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Cavie

Cavie

di Chuck Palahniuk


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Descrizione

Sono stati portati in un teatro abbandonato di una città ignota, sono quindici, e ognuno di loro ha risposto all'annuncio di un "luogo di ritiro per scrittori" dove potersi isolare per novanta giorni e scrivere il proprio capolavoro. Ma le cose non vanno proprio come previsto e i protagonisti iniziano a raccontarsi storie sempre più estreme in un moderno "Decamerone" e a mettere in atto spietate strategie per mettersi sotto la luce migliore quando l'inevitabile salvataggio li porterà alla gloria. Con lo stile grottesco e dark che caratterizza i suoi scritti, Palahniuk offre una parabola serrata e devastante sulla spasmodica caccia alla fama e alla celebrità.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (2.8 di 5 su 9 recensioni)


3.0Angosciante, 15-10-2011
di L. Rondinelli - leggi tutte le sue recensioni

«Angosciante. Non trovo una parola migliore per definire questo romanzo che mi ha tenuta incollata alle sue pagine lasciandomi letteralmente impotente di fare altro.
E' una storia parecchio cupa, che talvolta sfocia nel grottesco, ma che fa in ogni caso rabbrividire. Un gruppo di scrittori si ritira per tre mesi lontano da distrazioni (come la famiglia e il lavoro) , per tentare di scrivere l'opera della loro vita, il racconto che li esalterà nell'Olimpo della letteratura. Durante l'arco di questi tre mesi, però, la convivenza di questi scrittori si trasforma in una lotta alla sopravvivenza, farcita di storie agghiaccianti e torture stomachevoli.
Se siete deboli di stomaco è sconsigliabile la lettura di questo romanzo, ma se invece apprezzate il genio macabro di Palahniuk, allora non esitate ad immergervi nella lettura, non ve ne pentirete!
»

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3.0Così così, 28-11-2010
di G. Cattaneo - leggi tutte le sue recensioni

«Questo libro è una serie di racconti brevi tenuti insieme da un filo conduttore piuttosto fragile. Finchè si resta nei racconti il risultato non è male, ma quando si guarda al quadro generale l'impressione non è delle migliori»

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4.0Un esperimento riuscito, 24-10-2010
di D. Pozzan - leggi tutte le sue recensioni

«Un insieme di racconti in pieno stile Palahniuk, pieni di colpi bassi e momenti splatter, tutti molto ben scritti e ben riusciti: le stelle passano da 5 a 4 perchè i racconti sono legati l'uno all'altro da una storia decisamente più debole e prevedibile.»

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2.0non è il suo libro migliore, 18-10-2010
di J. Russo - leggi tutte le sue recensioni

«Ho letto molti libri di Chock Palahniuk e credo davvero che questo non sia esattemente il migliore che ha scritto. Vari sono i personaggi, confuse ed alle volte noiose, le storie che fa raccontare agli stessi, vittime di un crudele gioco-esperimento del quale si rendono ben presto coscienti di far parte. In questo modo alimentano essi stessi la crudeltà di tale gioco, diventandone gli attori.»

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3.0Cavie, 08-10-2010
di F. Riccio - leggi tutte le sue recensioni

«Un'introspezione nel grottesco, la definirei la psicologia del nichilismo laido. Frasi e analisi che sono impresse nella mia mente e che richiamo spesso trovandole di forte attualità.Purtroppo l'erotomania e la perversione assoluta dell'autore possono disturbare. Io le ho assorbite sotto forma di provocazioni. In fin dei conti chi meglio di chi vive nei liquami e nella melma può descrivertene la fragranza? »

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4.0Per di più è un reality show, 29-09-2010
di R. Fumagalli - leggi tutte le sue recensioni

«Uno stile narrativo innovativo, che ricorda a tratti il Decamerone e a tratti Agatha Cristhie, ma allo stesso tempo grottesco, noir e pulp come solo Palahniuk può fare. Un insieme di racconti da lasciare senza fiato. Racconti totalmente differenti, narrati da un gruppo di personaggi che si ritrovano insieme quasi per caso e subiscono la dura sorte di un gioco macabro. Il racconto di "San Vuotabudella" è il peggio (e quindi forse anche il meglio) della produzione di Chuck.»

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2.0spezzettato, 25-08-2010
di M. Mousset - leggi tutte le sue recensioni

«concordo con gli altri recensori. sembra che l'autore abbia cercato di cucire insieme dei racconti scritti separatamente e l'intreccio generale ne risente.»

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1.0non solo brutto ma totalmente inutile, 16-07-2010
di E. Brunet - leggi tutte le sue recensioni

«Il genietto ben troppo compreso da critica e pubblico Chuk Palaniuck ci omaggia di un altro dei sui lavori indimenticabili...come una peperonata che si riproprone per la sua pesantezza. Brutto brutto brutto. Oltre che per la solita superficialità e vuotezza di contenuti, questo libro si distingue anche per la sua palese confezione di pura operazione commerciale: sicuramente era partito come raccolta di racconti, che poi è stata malamente tramutata in un improbabile e improponibile Decameron dei nostri giorni. Soldi buttati. »

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3.0Il troppo storpia, 08-07-2010
di L. Fonte - leggi tutte le sue recensioni

«Palahniuk firma con la sua stilografica caricata a sangue le gesta di un’improbabile comitiva di scrittori che scrivono e raccontano ognuno la propria storia. Non manca la buona dose di violenza e follia a cui l’autore ha ormai abituato il suo pubblico, ma la struttura d’insieme traballa. Potrebbe passare meglio come una raccolta di novelle. La stessa differenza che passa tra un thriller ed uno splatter.»

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