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Il cimitero delle Fontanelle

Il cimitero delle Fontanelle

di Clemente Esposito


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3.0Il cimitero delle Fontanelle, 06-04-2011
di R. Pizzardo - leggi tutte le sue recensioni

«Per quanto mi sforzi, a quest'opera non riesco a dare più di 3. Un breve scritto, corredato però da diverse testimonianze fotografiche, su una delle realtà napoletane più uniche. Il cimitero delle Fontanelle, a lungo chiuso al pubblico e solo di recente aperto grazie all'impegno di diverse associazioni di volontariato che operano sul territorio noto come quartiere SanitàVergini, è un enorme ossario comune dove per almeno un paio di secoli, se non di più, sono stati raccolti i resti di tutti i più poveri della città, i cosidetti "pezzentielli", ma anche di tutti i morti per le tante epidemie che si abbattevano sul territorio, come la peste e il colera. Tra quesi corpi si pensa che possa ad esempio essere capitato anche quello di Giacomo Leopardi, la cui storia è insieme affascinante e mistriosa.
Inizialmente si ritenne che il corpo del poeta fosse stato seppellito nella chisa di San Vitale vecchio a Fuorigrotta, ma quando questa tomba fu aperta, per traslarne il corpo vicino a quello di Virgilio, vi furono trovati solo i vestiti.
Ma il cimitero delle Fontanelle è soprattutto un luogo della città in cui intimo si fa il rapporto tra i vivi ed i morti, e dove evidente e tangibile diventa quel senso della "pietas" che i napoletani hanno sempre riservato a quelli più sventurati, anche e soprattutto nella morte.

Ciò che rende unico questo luogo, rispetto ad altri ossari sparsi in molte altre parti di Italia, come il famoso cimitero dei Cappuccini a Palermo o quello dell'Immacolata Concezione di Roma, è che qui i morti sono tutti uguali, e non vengono "utilizzati" quale macabro elemento decorativo se pur estremamente affascinante. Qui la morte è esposta nella sua semplicità ed incontra la vita nel momento in cui uno di questi morti, il suo teschio per la precisione, unica parte identificabile di un corpo con una certa chiarezza, viene "adottato" dal vivo. E' qui che si realizza l'incontro tra due "esigenze", quella del morto povero ed anonimo costretto a vagare nel Purgatorio (anima purgante) e quella del vivo che ne ha pietà e gli resituisce dignità, isolandolo dal contesto anonimo e pregando per lui perchè dal Purgatorio possa passare al Paradiso.
Le "adozioni" avvengono per la maggior parte a cavallo delle due guerre mondiali, quando tanti furono quelli che morti o dispersi non fecero ritorno alle loro case. Le madri, le mogli, le sorelle di questi scelsero di piangere ugualmente il loro morto attraverso questo atto di adozione.
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