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City

City

di Alessandro Baricco


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Feltrinelli


Descrizione

Questo libro è costruito come una città, come l'idea di una città. Mi piaceva che il titolo lo dicesse. Adesso lo dice. Le storie sono quartieri, i personaggi sono strade. Il resto è tempo che passa, voglia di vagabondare e bisogno di guardare. Ci ho viaggiato per tre anni, in City". Il lettore, se vorrà, potrà rifare la mia strada. È il bello, e il difficile, di tutti i libri: si può viaggiare nel viaggio di un altro? Quanto ai personaggi - alle strade - c'è un po' di tutto. Ci sono uno che è un gigante, uno che è muto, un barbiere che il giovedì taglia i capelli gratis, un generale dell'esercito, molti professori, gente che gioca a pallone, un bambino nero che tira a canestro e ci becca sempre. Gente così." (Alessandro Baricco)

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3.2 di 5 su 12 recensioni)


5.0Il massimo, 01-10-2012
di F. Francavilla - leggi tutte le sue recensioni

«È un libro che mi ha avvinto a partire dalla prima pagina. Senza tregua. Ho divorato i 3 racconti avvinti l'uno sull'altro con voracità. E' pazzesca la storia di solitudine e maledizione che si nasconde dietro le vicissitudini di un cervello geniale su cui gravano le aspettqtive di un mondo intero che, però non comprende il suo essere uomo, e lo lascia solo. Lo abbandona perché non lo comprende. Consiglio vivamente la lettura di questo libro.»

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1.0Deludente, 14-05-2012
di L. Argelati - leggi tutte le sue recensioni

«Spinta da recensioni molto buone l'ho letto,
A parte questo la narrazione mi è sembrata davvero astratta nonostante le città, i luoghi e tutto il resto siano elementi che fanno parte della nostra quotidianità.
Troppo astrattismo, per un libro che sembra non avere molta logica, fatto di concetti senza capo ne coda... Deludente!
»

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5.0Il mio pensiero, 12-05-2012
di L. Noventa - leggi tutte le sue recensioni

«Credo che questo sia uno di quei libri che o ami o odi, io personalmente l'ho adorato. Baricco ammetto che non ha un modo di scrivere facile, almeno io non lo trovo esattamente scorrevole, tuttavia nasconde in sè quel tocco di poeticità unica. Ho amato questo libro perchè in esso in alcune parti mi sono immedesimato e quei punti mi hanno emozionato a sufficienza da promuoverlo a piene voti.»

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1.0Non l'ho capito.., 26-02-2012
di G. Barresi - leggi tutte le sue recensioni

«L'ho comprato appena è uscito, dopo averne sentito dire un gran bene alla radio... Ma che delusione! Non un nesso logico credo che l'autore volesse dimostrare che scrittore grandioso fosse scrivendo questo libro, beh non mi ha colpito per niente!
Ancora oggi a pensarci mi viene l'orticaria... Ho Oceanomare di Baricco ma ancora non ho trovato il coraggio di aprirlo temo un latro attacco di orticaria!
»

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4.0Funambolico, 06-07-2011
di M. Pelucchi - leggi tutte le sue recensioni

«Sicuramente l'opera più sperimentale di Alessandro Baricco. In "City" si percepisce il desiderio dell'autore di narrare. I personaggi sono molto interessanti, scompare la differenza fra "tipo" e "personaggio" e non si scorgono più i confini fra caricatura e psicologia. Una visione distorta e contorta della letteratura e forse della vita. Emozionante.»

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1.0Non mi ha colpito, 27-05-2011
di F. Arnaboldi - leggi tutte le sue recensioni

«Baricco tanto mi affascina dal vivo quanto mi delude nei libri, non riescono proprio a piacermi! Difficile da leggere e da capire, l'ho trovato un libro faticoso da portare a termine che non mi ha lasciato niente su cui riflettere e nessuna emozione.»

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4.0Ninfee, 23-11-2010
di M. Zanni - leggi tutte le sue recensioni

«Se un libro che hai letto tanti anni fa ti lascia comunque un bel ricordo è un libro che ha lasciato il segno, anche se non ricordi magari la storia ma sono spezzoni e situazioni casuali. Di questo libro ricordo come nel racconto si inserisse quasi come una foto l'immagine delle Ninfee di Monet, e il ricordo di questo libro è come quel quadro, un insieme di macchie di colore che compongono una tela di storie.»

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5.0City., 01-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
di L. Mastrandrea - leggi tutte le sue recensioni

«Me lo portavo OVUNQUE. La cosa piu' spontanea e ispirata che abbia scritto l'autore. L'elogio all'onesta' intellettuale, invece che alla follia, mi aveva completamente conquistato. La riflessione del tacco incastrato sul terreno spazzato via il cervello, con i suoi continui punti di riferimento narrativi degni di una decostruzione picassiana.

Del western da gabinetto esiste anche un reading musicato dal gruppo musicale francese "Air".

Da scoprire e riscoprire.
»

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2.0City:, 29-10-2010
di S. Alfano - leggi tutte le sue recensioni

«ero quasi riuscita ad apprezzare un romanzo di Baricco quand'ecco che il finale mi delude...l'ho dato via per non doverlo vedere in mezzo agli altri libri. »

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4.0L'eccezionalità e il dono. , 30-09-2010
di S. Mastrandea - leggi tutte le sue recensioni

«La scrittura di Baricco è sconfinata. Sconfina quando interrompe la lettura tutta interiore per invitarci ad assaparare, sussurrata a fior di labbra, la sonorità beata della sua forma teatrale. Suggestiva, acustica, profumata. City non smentisce questa propensione polisensoriale, i personaggi e le storie di Baricco affascinano e commuovono, lasciandoci come orfani incantati e nostalgici, colmi di quel trasognato e ingenuo stupore che abbiamo, o avremmo voluto provare tutti, da bambini, cullandoci in una storia salvifica e miracolosa, sulla soglia delle nostre notti bambine.
Cosa non va, in City, è giusto questo espediente di nascondere storie, quantanche interessanti, dietro un'assenza di struttura centrale, che pare voler appositamente giustificare, piuttosto che richiedere, la sua vena affabulatoria.
C'è poi questa cosa, in Baricco (comune alla Nothomb) su cui bisognerebbe riflettere: la necessità di passare, sempre e comunque, dal racconto dell'eccezionale: il mito, il genio, il pistolero più veloce, il campione dei pesi massimi, il cestista infallibile, Nuvolari, Jack LaMotta...
»

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4.0La leggerezza della scrittura creativa, 19-07-2010
di F. Rabasco - leggi tutte le sue recensioni

«Stupendo. È un romanzo etereo, lo leggi e i racconti si intrecciano senza che tu possa più dire quale sia la storia principale, ti trovi sbalzato da una dimensione all’altra ma con una tale naturalezza che ti senti subito immerso completamente nella nuova trama… C’è un mare di poesia in queste pagine, raffinate, delicate, sentite, vere… E, rispetto agli altri libri di Baricco, qui sembra mancare anche quella venatura sotterranea di artificialità, quel vago sentore di pagine scritte più con la mente che col cuore. Quando arrivi alla fine, ti senti leggero, non ricordi nemmeno più bene quale fosse la storia ma sai che durante la lettura eri immerso in un mondo incantato…»

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2.0Un libro in cerca di senso, 06-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di C. Ferrucci - leggi tutte le sue recensioni

«A metà strada tra Pynchon e Salinger. Al di là di alcune note di merito (Baricco è senza dubbio talentuoso), permane un autocompiacimento fastidioso e logorroico. Insomma, se fosse un esercizio di scrittura creativa sarebbe accettabile, si dà il caso sia un romanzo, sicchè un minimo di sincerità la pretendi, eh.»

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