrente" si dispiega in un universo di eccentricità, stravaganze, follie, inquietudini, deliri, descritto con un linguaggio prezioso, sfolgorante di inusuali metafore; una scrittura nella quale ogni singola parola, scelta con l'accuratezza e l'amore per la rarità tipici del collezionista, scintilla e luccica, in una perfetta corrispondenza tra lingua e personaggio. Con uno scritto di Guy de Maupassant e uno scritto di Jules Barbey d'Aurevilly.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.4 di 5 su 5 recensioni)

5.0Radicale, 06-09-2011
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Testo fondamentale per comprendere l'evoluzione letteraria che porterà alla nascita del decadentismo, Controcorrente è un romanzo molto particolare.
Scritto con uno stile difficile ma estasiante rivelantesi nelle lunghissime e raffinatissime descrizioni che suppliscono alla esiguità della trama, descrive la malriuscita fuga dalla "socialità" da parte di Des Esseintes, personaggio controverso, colto da una malattia nervosa e da repulsione fisica e morale nei confronti del "Progresso" acclamato dal positivismo ottocentesco.
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4.0Controcorrente, 04-04-2011
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Un testo fondamentale del decadentismo, essenziale per capire le radici di quella che è la letteratura moderna e contemporanea. Uno degli apici raggiunti dall'arte romanzesca del secolo scorso. Alla lettura dopo un po' rimane un po' pesante, anche se i pareri su arte, letteratura... Ecc. Sono interessanti eo divertenti. Des Esseintes è un personaggio chiave della storia della letteratura, indimenticabile nella sua nevrosi e nella sua decadenza!
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5.0Il genio e la decadenza, 27-07-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Huysmans è assolutamente geniale e profeta in questo capolavoro di perversione, di accidia, di estetismo e malvagità. La scelta di un ascetismo tutt'altro che di privazione dell'ambiguo protagonista è una raffigurazione perfetta per descrivere una certa intera condizione umana. Nondimeno a ciò si aggiungono i ricordi delle avventure passate e fin dall'inizio si riconosce un lento abbandonarsi all'abisso. Impareggiabile la tentazione di Auguste Langlais: il solo episodio vale l'intero libro.
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4.0il manifesto del decadentismo, 20-07-2010
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La Bibbia del Decadentismo. Di certo, non un libro facile e per tutti i palati. Alcune parti, troppo prolisse, risultano un po' noiose, ma è il prezzo da pagare per immergersi nelle atmosfere fascinose e morbosamente idilliache di cui si circonda l' esteta Des Esseintes, impegnato a creare la bellezza artificialmente. E' stato scritto nel 1884, ma le tematiche sono attuali più che mai, considerando che in quest'epoca di non artificiale e non artificioso è rimasto ben poco.
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4.0Controcorrente, 20-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Un romanzo ingiustamente sottovalutato, grazie al quale si evolve la storia stessa della narrativa del XIX sec. Des Esseintes è il fiore del decadentismo francese, non solo per la raffinatezza dei gusti e la fuga dalla stupidità contemporanea, ma anche e soprattutto per l'inquietudine spirituale e per l'insaziabile senso di vuoto. L'intero romanzo ruota attorno ad un unico personaggio, come ha giustamente notato Wilde, alla continua ricerca di nuovi e delicati modi (arte, letteratura, poesia, ma anche botanica, profumeria e, ovviamente, il delitto e la lussuria) di vivere la vita come un capolavoro artistico. Le poesie di Baudelaire sono la Bibbia di Des Esseintes, volontario eremita dell'estetismo, ed anche il perocrso interno dei Fleurs è in più punti sovrapponibile alla trama del romanzo (fuga dalla massa, voluttà, noia, malessere, disperazione, ribellione e resa all'ignoto). Un romanzo da leggere, anche come punto di svolta della vita di Huysmans (inizialmente realista del circolo di Mèdan, qui decadentista, in seguito cattolico e frate trappista). Alcune pagine un po' noiose, o sentenziose, alcune recensioni letterarie ormai inutili per il lettore moderno (ma resta uno dei primi a valorizzare Verlaine e Mallarmé ed a scoprire Rimbaud), e l'angusto orizzonte in cui la trama è rinchiusa sono gli unici punti deboli del romanzo.
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