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Il cervello di Kennedy

Il cervello di Kennedy

di Henning Mankell

4.0

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Oscar bestsellers
  • Traduttore: Fagnoni B.
  • Data di Pubblicazione: maggio 2009
  • EAN: 9788804581420
  • ISBN: 8804581425
  • Pagine: 330
  • Formato: brossura
Da diversi giorni Henrik Cantor non risponde al telefono. Quando sua madre Louise giunge finalmente al suo appartamento, dopo un viaggio dalla Grecia segnato da una sottile angoscia, trova il cadavere del ragazzo riverso sul letto. Tutte le tracce, a cominciare dai sedativi trovati nel sangue di Henrik, fanno pensare a un suicidio, ed è con questa conclusione che la polizia archivia il caso. Louise, tuttavia, rifiuta di credere che suo figlio si sia tolto la vita: nonostante le ricerche archeologiche di cui si occupa l'abbiano tenuta a lungo lontana dalla Svezia, è convinta che Henrik non avrebbe mai commesso un gesto del genere. Insieme all'ex marito Aron, che aveva abbandonato la famiglia poco dopo la nascita del bambino, comincia così un'indagine sulla vita di Henrik, della quale entrambi capiscono presto non sapere realmente nulla: tra le carte del ragazzo ritrova un minuzioso dossier sulla presunta sparizione del cervello del presidente Kennedy dopo l'attentato di Dallas, testimonianze di innumerevoli viaggi all'estero e un'enigmatica lettera da parte di una fidanzata di cui nessuno dei due conosceva l'esistenza. Louise e Aron si lanceranno così sulle tracce lasciate dal figlio fino all'Africa, scoprendone i legami con il mondo corrotto e spietato creatosi intorno alla tragedia dell'AIDS: affaristi senza scrupoli che commerciano in sangue infetto, ricercatori che compiono esperimenti illegali per trovare un vaccino, contrabbandieri di farmaci retrovirali.

Note su Henning Mankell

Henning Mankell nasce a Stoccolma il 3 febbraio del 1948. Trascorre l'infanzia e l'adolescenza nelle città svedesi di Sveg e di Borås. A 20 anni inizia l'attività presso il Riksteater di Stoccolma, dove lavora come autore ed assistente. Negli anni a seguire, continuerà ad occuparsi di teatro, lavorando in numerosi teatri della Svezia e fondando nel 1985 il teatro Avenida, a Maputo, in Mozambico. Nel 1998 sposa Eva Bergman, figlia del celebre regista Ingmar Bergman. Inizia a scrivere romanzi all'inizio degli anni Novanta e diventa un autore affermato grazie alla fortunata serie del commissario Wallander, le cui avventure vengono tradotte e lette in tutto il mondo. Nel 2001 costituisce una casa editrice, la Leopard Förlag, con l'intento di promuovere i talenti emergenti africani e svedesi. Nel 2008 riceve la Laurea Honoris Causa dall'Università scozzese di Saint Andrews. Henning Mankell attualmente vive e lavora tra la Svezia e il Mozambico, dove continua a dirigere il teatro da lui fondato.
 

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 3 recensioni)

3.0Il cervello di Kennedy, 30-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Appartiene al filone che mi piace di meno, la trama gialla si assottiglia e diventa un po' prolissa. Si sente tuttavia la partecipazione dell'autore, perché si parla di AIDS e molta parte della vicenda è ambientata nella sua Maputo. Ma il tutto, alla fine, non è che convince molto. Tra l'altro (forse volutamente) ti mette un'angoscia addosso, quando la madre archeologa, ad inizio libro (non rivelo nulla) va dal figlio e lo trova morto: omicidio o suicidio? In ogni caso una bella angoscia. Così come poi si continua con l'ineffabile Louise che si aggira per il mondo e (più o meno) sembrano morire tutte le persone buone che incontra. Comunque parte come un giallo e poi, Louise cerca di scoprire chi è il figlio realmente (e scopre che aveva soldi da vendere e case in affitto in mezzo mondo). Non si capisce mai bene cosa c'entri il cervello di Kennedy, se non che pare sia scomparso.
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4.0TRA INTRIGHI E INDAGINI, 12-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Mankell è sicuramente uno dei migliori scrittori di gialli e ho apprezzato anche questo libro come tutti quelli che narrano le indagini del commissario Wallander. Qui la protagonista è un'archeologa abituata ad altri tipi di ricerche ed indagini ma la voglia di scoprirne di più sulla misteriosa scomparsa del suo unico figlio la trasforma in una abile investigatrice. La complessità dei rapporti umani e le difficoltà riscontrate nei diversi paesi che visita contribuiscono a rafforzare il personaggio e a creare suspence e mistero.
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5.0Bravo Mankell, 12-02-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Nonostante si senta l'assenza di Wallander questo libro di Mankell è veramente bello. Sin dalle prime pagine l'atmosfera è tesa a capire di cosa è morto il ragazzo che non rispondeva più al telefono ai suoi genitori. Sarà suicidio? Leggere Mankell è sempre molto piacevole e lo consiglio.
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