La conquista di Plassans

La conquista di Plassans

3.0

di Émile Zola


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Descrizione

Il quarto romanzo dedicato alla saga dei Rougon-Macquart venne pubblicato a puntate sul giornale "Le Siècle" nel 1874 e in volume nel 1876. È strettamente legato alla prima parte del ciclo, "La fortuna dei Rougon", e ambientato nella stessa immaginaria cittadina di provincia, Plassans, che adombra la Aix-en-Provence della giovinezza di Zola. All'apogeo del Secondo Impero, nella provincia francese, si intrecciano adulteri, giochi di potere, intrighi e rispettabili violenze fra personaggi studiati nella loro peculiare essenza dall'occhio spietato e acutissimo di un magistrale scrittore naturalista.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 1 recensione)

3.0La pazzia, 29-01-2012, ritenuta utile da 47 utenti su 53
di - leggi tutte le sue recensioni
Anche questo libro, come molti altri della saga dei Rougon-Macquart, è molto vasto e articolato. Le vicende non sono facili da riassumere, ma c'è sempre un dissidio tra i membri emergenti della famiglia e i più deboli, che devono in certo senso essere estirpati.
In questo volume, i deboli sono due coniugi, cugini di primo grado, con predisposizione ereditaria alla nevrosi, i quali, a suo tempo divenuti sposi tra il sollievo dei parenti, sviluppano un intricato dramma che sfocia nella follia di entrambi.
La duplice follia è però diversificata, violenta nel marito, ossessiva nella moglie. I figli risultano tarati, oppure già segnati per un destino amaro. L'indifferenza, o peggio, il rifiuto dei parenti ad occuparsi delle sventure di questa coppia, è dovuto al fatto che il nucleo dei Rougon sta affrontando una spericolata ascesa sociale, alla quale si deve sacrificare ogni affetto, persino quello materno. E il tardivo, inutile soccorso portato agli infelici, avviene in funzione dell'ascesa, per non essere mal giudicati dalla città.
Libro molto interessante, che però ha un difetto comune a molte opere di Zola, cioè descrivere il male in senso assoluto, quasi senza sfumature.
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