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Ciò che credo

Ciò che credo

di Hans Küng

5.0

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  • Editore: Rizzoli
  • Traduttore: Galli C.
  • Data di Pubblicazione: aprile 2010
  • EAN: 9788817010498
  • ISBN: 8817010499
  • Pagine: 359
  • Formato: rilegato
Verso la fede cieca, e verso l'amore cieco, ho nutrito e nutro sospetti fin dai tempi in cui studiavo a Roma. Questa diffidenza nei confronti di ogni assolutismo ha sempre guidato Hans Küng, il più critico tra i teologi cattolici, il rivoluzionario che ha detto sì alla pillola e no all'infallibilità papale. È possibile oggi, si chiede, credere in una religione? Oppure la complessità del mondo contemporaneo ci spinge sempre più verso un'etica globale, condivisa e condivisibile da tutti? Per illustrare le sue risposte a queste domande universali, Hans Küng ripercorre i momenti fondamentali della propria esistenza. Dai dubbi del periodo universitario ai dissidi con le gerarchle ecclesiastiche negli anni Settanta, dall'impegno volto a favorire il dialogo interconfessionale al conferimento nel 2008 della medaglia d'oro Otto Hahn per la pace, le tappe di questo itinerario esemplare toccano alcuni tra i temi caldi della nostra epoca: il multiculturalismo, la natura contraddittoria della libertà, la delicata relazione tra morale e ricerca scientifica, la necessità di superare i limiti angusti dell'intolleranza religiosa. Questo libro racconta l'avventura affascinante di una ricerca personale instancabile e coraggiosa. Scagliandosi contro il nichilismo di troppi pensatori moderni, Küng accompagna il lettore In una straordinaria ascesa spirituale, alla ricerca di una nuova prospettiva fondata sull'amore, la consapevolezza di sé e il rispetto del diverso.


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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0Verso una teologia libera e liberante, 09-05-2010, ritenuta utile da 7 utenti su 7
di - leggi tutte le sue recensioni
Per Kung la teologia è scienza umana sorretta dalla fede, scienza quindi mai definitiva e compiuta, ma orientata e "ispirata" dalla rivelazione. E la rivelazione è quella dell'evangelo, della buona novella, del sacrificio del Dio che è venuto a salvare non a condannare l'uomo peccatore e le Maddalene peccatrici. Il messaggio è quindi un messaggio d'amore: per l'uomo, per la natura (anch'essa figlia di Dio, di chi altrimenti?), per la vita. Quale? Per tutta la vita, con il suo bene e il suo male, le sue gioie e le sue sofferenze. Kung è persuaso che anche la sofferenza abbia un senso, incomprensibile per noi e per lo stesso sofferente, ma certo comprensibile agli occhi misericordiosi di Dio. La felicità non sta nell'appagamento dei desideri "umani" ma nella coincidenza dei nostri desideri con quelli di Dio, cioè con la sua volontà. E Dio non ci vuole infelici, né in questa né nell'altra vita. Inoltre Dio ci vuole liberi, obbedienti a Lui, sì, certamente, ma non ai suoi sedicenti "vicari" o "rappresentanti". Per questo anche la teologia deve, o dovrebbe, essere libera e liberante. Apologetica, sì, ma della vita, anche di quella di quaggiù, valida di per sé, e non solo come preparazione alla vita eterna. Fulvio Sguerso
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