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Il cavaliere inesistente

Il cavaliere inesistente

di Italo Calvino


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Descrizione

Questo romanzo di Calvino viene ad affiancarsi a 'Il visconte dimezzato' e a 'Il barone rampante', compiendo una trilogia di emblematiche figure, quasi un albero genealogico di antenati dell'uomo contemporaneo. Stavolta Calvino si è spinto più a ritroso nei secoli e il suo romanzo si svolge tra i paladini di Carlomagno, in quel Medioevo fuori d'ogni verosimiglianza storica e geografica che è propria dei romanzi cavallereschi. - Dalla quarta di copertina (anonima) di Calvino alla prima edizione.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.4 di 5 su 8 recensioni)


4.0Carino, 21-07-2011
di L. Pezzato - leggi tutte le sue recensioni

«Sicuramente il migliore tra i tre che compongono la "Trilogia degli antenati" di I. Calvino. Ambientato all'epoca dei conflitti tra Carlo Magno e gli infedeli, ha per protagonista il Cavaliere Agilulfo, che "non esiste". Egli è la metafora della realtà di oggi: piena di forma ma priva di sostanza. »

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5.0Un simbolo, 06-07-2011
di M. Pelucchi - leggi tutte le sue recensioni

«Di tutta la Trilogia quello che più mi ha colpito per la sua simbologia è l'ultimo capitolo, "Il cavaliere inesistente". Un cavaliere esiste per gli altri solo grazie alla sua armatura. Quante persone oggi hanno valore solo perché rivestono un ruolo? Quante persone riescono a essere solo celandosi dietro una maschera? Davvero bellissimo»

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4.0Emozionante, 27-05-2011
di F. Arnaboldi - leggi tutte le sue recensioni

«Nonostante sia un classico e spesso lo si debba leggere per forza, lo consiglio vivamente. Coinvolgente e appassionante e il finale è un'emozione unica e sconvolgente. Il cavaliere ti entra nel cuore e ti colpisce per i suoi valori nobili, ricorda alcuni eroi dei giorni nostri i quali danno la vita per ciò in cui credono.»

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5.0Chi siamo noi?, 17-07-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di G. Bovone - leggi tutte le sue recensioni

«A parte la trama onirica, sospesa in un medioevo di maniera,tutto il libro pare improntato su una domanda sola: "Chi siamo noi?". No, non a livello anagrafico, ci mancherebbe, ma piuttosto: se ci spogliassero di tutto ciò che è apparenza, ci mettessero in un ambiente che non è il nostro, ciascuno di noi esisterebbe ancora? Oppure farebbe la fine del cavaliere inesistente, che senza armatura, senza battaglie da combattere, non è niente? Banalizzato da molti, è in realtà un libro che ha quasi del romanzo psicologico, chi riesce a leggere tra le righe, ne troverà un capolavoro, gli altri, ahimè, solo una favoletta.»

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4.0I grandi antenati, 08-07-2010
di L. Locatelli - leggi tutte le sue recensioni

«Questo racconto é comunemente facente parte della cosidetta Trilogia Calviniana "I grandi Antenati". Simbolo della società moderna in cui convivono uomini senza ideale e ideali senza uomini, ne "il cavaliere inesistente", Calvino, rilegge alla perfezione il procedere ed il mutarsi della società in quella che può essere considerata -a detta dello stesso- una favola per bambini assieme a "il barone rampante "ed "il visconte dimezzato". Lo consiglio caldamente a chi é in cerca di una lettura non troppo impegnativa ma dai grandi risvolti metaforici, tutta da interpretare.»
»

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4.0Capolavoro della favola calviniana, 08-07-2010
di A. Locatelli - leggi tutte le sue recensioni

«Simbolo della società moderna in cui convivono uomini senza ideale e ideali senza uomini, ne "il cavaliere inesistente", Calvino, rilegge alla perfezione il procedere ed il mutarsi della società in quella che può essere considerata -a detta dello stesso- una favola per bambini assieme a "il barone rampante "ed "il visconte dimezzato". Lo consiglio caldamente a chi é in cerca di una lettura non troppo impegnativa ma dai grandi risvolti metaforici, tutta da interpretare.»

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4.0Una favola per bambini e adulti, 07-07-2010
di V. Cappellacci - leggi tutte le sue recensioni

«Una favola per bambini e adulti. Protagonista è un cavaliere senza corpo, un'armatura di acciaio senza un corpo. Un'avventura esilarante basata sul piano dell'assurdo. Un grande Calvino.»

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5.0Ieri e oggi, 20-10-2009, ritenuta utile da 3 utenti su 8
di R. Montagnoli - leggi tutte le sue recensioni

«Questo romanzo, unitamente al Barone rampante e al Visconte dimezzato, fa parte della cosiddetta Trilogia degli antenati, una specie di albero genealogico dei nostri progenitori.
Se per gli altri due l'autore ritornava poco indietro nel tempo, per questo invece va a ritroso di molti secoli per approdare all'epoca di Carlo Magno e dei suoi famosi paladini.
E' forse superfluo che evidenzi che il Medioevo raccontato è ben lungi da qualsiasi verosimiglianza storica, un periodo quasi sospeso nell'arco della fantasia, tipico dei poemi cavallereschi, più simili a saghe che a realtà romanzate.
In questo contesto la creatività di Italo Calvino raggiunge livelli straordinari, dando luogo a un'opera che mescola sapientemente la fantasia con la satira, proiettando il lettore ad effettuare, quasi inconsapevolmente, dei paragoni fra le vicende narrate e certi fenomeni di costume attuali.
Credo che sia impossibile non pensare di fare un accostamento fra un cavaliere inesistente, rappresentato solo da un'armatura che si muove, che combatte e che parla, con la crescente spersonalizzazione dell'uomo odierno, con quell'ansia continua di omologazione che di fatto lo rende schiavo di un'immagine non sua. Anche ora ci sono armature, automobili che rinserrano le persone e che finiscono per rappresentare solo l'emblema di una società votata all'annullamento dell'identità.
Ci sono poi altri elementi ed episodi che mi inducono a ritenere che Calvino, parlando in quel modo di un'epoca passata, volesse in effetti far comprendere che anche oggi nulla è cambiato.
Per esempio, il raduno mistico dei Cavalieri del Graal, che camminano come sonnambuli, mi ricorda tanto certe cerimonie delle numerose sette religiose tipiche del nostro tempo.
Se Agilulfo è il cavaliere inesistente, che non c'è infatti, ma sa di esserci, straordinaria è la figura del suo scudiero Gurdulù, che pur essendo non lo sa, vero e proprio esempio di un ominide agli albori dell'umanità, non ancora in grado di prendere coscienza del suo ruolo, come del resto non pochi nostri simili che attualmente, rinnegano se stessi, per essere quello che non sono.
Che dire poi di Bradamante, la bellissima guerriera, stretta nella sua armatura? Non possono non venir in mente le donne della società contemporanea, consapevoli della loro parità con l'uomo, disposte a combattere per realizzarsi, ma che mantengono quell'innata tenerezza e femminilità che l'amore fa riemergere prepotentemente.
Di fronte a queste osservazioni si potrebbe pensare che il romanzo di Calvino risulti di difficile lettura e invece è tutto il contrario, con una serie incredibile di trovate, di personaggi, di vicende che avvincono, spesso dando anche luogo a risate, pur se il suo fine più concreto si raggiunge quando ci accorgiamo di sorridere, perché finiamo con il ritrovarci negli impietosi paragoni, e allora è d'obbligo mostrare verso di noi un velo di pietà per una recuperata misura della nostra esatta dimensione.
Il cavaliere inesistente è un'opera di grande valore, un libro che non dovrebbe mai mancare fra quelli che teniamo nella nostra biblioteca, e quindi mi sembra più che logico raccomandarne la lettura.
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