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Cavie

Cavie

di Chuck Palahniuk

3.0

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Piccola biblioteca oscar
  • Traduttori: Colombo M., Iacobaci G.
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2006
  • EAN: 9788804561514
  • ISBN: 8804561513
  • Pagine: 416
  • Formato: brossura
Sono stati portati in un teatro abbandonato di una città ignota, sono quindici, e ognuno di loro ha risposto all'annuncio di un "luogo di ritiro per scrittori" dove potersi isolare per novanta giorni e scrivere il proprio capolavoro. Ma le cose non vanno proprio come previsto e i protagonisti iniziano a raccontarsi storie sempre più estreme in un moderno "Decamerone" e a mettere in atto spietate strategie per mettersi sotto la luce migliore quando l'inevitabile salvataggio li porterà alla gloria. Con lo stile grottesco e dark che caratterizza i suoi scritti, Palahniuk offre una parabola serrata e devastante sulla spasmodica caccia alla fama e alla celebrità.

Note su Chuck Palahniuk

Chuck Palahniuk è nato a Pasco, nello Stato di Washington, il 21 febbraio del 1962. Dopo il divorzio dei genitori, lui e i suoi fratelli sono stati affidati ai nonni materni, con i quali hanno vissuto in un ranch nello Stato di Washington. A vent'anni, Palahniuk studia presso l'Università dell'Oregon, dove nel 1986 consegue la laurea in Giornalismo. Dopo la laurea, si trasferisce a Portland, dove lavora come giornalista per i quotidiani locali. Dopo poco però, lascia l’attività per lavorare a tempo pieno come meccanico specializzato in motori diesel. Tornerà ad occuparsi di giornalismo solo dopo essere diventato uno scrittore affermato. A partire dal 1988 inizia a fare il volontario, maturando quelle esperienze che poi si potranno ritrovare nelle sue opere. Aiuta i senzatetto e lavora nelle case di riposo, provvedendo al trasporto dei malati terminali e portandoli ai gruppi di sostegno. In seguito alla morte di un paziente a cui si era affezionato, decide di abbandonare l’attività come volontario. Superati i trent’anni, decide di frequentare un laboratorio di scrittura tenuto da Tom Spanbauer. I suoi primi racconti, “Negative Reinforcement” e “The Love Theme of Sybil and William”, vengono pubblicati nel 1990 sulla rivista mensile Modern Short Stories. I suoi primi romanzi furono inizialmente respinti dalle case editrici a causa dei contenuti forti ed inquietanti. Nel 1996, però il suo editore decide di pubblicare “Fight Club”. Il romanzo inizialmente non ebbe un grande successo commerciale, ma in seguito alla trasposizione nell’omonimo film diretto da David Fincher e interpretato da Edward Norton, Brad Pitt ed Helena Bonham Carter, il romanzo acquistò fama e divenne un successo internazionale. A questo primo successo, ne seguirono molti altri, tra cui “Survivor” (1999), “Invisible Monsters” (1999), “Soffocare” (2001), “Cavie” (2005), “Pigmeo” (2009) e “Dannazione” (2011). Lo stile di Palahniuk è asciutto e grottesco, le trame sono caratterizzate da un ritmo incalzante. La libertà, intesa come rifiuto e fuga dalle oppressioni della società, dalla competizione e dai mass media, rappresenta il punto cruciale della sua scrittura. Attualmente Chuck Palahniuk vive a Vancouver, quando non scrive romanzi, lavora come giornalista free-lance. 

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Voto medio del prodotto:  3.0 (2.8 di 5 su 11 recensioni)

1.0Cavie?, 06-03-2012
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Non ho ben compreso se è un libro autoironico, in cui lo stesso Palahniuk prende per i fondelli la sua stessa categoria, o vuole essere un libro rimediato: l'autore aveva una serie di racconti splatter che non era possibile sviluppare in altrettanti libri, per cui ne ha scritto uno unico che li racchiude in toto.
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5.0Decameron splatter, 04-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Favoloso! Il genere di libro che corri a consigliare agli amici. Una sorta di Decameron splatter che gronda sangue e humour nerissimo. Personaggi e situazioni indimenticabili oltre a come spessissimo accade con Palahniuk numerosi spunti per le ricerche più strambe e incredibili. Se non è il capolavoro di CP, è tra i primi tre senz'altro. Cult imperdibile.
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3.0Angosciante, 15-10-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Angosciante. Non trovo una parola migliore per definire questo romanzo che mi ha tenuta incollata alle sue pagine lasciandomi letteralmente impotente di fare altro.
E' una storia parecchio cupa, che talvolta sfocia nel grottesco, ma che fa in ogni caso rabbrividire. Un gruppo di scrittori si ritira per tre mesi lontano da distrazioni (come la famiglia e il lavoro) , per tentare di scrivere l'opera della loro vita, il racconto che li esalterà nell'Olimpo della letteratura. Durante l'arco di questi tre mesi, però, la convivenza di questi scrittori si trasforma in una lotta alla sopravvivenza, farcita di storie agghiaccianti e torture stomachevoli.
Se siete deboli di stomaco è sconsigliabile la lettura di questo romanzo, ma se invece apprezzate il genio macabro di Palahniuk, allora non esitate ad immergervi nella lettura, non ve ne pentirete!
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3.0Così così, 28-11-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Questo libro è una serie di racconti brevi tenuti insieme da un filo conduttore piuttosto fragile. Finchè si resta nei racconti il risultato non è male, ma quando si guarda al quadro generale l'impressione non è delle migliori
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4.0Un esperimento riuscito, 24-10-2010
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Un insieme di racconti in pieno stile Palahniuk, pieni di colpi bassi e momenti splatter, tutti molto ben scritti e ben riusciti: le stelle passano da 5 a 4 perchè i racconti sono legati l'uno all'altro da una storia decisamente più debole e prevedibile.
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2.0non è il suo libro migliore, 18-10-2010
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Ho letto molti libri di Chock Palahniuk e credo davvero che questo non sia esattemente il migliore che ha scritto. Vari sono i personaggi, confuse ed alle volte noiose, le storie che fa raccontare agli stessi, vittime di un crudele gioco-esperimento del quale si rendono ben presto coscienti di far parte. In questo modo alimentano essi stessi la crudeltà di tale gioco, diventandone gli attori.
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3.0Cavie, 08-10-2010
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Un'introspezione nel grottesco, la definirei la psicologia del nichilismo laido. Frasi e analisi che sono impresse nella mia mente e che richiamo spesso trovandole di forte attualità.Purtroppo l'erotomania e la perversione assoluta dell'autore possono disturbare. Io le ho assorbite sotto forma di provocazioni. In fin dei conti chi meglio di chi vive nei liquami e nella melma può descrivertene la fragranza?
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4.0Per di più è un reality show, 29-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Uno stile narrativo innovativo, che ricorda a tratti il Decamerone e a tratti Agatha Cristhie, ma allo stesso tempo grottesco, noir e pulp come solo Palahniuk può fare. Un insieme di racconti da lasciare senza fiato. Racconti totalmente differenti, narrati da un gruppo di personaggi che si ritrovano insieme quasi per caso e subiscono la dura sorte di un gioco macabro. Il racconto di "San Vuotabudella" è il peggio (e quindi forse anche il meglio) della produzione di Chuck.
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2.0spezzettato, 25-08-2010
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concordo con gli altri recensori. sembra che l'autore abbia cercato di cucire insieme dei racconti scritti separatamente e l'intreccio generale ne risente.
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1.0non solo brutto ma totalmente inutile, 16-07-2010
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Il genietto ben troppo compreso da critica e pubblico Chuk Palaniuck ci omaggia di un altro dei sui lavori indimenticabili...come una peperonata che si riproprone per la sua pesantezza. Brutto brutto brutto. Oltre che per la solita superficialità e vuotezza di contenuti, questo libro si distingue anche per la sua palese confezione di pura operazione commerciale: sicuramente era partito come raccolta di racconti, che poi è stata malamente tramutata in un improbabile e improponibile Decameron dei nostri giorni. Soldi buttati.
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3.0Il troppo storpia, 08-07-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Palahniuk firma con la sua stilografica caricata a sangue le gesta di un’improbabile comitiva di scrittori che scrivono e raccontano ognuno la propria storia. Non manca la buona dose di violenza e follia a cui l’autore ha ormai abituato il suo pubblico, ma la struttura d’insieme traballa. Potrebbe passare meglio come una raccolta di novelle. La stessa differenza che passa tra un thriller ed uno splatter.
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