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Chiamami col tuo nome

Chiamami col tuo nome

di André Aciman

4.0

In pubblicazione
  • Editore: Guanda
  • Collana: Narratori della Fenice
  • Traduttore: Bastia V.
  • Data di Pubblicazione: settembre 2016
  • EAN: 9788823517578
  • ISBN: 8823517575
  • Pagine: 276
  • Formato: brossura
Vent'anni fa, un'estate in Riviera, una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, il ragazzo aspetta come ogni anno "l'ospite dell'estate, l'ennesima scocciatura": uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti. Anche Elio ne è irretito. I due condividono, oltre alle origini ebraiche, molte passioni: discutono di film, libri, fanno passeggiate e corse in bici. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all'estasi. "Chiamami col tuo nome" è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una domanda che resta aperta finché Elio e Oliver si ritroveranno un giorno a confessare a se stessi che "questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta".

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Voto medio del prodotto:  4.0 (3.9 di 5 su 8 recensioni)

5.0Questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta, 08-10-2015
di - leggi tutte le sue recensioni
Lettura affascinante, scorrevole (da leggere tutto d'un fiato) e sorprendentemente intensa. Ho trovato meraviglioso il modo in cui l'autore ha saputo usare i pensieri, i desideri, le paure del protagonista per delineare questa storia così piacevolmente narrata. Poteva scadere facilmente nel banale; d'altronde "chiamami col tuo nome" potrebbe sembrare solo il racconto di un'infatuazione estiva, ma c'è così tanto di più in questo libro che è difficile trovare parole giuste per parlarne, se non "leggilo e capirai".
Il flusso di coscienza del protagonista, con le sue paranoie e fantasie, con gli improvvisi moti di fanciullezza assieme a quelli di disincantata saggezza, rappresentano quasi un'esperienza universale in cui ogni lettore può ritrovarsi. Pensavo che un libro così non avrebbe avuto un finale all'altezza e invece sono rimasta di nuovo sorpresa dal modo con cui Aciman ha saputo elegantemente concludere la storia, commuovendo un poco anche l'animo più coriaceo. "Lui era il passaggio segreto che mi conduceva a me stesso".
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5.0Un capolavoro, 19-10-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Da tempo non leggevo un libro così emozionante, denso, vero, parla con grazia del primo amore, dell'amore totalizzante che spesso si prova una sola volta nella vita ed ad una sola età, quel tipo di sentimento che poi capita a molti di rincorrere per tutta la vita, il libro è una lunga rincorsa di anime, un vero capolavoro.
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1.0Soldi buttati via, 03-05-2012
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Noioso all'inverosimile è l'unico modo per descrivere questo libro che in molti ritengono quasi un capolavoro. A mio parere nemmeno l'indagine psicologica circoscritta all'omosessualità - che poi è il fulcro del romanzo di Aciman - è riuscita. Il tutto si riduce ad un'infatuazione giovanile e nulla più.
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2.0Sconsigliato, 10-03-2012
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Libro sopravvalutatissimo, a mio parere! Spinta da commenti entusiasti ho comprato e letto questo libro che si è rivelato una grande delusione. Il modo migliore per descriverlo è "Non sa di niente". Tratta di omosessualità, e in special modo, dell'omosessualità vissuta da un ragazzo adolescente, ma non ne indaga veramente tutti gli aspetti, si focalizza solamente sugli impulsi sessuali. Un'indagine pretenziosa che si rivela essere solo molto semplicistica.
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4.0Bellissimo, 06-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Un libro stupendo, mi ha colpito molto fin dalle prime pagine. Un'amicizia-amore candida e pura tra due ragazzi in vacanza. La narrazione scorre molto bene facendo il modo di non annoiare il lettore, ma di coinvolgerlo.
E' un libro che consiglio davvero a tutti, indipendentemente se si è uomo o donna... Da leggere assolutamente.
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5.0Chiamami col tuo nome, 02-04-2011
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Ottimo incipit, ma buono anche nel complesso.
Delicatissimo racconto di un'infatuazione omosex adolescenziale. Un amore folle e passionale destinato a durare pochi giorni, ma proprio per questo bollente. Davvero ammirevole come l'autore riesce a rendere la psiche del 17enne, descrivendone i repentini e immotivati sbalzi d'umore, tipici dell'età. Gli si perdona anche la narrazione un po' scontata.
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4.0Chiamami col tuo nome, 03-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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C'è erotismo sentimento, un crescendo di passione e sensualità. Un legame che trascende lo spazio ed il tempo e un finale meraviglioso.
L'unico appunto che si può fare forse è tutto troppo perfetto, troppo.
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5.0Chiamami col tuo nome, 11-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Salta palese all'occhio in questo magnifico romanzo di André Aciman l'adozione di alcuni topoi dalla narrativa d'amore, sia, ovviamente, nella scelta dell'argomento, sia nel ricorso a quelle dilatazioni dei tempi diegetici, a quel racconto e a quell'analisi di sospetti, paure, trasalimenti, desiderio, brama di rivelarsi a paura di farlo, che rientrano in ogni tipo di rappresentazione della passione amorosa. Il modello per le intermittenze del cuore del protagonista, Elio, è sicuramente la Recherche, ed è assai probabile che, a un'analisi testuale approfondita, non solo le allusioni proustiane - trasparenti, di fatto, solo a livello di atmosfera stilistica - diverrebbero più palesi, e vi si affiancherebbero anche citazioni e rimandi ad altri libri amati dal Nostro. Aciman è sicuramente uno scrittore colto ed erudito, ed è tipico di molti scrittori colti creare personaggi che vivono in un mondo di carta e di sogni: chi sia estraneo a quel mondo, lo può trovare artefatto; eppure io mi ci sono riconosciuto, e nel suo Elio ho riconosciuto molto del me stesso diciassettenne.
Per comprendere come anche occasionali indulgenze al pittoresco si convertano in poesia viva, guardiamo le pagine finali sull'ultima notte a Roma di Elio ed Oliver: quel radunarsi di mimi, ubriachi, tossici e turisti fra le pietre millenarie e il silenzio notturno, quel canto di "Fenesta ca lucive" che riverbera ancora e ancora, fin che non restano che i due protagonisti e un occasionale compagno di ebbrezze ad intonarne il ritornello sino all'alba, come gli ultimi orchestrali alla fine della Sinfonia degli Addii di Haydn - Haydn, che Elio per tutta l'estate trascrive per chitarra - è un pezzo possente di elegia quasi surreale.
Potrebbe sembrare un corpo estraneo anche la cena descritta poco prima: niente di più ingannevole. Qui Aciman vive con lo sguardo di Elio: quella cena e il reading precedente, pennellegiati con ostinato amore dei particolari, non sono che la visione incantata d'un diciassettenne che per la prima volta si tuffa, fuori dall'ambiente domestico, in un mondo intellettual-mondano che egli sogna come suo.
Il destino d'un amore totale è segnare la vita per sempre. Aciman, raccontando un amore totale, riesce a colpire al cuore.
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