La città della gioia

La città della gioia

4.5

di Dominique Lapierre


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Descrizione

Deluso e amareggiato sotto il profilo professionale, un giovane medico statunitense lascia il suo paese e va in India, alla ricerca di qualcosa che gli restituisca il senso dell'esistenza, intraprendendo un lungo viaggio dalla ricca America alle bidonville di Calcutta. La realtà che lo aspetta è però sconvolgente, un vero e proprio inferno di miseria e degradazione, nel quale gli uomini cercano di sopravvivere tra topi e scarafaggi, nella più assoluta mancanza di mezzi. Ma proprio qui, nelle allucinanti colonie di lebbrosi della "Città della gioia", in mezzo a inondazioni, fame e malattie, il protagonista riuscirà a ritrovare la forza di riscattarsi. Un romanzo sconvolgente, una straordinaria lezione di coraggio.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  4.5 (4.7 di 5 su 24 recensioni)

5.0Grandioso, 24-04-2012
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Recensione d'obbligo per quello che ancora oggi rimane un " piccolo " grande capolavoro della letteratura internazionale. Letto anni fa, all'epoca della sua uscita, ricordo solo che mi ha regalato tante di quelle emozioni che ancora oggi mi fanno compagnia. Da inserire nelle antologie scolastiche.
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5.0Capolavoro, 21-04-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 8
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Dominique Lapierre, grande viaggiatore e gransde scrittore, con questo ormai storico e affermato capolavoro ci fa toccare con mano una realtà devastante tutt'ora esistente in quella immensa metropoli che è Calcutta, dove la miseria e l'abbandono la fanno da padrona in un epoca che, piuttosto che guardare alla gravità e alla miseria che affliggono certe popolazioni, preferisce occupaarsi di ben altro.
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5.0La città della gioia, 19-03-2012
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Un libro di una profondità sconvolgente. Un libro bellissimo che non si dimentica nemmeno dopo diversi anni. L'autore descrive i volti della "città della gioia", racconta le loro sofferenze e ristrettezze, la voglia di vivere, i loro sorrisi sdentati, pieni di rughe segnate dal tempo. A metà tra il romanzo ed il reportage giornalistico.
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5.0La città della gioia, 15-03-2012
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La gioia è un sentimento strano, non risiede nelle cose materiali ma nel nostro animo e se noi viviamo bene e in pace con gli altri e con noi stessi allora possiamo assaporarla. E' questo il messaggio che ci lancia Dominique Lapierre, ossia che anche in mezzo a povertà e malattie possiamo scoprire un angolo di gioia.
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5.0La città della gioia, 15-02-2012
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Sembra un ossimoro il titolo se si considera che la città della gioia è la parte più povera dell'India, quella fatta di bidonville e gente che muore per strada. Eppure Lapierre riesce a farci intravedere uno scorcio di vita che incarna proprio questa gioia per quanto posso sembrare impossibile. Un libro scorrevole che parla di temi forti, consigliato.
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5.0Viva la gioia!, 09-08-2011
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La città della gioia è un libro assolutamente perfetto, non solo per lo stile usato dall'autore ma per le sensazioni che è in grado di trasmettere. Porta il nostro cuore ad aprirsi, aprirsi verso un mondo a noi lontano, verso un popolo sconosciuto, verso uno stile di vita quasi incomprensibile. Sembra impossibile che certi uomini possano arrivare a vivere in condizioni così precarie e ancora più impossibile che riescano a ricavarne gioia. Eppure "la città della gioia" è questo: un libro che suda gioia, pace, speranza, altruismo, voglia di vivere, voglia di tutto. Perchè quando si ha poco si impara ad apprezzare e rispettare questo poco. Perchè tutto ciò che viene donato, di rimbalzo ritorna moltiplicato. E si cresce, si vive intensamente e veramente. Un libro da leggere tutto d'un fiato la prima volta, ma anche un libro da consultare nei momenti tristi, perchè la gioia, quella vera è contagiosa. Perchè ha ragione il nostro amico Dominique quando dice che "l'uomo che aiutiamo è l'uomo di cui abbiamo bisogno". E allora si capisce che non serve andare in India per trovare la felicità... Ma basta saper guardare con i giusti occhi per trovare la gioia nel nostro vicino... E dentro noi stessi!
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4.0Successone, 21-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 3
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A città della gioia è un romanzo ispirato a un viaggio reale che Dominique Lapierre ha svolto a Calcutta: i nomi dei protagonisti sono inventati, ma corrispondono a persone reali che lo scrittore ha incontrato durante il suo soggiorno. La trama è parecchio intensa e tocca diversi argomenti: la povertà delle popolazioni indiane, la precarietà della loro vita, la loro fede e religiosità e gli aiuti umanitari. Un libro che si fa leggere anche più volte
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4.0La citta' della gioia, 27-05-2011
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Prendete un medico in crisi. Di quelle serie, quasi spirituali, di vocazione. E dove lo mandate a curarsi? Naturalmente in India. Che non e' propriamente la citta' della gioia, come il titolo, abilmente, suggerisce, per antitesi. Il piu' famoso romanzo di Lapierre. Notevole!
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5.0Da leggere sempre., 12-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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"La città della gioia" è assolutamente un libro da non perdere, punto. E davvero potrei fermarmi qui, considerando anche che il libro non ha certo bisogno della mia benedizione avendo già venduto negli anni milioni di copie in tutto il mondo, e seguitando a venderle con la silenziosa periodicità dei capolavori. Infatti qui in fondo ne parliamo soltanto a proposito di una recente - e periferica - ristampa. "Periferica", intendo, rispetto al mondo intero della cultura, e non nel senso di periferica in quanto, chessò, edizione minore nell'ambito della sola editoria italica: tutt'altro. Siamo noi italiani tutti che stiamo regredendo vistosamente a periferici, rispetto innanzi tutto alla nostra stessa gloriosa ma sparpagliata tradizione puramente culturale, ma anche, e piuttosto ingloriosamente, rispetto ai nostri stessi faticosi adeguamenti di cultura civile e soprattutto politica unitaria al "resto" delle più consolidate nazioni e civiltà dei cosiddetti primi due mondi: forse meno geniali ma molto più seri di noi. Noi non riusciamo ancora a far parte a pieno titolo del primo mondo (o stiamo proprio "ri-uscendo"?); dal secondo, quello paracomunista, ci ha sempre guardati la divina provvidenza; dire che apparteniamo al terzo mondo sarebbe un peccato di orgoglio, perché allora in quanto terzi saremmo indiscutibilmente primi (nel senso che fossimo veramente Zimbabwe o Haiti saremmo "una squadra fortissimi", come insegna Checco Zalone). Forse stiamo usando la nostra inesauribile genialità per donare al mondo tutto un altro mondo, né primo né secondo né terzo, ma neppure quarto, un mondo al di fuori del mondo. Un mondo tipicamente italiano, soltanto nostro, abitato da un popolo che non è popolo, un popolo colto ma becero, ricco ma povero, onesto ma ladro, geniale ma stupido, che da centocinquanta anni si aggira freneticamente immobile tra le maestose rovine posticce di una Torre di Babele, ma anche di Pisa, eternamente pendente sulle opulente e chiassose miserie intellettuali e umane che oggi governano l'Italia.

Esattamente l'opposto di quelle silenziose figure di eroi e di santi che armati soltanto di forza d'animo e di ossa, come ci dice Lapierre, trascinano quotidianamente pesanti risciò, per poi tornare a sguazzare tra i flutti pestiferi delle fogne a cielo aperto e lottare contro topi vivi o morti, pur di riportare in salvo quel pugno di riso che serve a chi veramente serve, che sia un familiare oppure no. Perché lì nella Città della Gioia è importante che nessuno rimanga proprio senza niente, la sola cosa che conta veramente tra i poveri più poveri è l'Amore. Lì, finalmente, si dimostra che ha ragione Gesù.
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4.0La città della gioia, 22-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Opera magistrale, davvero ben orchestrata. Consigliato. Molte immagini descritte dall'autore sono di una crudezza tale che fanno rizzare i capelli, anche se quasi certamente è stata usata una sottile vena melodrammatica nel descrivere gli eventi. Questo libro sta a metà strada tra il romanzo e la cronaca, tra la denuncia sociale e l'invito a fare qualcosa per i meno fortunati, insomma c'è di tutto, c'è la vita che pulsa con tutte le sue contraddizioni e imperfezioni, ma soprattutto c'è un grande amore per tutta l'umanità da parte dell'autore. Forse, tutto questo amore l'umanità non lo merita affatto.
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5.0Un attimo per riflettere, 09-02-2011
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La Città della Gioia, il luogo che ognuno di noi ha nel profondo del proprio animo. Il luogo delle sofferenze e delle virtù imprigionate negli "slum ", pronte a soccorrere se liberate dall'indifferenza e dall'egoismo. Solo voglia di vivere e la consapevolezza di condividere la nostra esistenza con l'umanità intera, sono gli strumenti per ridare il sorriso a chi lo ha perso.
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4.0La città della gioia, 16-12-2010
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Un libro molto forte e molto triste ma riesce ad insegnare come le lamentele non portano a nulla perchè per quanto tu possa essere sfortunato c'è chi sta peggio di te.
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