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Colazione da Tiffany

Colazione da Tiffany

di Truman Capote

3.5

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Holly Golightly, la protagonista di questo estroso romanzo breve, è una cover-girl di New York, attrice cinematografica mancata, generosa di sé con tutti, consolatrice di carcerati, eterna bambina chiassosa e scanzonata. È un personaggio incantevole, dotato di una sorprendente grazia poetica. Intorno a lei ruotano tipi bizzarri come Sally Tomato, paterno gangster ospite del penitenziario di Sing Sing, O.J. Berman, il potente agente dei produttori di Hollywood, il "vecchio ragazzo" Rusty Trawler, Joe Bell, proprietario di bar e timido innamorato...

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 22 recensioni)

3.0Un libro amaro, 18-03-2012
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Ecco il libro da cui è nato il famosissimo film. L'origine di uno dei pezzi più indimenticabili della storia cinematografica (se non altro per fama-moda-e citazioni) ... Peccato però scoprire che molto, davvero tanto della trama in realtà rispecchia gran poco della pellicola. Il libro è breve, amaro e per nulla appassionante. Quasi noioso, distante dai colori del film, tutti "così" anni 60 e sopratutto distante dalla zuccherosità dell'happy-ending hollywoodiano. Unica cosa in comune, forse, risiede proprio in quella Moon River che tanto bene accenna alla melanconia del libro.
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3.0Colazione da Tiffany, 12-03-2012
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Libretto grazioso, fra i lavori più famosi dell'autore, Truman Capote, grazie - di certo, non v'è altra ragione - al famosissimo film omonimo tratto appunto da quest'opera: si tratta di un romanzo breve carino, ma che assolutamente non regge il confronto con la bella, romantica e divertente pellicola con Audrey Hepburn.
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3.0Lunatica protagonista, 17-02-2012
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Ho trovato questa storia bizzarra. Holly non si capisce chi è e come vive, potrebbe sembrare un'accompagnatrice, è tremendamente capricciosa e irresponsabile, per fortuna sta simpatica a molta gente che è disposta a prendersi cura di lei, ma nessuno può contare di essere mantenuto a vita. Esiste un posto come Tiffany dove Holly sarebbe disposta a metter su casa?
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2.0Il mondo di Holly, 01-02-2012
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Non ho mai visto il film ma conoscendo la fama di questo libro ho deciso di leggerlo. Un racconto breve ma non molto intenso come speravo. La storia l'ho trovata un po' scialba e senza alcun coinvolgimento. La protagonista, Holly, è la classica donna immatura e superficiale che crede di poter ottenere tutto con la sua bellezza e il suo fascino. Forse sarò l'unica a pensarla così, ma non mi è proprio piaciuto, pensavo a qualcosa di diverso che mi avrebbe trasmesso qualcosa in più.
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3.0Colazione da Tiffany, 25-09-2011
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Conosco a menadito il film che ne è stato tratto, e allora ho deciso di leggermi anche il romanzo di Capote. Che dire allora? A volte le strade del successo sono imperscrutabili e misteriose e quanto con le migliori intenzioni si va incontro a un fiasco, tanto capita talora che il concorso accidentale di circostanze casuali e perfino non volute generino un'opera che è poi restata nel tempo. In questo caso, il regista non avrebbe dovuto essere Blake Edwards, né il costumista Yves Saint-Laurent, né la protagonista Audrey Hepburn. Si sa che l'autore del testo aveva concepito Holly Golightly pensando a Marilyn Monroe. E dunque tutto sarebbe dovuto risultare contraddittorio, se non fallimentare. E invece
Fra l'altro si capisce il disappunto di Capote: infatti il personaggio del racconto è molto diverso da quello del film. Anche perché il film racconta un'altra storia e soprattutto con uno spirito diverso, eliminando lo humour caustico, satirico, sulfureo, paradossale e strampalato del racconto, introducendovi per contro una nota più malinconica e romantica che è del tutto assente nell'originale.
Pochi adattamenti sono così infedeli come questo: non solo per l'happy end che manca nel racconto, ma per lo stravolgimento della storia concepita da Truman Capote. Che è tutta un'altra storia.
L'incredibile è pero che proprio la pagina sia quella a subire l'usura del tempo. Oggi senza la trasposizione cinematografica il testo letterario sarebbe probabilmente dimenticato, tal quale il dandy che lo concepì se non fosse diventato a sua volta un personaggio.
Tuttavia Holly 1 e 2 mantengono una vitalità alla Nietzsche che le rende di una evidenza fragorosa.
Certo è che pur se accennate nella scrittura l'apparizione di Audrey Holly col tubino nero o quella con la chitarra in mano che accenna "Moonriver" sono quelle che in fin dei conti restano nella memoria.
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5.0Colazione...., 06-09-2011
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Sono d'accordo con chi afferma che per chi ha visto il famosissimo film in questa storia non si ritrova la holly interpretata da haudry h. Ma tutta un'altra persona... Di per sè però il libro è bellissimo, bisogna leggerlo senza pensare al film e cercando di reinterpretare la protagonista. Un libro molto scorrevole che si legge in poche ore..
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5.0Colazione...., 06-09-2011
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Sono d'accordo con chi afferma che per chi ha visto il famosissimo film in questa storia non si ritrova la holly interpretata da haudry h. Ma tutta un'altra persona... Di per sè però il libro è bellissimo, bisogna leggerlo senza pensare al film e cercando di reinterpretare la protagonista. Un libro molto scorrevole che si legge in poche ore..
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3.0Colazione da?, 03-09-2011
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Se avete visto il famosissimo film tratto da questo libro, dimenticate la Holly Golightly interpretata dalla favolosa Audrey Hepburn. Se non in pochissimi punti, non riconoscerete di certo la storia romantica su cui si basa il film, ma la principale aspirazione di questo libro è di descrivere nei minimi particolari il caratterino della protagonista
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2.0Colazione da Tiffany, 12-08-2011
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Lì ho letto spinto dal successo e dalla fama del film a cui è iapirato, ma questa colazione non mi è piaciuta troppo. Comunque facciamo uno sforzo di dimenticarci di Audrey, dei "Vermi" (nelle meno di cento pagine del libro, il termine compare verso pagina 80) , ed anche della colazione (che si cita a pagina venti, in meno di due righe) ì. E rimaniamo per ora al libro. Un racconto dolente di un piccolo spaccato della boheme di New York. Scrittori spiantati, fotografi giapponesi, miliardari arroganti, ambasciatori brasiliani, amiche balbuzienti e baristi saggi. Tutti gli ingredienti per fare una piccola miscela calibrata, un buon gin fizz (non un martini cocktail). E lei, ingenua o forse no, illumina con i suoi tocchi di lucida follia questo mondo un po' squallido, un po' chic. In realtà, non succede gran che, è solo un filo di ricordi, che, saltando qua e là, andando avanti ed indietro nel corso del tempo, ci fa innamorare di questa ragazza in cerca di successo, ma in un mondo cattivo e torbido. Capote infioretta le pagine di qualche sentenzina, e tenta di inzeppare il testo con tiepidi aforismi. Ma non graffia, non affonda. A volte sbaglia il tiro (come quando bolla il brasiliano spaesato di essere fuoriposto come un violino in un'orchestra jazz': ma Stéphane Grappelli allora? O Joe Venuti? Per non parlare di Jean-Luc Ponty, che verrà però qualche anno dopo? ). Sembra girare un po' in tondo (ma mi piace di più quando lo farà Paul Auster in atmosfere compatibili qualche anno dopo). Il vero punto forte (rispetto al film) è il suo essere non consolatorio, al fine. Qui niente lieto fine, niente gatto ritrovato sotto la pioggia. No, qui Holly scompare, ed è proprio grazie a poche sparse notizie che arrivano vuoi dal Sudamerica vuoi dall'Africa che lo scrittore alter ego ce ne parla e ci racconta questa storia. Che anche altro afflato avrebbe avuto se, come Capote aveva suggerito, fosse stata impersonata da Marylin. Altra storia. Altro film. Film che, a parte Audrey, non ha altri grossi atout. Perché al solito, Hollywood qui stravolge, fa dello scrittore Paul un gigolò mantenuto, e sparisce l'amica balbuziente. Ma si sa, il Cinema americano stravolge tutto pur di fare cassetta. L'unica cosa di veramente buono è la colonna sonora con quel Moon River da favola. E l'unica cosa veramente esilarante è Mickey Rooney nella parte del fotografo giapponese. Ma qui si parlava del libro. E della scrittura di Capote, che, alla fine dei conti, a me irrita. Boh, speriamo in altro. Ma ora vado a rimettere la punta ideale sul vinile consumato e sentire ancora una volta "Wherever you' re going, I' m going your way".
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3.0Particolare..., 02-08-2011
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Particolare è il libro in sé, ma soprattutto il personaggio di Holly...
Non ho mai visto il film, lo conoscevo solo a grandi linee ma credo non sia molto simile alla storia del libro.
Ho scelto questa lettura per non perdermi un grande classico: non ne sono rimasta delusa ne annoiata, perchè la bizzaria della protagonista colpisce e incuriosisce, ma non posso neppure dire che il libro mi sia piaciuto particolarmente...
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4.0Colazione da Tiffany, 27-03-2011
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Un libro davvero splendido, che traccia il profilo di un personaggio affascinante: Holly Golightly - in transito. Il parallelo del libro con il film interpretato dalla deliziosa Haudrey Hepburn è d'obbligo, ma le differenze che ne risultano sono evidenti, a partire dal finale. Insomma: un classico, assolutamente da leggere.
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3.0Colazione da Tiffany, 15-02-2011
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Bisogna leggerlo da una certa prospettiva per apprezzarne il valore intrinseco. Visto il film, ci si accosta con pregiudizio al libro, relegandolo a ruoli passatemporali senza traccia del loro passaggio. In realtà Capote ci infuse parecchio di quel mondo che amava tra sessualità e dipendenze. Il contrasto di tali abissi o vette - a secondo di come si vivono - con l'immagine della Hepburn anni '50 non può essere più stridente. Come un tintinnio di bicchieri da cocktail e tazze da te guardando le anime del sottosuolo da un canapé a bordo piscina. Resta un vago sentore di Knize Ten a coprire i miasmi dei corpi e degli animi...
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