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Il cavaliere inesistente

Il cavaliere inesistente

di Italo Calvino


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Descrizione

Agilulfo, paladino di Carlomagno, è un cavaliere valoroso e nobile d'animo. Ha un unico difetto: non esiste. O meglio, il suo esistere è limitato all'armatura che indossa: lucida, bianca e... vuota. Non può mangiare, né dormire perché, se si deconcentra anche solo per un attimo, cessa di essere. Una storia ambientata nell'inverosimile medioevo dei romanzi cavallereschi, ma vicina più che mai alla realtà del nostro tempo. Età di lettura: da 11 anni.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 15 recensioni)


2.0Inesistente, 27-05-2012
di D. Perissinotto - leggi tutte le sue recensioni

«In questo romanzo Italo Calvino rappresenta la condizione dell'uomo nella società contemporanea. Infatti il protagonista è il simbolo dell'essere umano che appare cancellato dietro ai comportamenti prestabiliti dalla società. Al di là del messaggio che l'autore vorrebbe trasmettere, il libro mi è parso un po' noioso.»

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4.0Allegorico, 04-05-2012
di C. Marsi - leggi tutte le sue recensioni

«Molto carino questo romanzo di Calvino, terzo ed ultimo della cosiddetta "Trilogia degli antenati" in cui il cavaliere Agilulfo, impeccabile, sempre presente ed attivo, sempre con la risposta pronta ma ahimè, inesistente se spogliato del suo "guscio" esterno costituisce un'allegoria dell'uomo contemporaneo. Ad esso si contrappone il poliforme Gurdulù che c'è ma non sa di esserci, pronto com'è a trasformarsi in qualunque cosa colpisca la sua immaginazione.»

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5.0Da leggere, 01-05-2012
di N. Lopomo - leggi tutte le sue recensioni

«Il cavaliere inesistente possiede un'armatura in cui è contenuta la sua persona evanescente e stravagante. Si tratta di un protagonista che riesce veramente a catturare la simpatia del lettore per la sua assoluta unicità nel vedere il mondo e per la sua capacità di ammaliare le persone che lo circondano cercando di capire quale faccia si nasconda sotto quell'armatura.»

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5.0Passione e dovere, 31-01-2012
di E. Fronza - leggi tutte le sue recensioni

«Ultimo di un'avvolgente trilogia "Il cavaliere inesistetente" narra, in uno splendido intrecciarsi di trama e ordito, la storia di Bradamante donna avvinta dalle passioni di penna e di cuore e la storia di Agilulfo cavaliere dell'ordine, ligio al dovere e fedele al sacro codice.
Un libro avvincente in cui Calvino ha dato sfoggio delle sue doti linguistiche e narrative, un libro misterioso fino all'ultima sillaba, un elogio ironico al mondo medievale con qualche spruzzata di modernità davvero avvincente.
»

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4.0 Il cavaliere inesistente, 26-09-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 3
di G. Lamanna - leggi tutte le sue recensioni

«Della celebre trilogia degli antenati è quello che spicca per qualità e armonia della trama, dando luogo a un'opera che mescola sapientemente la fantasia con la satira, proiettando il lettore ad effettuare, quasi inconsapevolmente, dei paragoni fra le vicende narrate e certi fenomeni di costume attuali.
Credo che sia impossibile non pensare di fare un accostamento fra un cavaliere inesistente, rappresentato solo da un'armatura che si muove, che combatte e che parla, con la crescente spersonalizzazione dell'uomo odierno, con quell'ansia continua di omologazione che di fatto lo rende schiavo di un'immagine non sua. Anche ora ci sono armature, automobili che rinserrano le persone e che finiscono per rappresentare solo l'emblema di una società votata all'annullamento dell'identità.
Ci sono poi altri elementi ed episodi che mi inducono a ritenere che Calvino, parlando in quel modo di un'epoca passata, volesse in effetti far comprendere che anche oggi nulla è cambiato.
Per esempio, il raduno mistico dei Cavalieri del Graal, che camminano come sonnambuli, mi ricorda tanto certe cerimonie delle numerose sette religiose tipiche del nostro tempo.
Se Agilulfo è il cavaliere inesistente, che non c'è infatti, ma sa di esserci, straordinaria è la figura del suo scudiero Gurdulù, che pur essendo non lo sa, vero e proprio esempio di un ominide agli albori dell'umanità, non ancora in grado di prendere coscienza del suo ruolo, come del resto non pochi nostri simili che attualmente, rinnegano se stessi, per essere quello che non sono.
Che dire poi di Bradamante, la bellissima guerriera, stretta nella sua armatura? Non possono non venir in mente le donne della società contemporanea, consapevoli della loro parità con l'uomo, disposte a combattere per realizzarsi, ma che mantengono quell'innata tenerezza e femminilità che l'amore fa riemergere prepotentemente.
Di fronte a queste osservazioni si potrebbe pensare che il romanzo di Calvino risulti di difficile lettura e invece è tutto il contrario, con una serie incredibile di trovate, di personaggi, di vicende che avvincono, spesso dando anche luogo a risate, pur se il suo fine più concreto si raggiunge quando ci accorgiamo di sorridere, perché finiamo con il ritrovarci negli impietosi paragoni, e allora è d'obbligo mostrare verso di noi un velo di pietà per una recuperata misura della nostra esatta dimensione.
Il cavaliere inesistente è un'opera di grande valore, un libro che non dovrebbe mai mancare fra quelli che teniamo nella nostra biblioteca, e quindi mi sembra più che logico raccomandarne la lettura.
»

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4.0Chiude la Trilogia degli Antenati, 23-05-2011
di P. Formusa - leggi tutte le sue recensioni

«Terzo celebre capitolo (1959) della Trilogia piu' famosa di Calvino, dopo Il visconte dimezzato (1952) e Il barone rampante (1957) . Carlo Magno ha moltissimi valorosi paladini ma strani come il protagonista, Agilulfo, non credo proprio. Infatti, semplicemente, Agilulfo non esiste! Paradossale.»

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5.0Imperatore e cavalieri. Una nuova puntata..., 02-04-2011
di M. Evangelista - leggi tutte le sue recensioni

«Nell'affascinante cornice medievale si snodano le vicende di personaggi in parte suggerirti dai romanzi cavallereschi e in parte dalla storia stessa. Il finale è quasi teatrale. Rispetto agli altri racconti della trilogia degli Antenati è l'ultimo in ordine di tempo e se ne vedono gli effetti anche nella costruzione della trama' e nella forma, negli espedienti narrativi come nel linguaggio. Uno degli aspetti più divertenti è quello dissacratorio dei miti medievali, che non perdono, però il loro fascino ma, anzi, dalla penna dell'autore acquistano nuova linfa vitale, a dimostrazione del fatto che sul Medioevo c'è ancora molto da dire e che il genere cavalleresco non è mai tramontato.»

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5.0Calvino e i nostri antenati, 25-03-2011
di C. Borrelli - leggi tutte le sue recensioni

«Una prosa piacevole, ma mai banale, a narrare le vicende di uno dei nostri 3 assurdi antenati. Tra fiaba e allegoria, tra epica e storia, tra narrativa e poesia, tra citazioni letterarie e invenzioni, uno dei migliori esperimenti dell'autore Calvino.»

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4.0Il cavaliere inesistente, 15-11-2010
di G. Minotti - leggi tutte le sue recensioni

«Della trilogia degli antenati di Calvino è il libro che mi è piaciuto di più. Un libro dove si incontrano gli eroi dell'Orlando Furioso e della Gerusalemme Liberata e gli antieroi di bertoldesca memoria e personaggi che sarebbero stati bene in Gargantua e Pantagruele.
Ironicamente filosofico, e una lettura molto piacevole.
»

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4.0Il cavaliere inesistente, 04-11-2010, ritenuta utile da 4 utenti su 4
di G. Esposito - leggi tutte le sue recensioni

«Si trattava del mio primo libro di Calvino.Mi è piaciuta come lettura.Forse la scrittura era un po' "sbrigativa" ma credo sia una cosa cercata dall'autore.Voluta per non distrarre troppo il lettore e per potergli fare arrivare bene i messaggi celati dietro alla storia.Credo proprio che leggerò altro del buon Italo.»

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4.0il cavaliere inesistente, 24-10-2010
di E. Cannizzo - leggi tutte le sue recensioni

«Disse Calvino in una sua recensione pubblicata anonima che “Il cavaliere inesistente” va letto come un romanzo sul rapporto soggetto-oggetto. Ed infatti, Calvino si diverte a creare rapporti variamente disturbati tra i suoi personaggi e il mondo che li circonda, al servizio di una storia surreale e gustosa, calata in un improbabile medioevo. Ne viene fuori una divertente galleria di personaggi che vanno dal semplicemente bizzarro al puramente comico, spesso pretesto per lo scrittore per le sue riflessioni, che intervallano l'articolarsi della trama senza esserle d'intralcio. Tradizionalmente accomunata al "Barone rampante" e il "Visconte Dimezzato" nella famosa trilogia che Calvino dedico' al ritratto dell'uomo moderno, differisce in realta' dagli altri due episodi per uno stile molto piu' snello e un'ironia molto piu' limpida.
»

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2.0realtà o finzione?, 28-09-2010
di A. Muscettola - leggi tutte le sue recensioni

«il protagonista è il cavaliere inesistente Agilulfo, che si tiene in vita solo con la forza di volontà. Egli è un amante dell'eccellenza, e per questo non è stimato dagli altri paladini. »

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