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City

City

di Alessandro Baricco

3.0

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"Questo libro è costruito come una città, come l'idea di una città. Mi piaceva che il titolo lo dicesse. Adesso lo dice. Le storie sono quartieri, i personaggi sono strade. Il resto è tempo che passa, voglia di vagabondare e bisogno di guardare. Ci ho viaggiato per tre anni, in "City". Il lettore, se vorrà, potrà rifare la mia strada. È il bello, e il difficile, di tutti i libri: si può viaggiare nel viaggio di un altro? Quanto ai personaggi - alle strade - c'è un po' di tutto. Ci sono uno che è un gigante, uno che è muto, un barbiere che il giovedì taglia i capelli gratis, un generale dell'esercito, molti professori, gente che gioca a pallone, un bambino nero che tira a canestro e ci becca sempre. Gente così." (Alessandro Baricco)

Note su Alessandro Baricco

Alessandro Baricco è nato a Torino il 25 gennaio 1958. E' uno dei più apprezzati autori del panorama letterario italiano. Studia Filosofia e si laurea con una tesi in Estetica. Contemporaneamente agli studi universitari, si diploma in pianoforte presso il conservatorio. Il suo esordio come scrittore avviene in qualità di critico musicale, quando nel 1998 pubblica un testo su Rossini. Il suo primo romanzo, invece, è del 1991. Si intitola “Castelli di rabbia” e vince il Premio Campiello. Il secondo romanzo, "Oceano mare", è del 1993. Nel 1994 viene pubblicato "Novecento", un monologo da cui viene tratto un lavoro teatrale e il film di Tornatore dal titolo "La leggenda del pianista sull'oceano". Nello stesso anno, a Torino, Baricco fonda la scuola Holden, centro per l'apprendimento delle tecniche di scrittura e storytelling. Accanto all'attività di scrittore, si occupa anche di televisione in qualità di conduttore, autore e ideatore di programmi. Collabora inoltre con importanti quotidiani nazionali. Dalle rubriche che ha curato per La Stampa e Repubblica nascono due volumi intitolati "Barnum" (1995 e 1998). Questi e altri numerosi successi della vasta produzione artistica dell'autore, tra cui “City” (1999), “Senza sangue” (2002) e “Questa storia” (2005), proiettano Baricco nel gotha della narrativa contemporanea italiana.

 

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3.1 di 5 su 13 recensioni)

5.0Il massimo, 01-10-2012
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È un libro che mi ha avvinto a partire dalla prima pagina. Senza tregua. Ho divorato i 3 racconti avvinti l'uno sull'altro con voracità. E' pazzesca la storia di solitudine e maledizione che si nasconde dietro le vicissitudini di un cervello geniale su cui gravano le aspettqtive di un mondo intero che, però non comprende il suo essere uomo, e lo lascia solo. Lo abbandona perché non lo comprende. Consiglio vivamente la lettura di questo libro.
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1.0Deludente, 14-05-2012
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Spinta da recensioni molto buone l'ho letto,
A parte questo la narrazione mi è sembrata davvero astratta nonostante le città, i luoghi e tutto il resto siano elementi che fanno parte della nostra quotidianità.
Troppo astrattismo, per un libro che sembra non avere molta logica, fatto di concetti senza capo ne coda... Deludente!
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5.0Il mio pensiero, 12-05-2012
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Credo che questo sia uno di quei libri che o ami o odi, io personalmente l'ho adorato. Baricco ammetto che non ha un modo di scrivere facile, almeno io non lo trovo esattamente scorrevole, tuttavia nasconde in sè quel tocco di poeticità unica. Ho amato questo libro perchè in esso in alcune parti mi sono immedesimato e quei punti mi hanno emozionato a sufficienza da promuoverlo a piene voti.
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1.0Non l'ho capito.., 26-02-2012
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L'ho comprato appena è uscito, dopo averne sentito dire un gran bene alla radio... Ma che delusione! Non un nesso logico credo che l'autore volesse dimostrare che scrittore grandioso fosse scrivendo questo libro, beh non mi ha colpito per niente!
Ancora oggi a pensarci mi viene l'orticaria... Ho Oceanomare di Baricco ma ancora non ho trovato il coraggio di aprirlo temo un latro attacco di orticaria!
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4.0Funambolico, 06-07-2011
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Sicuramente l'opera più sperimentale di Alessandro Baricco. In "City" si percepisce il desiderio dell'autore di narrare. I personaggi sono molto interessanti, scompare la differenza fra "tipo" e "personaggio" e non si scorgono più i confini fra caricatura e psicologia. Una visione distorta e contorta della letteratura e forse della vita. Emozionante.
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1.0Non mi ha colpito, 27-05-2011
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Baricco tanto mi affascina dal vivo quanto mi delude nei libri, non riescono proprio a piacermi! Difficile da leggere e da capire, l'ho trovato un libro faticoso da portare a termine che non mi ha lasciato niente su cui riflettere e nessuna emozione.
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4.0Ninfee, 23-11-2010
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Se un libro che hai letto tanti anni fa ti lascia comunque un bel ricordo è un libro che ha lasciato il segno, anche se non ricordi magari la storia ma sono spezzoni e situazioni casuali. Di questo libro ricordo come nel racconto si inserisse quasi come una foto l'immagine delle Ninfee di Monet, e il ricordo di questo libro è come quel quadro, un insieme di macchie di colore che compongono una tela di storie.
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5.0City., 01-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Me lo portavo OVUNQUE. La cosa piu' spontanea e ispirata che abbia scritto l'autore. L'elogio all'onesta' intellettuale, invece che alla follia, mi aveva completamente conquistato. La riflessione del tacco incastrato sul terreno spazzato via il cervello, con i suoi continui punti di riferimento narrativi degni di una decostruzione picassiana.

Del western da gabinetto esiste anche un reading musicato dal gruppo musicale francese "Air".

Da scoprire e riscoprire.
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2.0City:, 29-10-2010
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ero quasi riuscita ad apprezzare un romanzo di Baricco quand'ecco che il finale mi delude...l'ho dato via per non doverlo vedere in mezzo agli altri libri.
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2.0Difficile, 27-10-2010
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L'autore ci chiede se è possibile viaggiare nel viaggio di qualcun altro, la mia risposta è no!! Soprattutto perchè sembra più che un viaggio un girovagare senza meta in una città sconosciuta dove è difficile trovare veri punti di riferimento. I personaggi risultano strani e nonostante tutto noiosi ed inverosimili.Peccato!
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4.0L'eccezionalità e il dono. , 30-09-2010
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La scrittura di Baricco è sconfinata. Sconfina quando interrompe la lettura tutta interiore per invitarci ad assaparare, sussurrata a fior di labbra, la sonorità beata della sua forma teatrale. Suggestiva, acustica, profumata. City non smentisce questa propensione polisensoriale, i personaggi e le storie di Baricco affascinano e commuovono, lasciandoci come orfani incantati e nostalgici, colmi di quel trasognato e ingenuo stupore che abbiamo, o avremmo voluto provare tutti, da bambini, cullandoci in una storia salvifica e miracolosa, sulla soglia delle nostre notti bambine.
Cosa non va, in City, è giusto questo espediente di nascondere storie, quantanche interessanti, dietro un'assenza di struttura centrale, che pare voler appositamente giustificare, piuttosto che richiedere, la sua vena affabulatoria.
C'è poi questa cosa, in Baricco (comune alla Nothomb) su cui bisognerebbe riflettere: la necessità di passare, sempre e comunque, dal racconto dell'eccezionale: il mito, il genio, il pistolero più veloce, il campione dei pesi massimi, il cestista infallibile, Nuvolari, Jack LaMotta...
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4.0La leggerezza della scrittura creativa, 19-07-2010
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Stupendo. È un romanzo etereo, lo leggi e i racconti si intrecciano senza che tu possa più dire quale sia la storia principale, ti trovi sbalzato da una dimensione all’altra ma con una tale naturalezza che ti senti subito immerso completamente nella nuova trama… C’è un mare di poesia in queste pagine, raffinate, delicate, sentite, vere… E, rispetto agli altri libri di Baricco, qui sembra mancare anche quella venatura sotterranea di artificialità, quel vago sentore di pagine scritte più con la mente che col cuore. Quando arrivi alla fine, ti senti leggero, non ricordi nemmeno più bene quale fosse la storia ma sai che durante la lettura eri immerso in un mondo incantato…
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