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A ciascuno il suo

A ciascuno il suo

di Leonardo Sciascia


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Descrizione

Il romanzo dell'oscura, crudele Sicilia. Il dramma di un investigatore lucido che, quanto più indagava, tanto più "nell'equivoco, nell'ambiguità, moralmente e sensualmente si sentiva coinvolto".

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 8 recensioni)


3.0A ciascuno il suo, 27-05-2012
di D. Perissinotto - leggi tutte le sue recensioni

«E' un bel libro giallo. C'è un colpo di scena che forse non ci si aspetta. E' scorrevole e si legge abbastanza velocemente. In questo romanzo si può notare la fiducia che 'autore, Sciascia, nutre nei confronti della ragione. Questo si vede dal fatto che il protagonista se ne serve brillantemente per riuscire a risolvere il caso a cui è stato sottoposto.»

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4.0Un romanzo giallo, 19-05-2012
di L. Revetta - leggi tutte le sue recensioni

«Il mio primo romanzo di Sciascia, con un giallo che non è proprio un giallo, un indagine che poi, alla resa dei conti si rivela non tanto complicata come sembrava all'inizio, ma che offre un ritratto della piccola provincia sicula che vuol essere al tempo stesso sarcastico e clemente. La conclusione, a mio giudizio, merita almeno un mezzo voto in più.»

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4.0A ciascuno il suo, 27-02-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
di A. Tinalli - leggi tutte le sue recensioni

«Un duplice omicidio che fa pensare ad un delitto passionale. Paolo Laurana, professore di liceo, comincia a indagare. E scopre che dietro c'è ben altro: politica, corruzione, affari sporchi. Per lui, però, l'inchiesta è un semplice rebus, un rompicato nel quale la morale non entra. Un giallo atipico per il sostrato filosofico e le raggelanti conclusioni pessimistiche.»

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4.0A ciascuno il suo, 15-02-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di A. Gardini - leggi tutte le sue recensioni

«Autore un po' per tutti i gusti. A ciascuno quel che si merita, nel bene e nel male. Un racconto perfetto di Sciascia, geometrico nello stile e nella narrazione. Un giallo, un intreccio complesso di situazioni ed elementi apparentemente disgiunti. Il racconto di un sistema che si regge da sé, un sistema che espelle qualsiasi elemento che non abbia diritto a farvi parte e che corrompe chi vi voglia entrare. Si legge d'un fiato, si rimedita molte volte. »

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4.0Un contesto difficile, 19-11-2010
di F. Gatto - leggi tutte le sue recensioni

«Il grande protagonista di questo romanzo di Sciascia è il contesto sociale in cui l'autore si ritrova a vivere. Ottima la descrizione dei luoghi, avvincente la trama.»

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4.0Contesto sociale di Sciascia, 25-10-2010
di E. Scivoli - leggi tutte le sue recensioni

«Bellissimo romanzo in cui Sciascia descrive magistralmente, attraverso un giallo fittizio, un intero contesto sociale, che è quello in cui lui si ritrova a vivere. In questo romanzo i riferimenti a fatti e personaggi sono del tutto casuali, ma non sono casali i riferimenti al contesto storico. »

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5.0Un trattato sociologico tinto di giallo, 26-07-2010
di F. Vitali - leggi tutte le sue recensioni

«La bellezza della scrittura di Sciascia consiste nella finta leggerezza con cui tratta i grandi temi della società siciliana. Ammalia coloro che procedono nella lettura pensando di star leggendo un giallo e alla fine si accorgono d'aver (quasi) compreso un contesto sociale del tutto a loro estraneo. Da non perdere.»

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5.0Un giallo che non è un giallo, 23-03-2009, ritenuta utile da 3 utenti su 4
di R. Montagnoli - leggi tutte le sue recensioni

«Un giallo di raffinata costruzione che tuttavia non è un giallo o almeno, come tale, è del tutto atipico: questo è il bellissimo romanzo di Sciascia A ciascuno il suo.
Del resto Italo Calvino, in una lettera a Sciascia del novembre del 1965, scriveva: " Ho letto il tuo giallo che non è un giallo, con la passione con cui si leggono i gialli, e in più il divertimento di vedere come il giallo viene smontato, anzi come viene dimostrata l'impossibilità del romanzo giallo nell'ambiente siciliano".
Del resto la vicenda è di quelle che appassionano il lettore per arrivare alla soluzione, ma le descrizioni dei personaggi, delle atmosfere, degli ambienti è prioritaria, quasi che Sciascia volesse far sapere che in un simile contesto tutto ciò che avviene non è per caso e rientra in una normalità dettata dalla sempre presente associazione mafiosa.
La trama, con l'investigatore improvvisato, questo professor Laurana che ha un vizio mortale per il luogo dove vive, cioè la curiosità, è peraltro avvincente, ma ripeto che quel che conta è lo sfondo, con la vita di piccola provincia, il circolo dei notabili, la connivenza, magari obbligata, con le attività di malaffare.
Ne esce un quadro di una Sicilia racchiusa in uno schema di ordinaria struttura malavitosa tale da considerarla la norma, in una rarefatta atmosfera di consapevole impossibilità di cambiare le cose.
L'abilità narrativa di Sciascia si conferma anche in questo romanzo, con una realtà che ci viene rappresentata nella sua autentica e ambigua consistenza, ricorrendo ad allusioni, a parole dette e non dette, a personaggi descritti magistralmente.
Lo sfondo è costituito appunto dalla precisa analisi dell'animo siciliano, dalla naturale presenza della vita e della morte, dal radicato concetto dell'indissolubilità della proprietà e dalle pulsioni erotiche, che prorompono diventando piacevoli sensi di colpa.
Il professor Laurana ha il torto di essere vittima di un sistema, che, pur senza che lui lo voglia scardinare, non può perdonargli la difformità a uno schema precostituito e immutabile nel tempo.
Del resto l'affermazione che chiude il romanzo, per bocca del parroco di Sant'Anna, un prete con poca vocazione, dimostra inequivocabilmente che il pragmatismo può arrivare in un simile ambiente all'assurdo di considerare del tutto normale, perché ormai consolidato, il castello di connivenze, anche solo omertose, con il potere mafioso.
Infatti, alla confidenza che si appresta a fare, con tutte le dovute cautele, il commendator Zerillo e relativa alla figura del professor Laurana, il sacerdote risponde secco, a troncare la discussione: "Era un cretino".
A ciascuno il suo è un romanzo di tale qualità che ne ritengo indispensabile la lettura.
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