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A cercar la bella morte

A cercar la bella morte

di Carlo Mazzantini


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Descrizione

In questa opera autobiografica, Mazzantini racconta la sua esperienza di giovane "ragazzo di Salò". A diciotto anni, dopo l'armistizio dell'8 settembre, Mazzantini scappa da casa per andare al fronte a combattere. Unitosi ai superstiti di un battaglione di Camicie Nere conoscerà sui monti della Valsesia e della Val d'Ossola gli orrori, le lacerazioni e le contraddizioni della guerra civile. Giulio Nascimbeni di questo libro ha scritto: "E' la storia di uno dei tanti che dopo l'8 settembre scelsero di stare dalla parte dei tedeschi e dei repubblichini. Sognavano di combattere in prima linea contro gli angloamericani che risalivano lentamente l'Italia; quasi tutti andarono invece a rastrellare partigiani e renitenti alla leva nelle valli del settentrione".

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.3 di 5 su 3 recensioni)


4.0A cercar la bella morte, 05-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
di A. Gardini - leggi tutte le sue recensioni

«Libro interessante perché scritto da uno che da ragazzo militò nei reparti della Repubblica Sociale Italiana: Mazzantini però non è un nostalgico, e cerca di rileggere criticamente i fatti che potevano portare un giovane di allora all'adesione all'ideologia fascista. »

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5.0Carlo Mazzantini, l'ultimo relpubblichino., 03-08-2010
di V. Menga - leggi tutte le sue recensioni

«Dopo più di quarant'anni Mazzantini esce allo scoperto da quell'alone di silenzio e di paura, acutizzatosi durante gli anni di piombo, rivelando senza rinnegare il suo passato di repubblichino a Salò.
Questa è la sua autobiografia. Un libro difficile sia da leggere- bisogna avere delle basi storiche neanche per comprendere alcuni riferimenti storici non troppo espliciti - ma ancor più difficile da scrivere per l'autore. Tant'è che nelle prime righe cmparela citazione latina delle'Eneide di Virgilio "Infandùm regina iubès renovàre dolòrem" - Regina, tu mi chiedi di rinnovare un dolore indicibile. Il riferimento è a Didone che chiede ad Enea appena scappato da Troja, la città caduta, di raccontarle tutta la dolorosa vicenda.
Infatti è di dolore umano che il libro qui recensito vuole narra.
Tutti i dolori, la fuga da casa per arruolarsi nella Repubblica, le morti dei compagni d'arme, la "caduta degli dei" a cui Mazzantini dovette assistere, tutte le menzogne che dovette sorbirsi, sono anche il dramma di un'intera generazione (principalmente della classe 1922- 1927, ovvero la cosiddetta "leva Mussolini") che scelse di combattere dalla parte sbagliata.
Fortemente voluta la publicazione del libro, nel 1986,da parte dello storico Giordano Bruno Guerri, questo testo rimane senza dubbio il più bel romanzo della guerra civile scritta dall'altra parte e un riferimento storiografico riconosciuto ed apprezzato da molti storici di rilievo, oltre che per il valore letterario e per il suo stile di scrittura invidiabile.
Un libro viscerale!
»

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4.0Dalla parte sbagliata, 12-07-2010
di A. Trapani - leggi tutte le sue recensioni

«Molti sono i libri, e che libri, sulla guerra di Liberazione raccontata dalla parte dei partigiani, pochissimi invece sono quelli raccontati partendo da una esperienza autobiografica come militante di Salò. Questo poi è davvero ben scritto ed espone, o meglio ci fa vivere, le ragioni di chi, "tradito" dalla maggioranza del Paese, non può che schierarsi con i nazisti oppressori d'Europa e vede come unica soluzione, cui è stato programmato annche dall'educazione di regime, la ricerca della "bella morte" in battaglia.»

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