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Cattive storie di provincia

Cattive storie di provincia

di Gordiano Lupi


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Descrizione

Il mio primo libro di narrativa Lettere da lontano" (1998), era una raccolta di racconti che trasmetteva un'immagine tranquillizzante della vita in provincia. "Cattive storie di provincia" è il lato oscuro di quelle storie, perché si compone di tredici racconti neri venati di crudo realismo per dimostrare che non esistono isole felici. La provincia toscana è lo scenario dove sono ambientati oscuri fatti di cronaca, storie di vita che si concatenano e danno vita a finali sorprendenti, omicidi atroci, delitti in famiglia, esplosioni di violenza incomprensibili. Tutto questo è la provincia italiana, il luogo geografico dove sono localizzati la maggior parte degli omicidi efferati. La Toscana fa da paradigma della globale situazione italiana."

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5.0Il male oscuro, 27-03-2009, ritenuta utile da 3 utenti su 4
di R. Montagnoli - leggi tutte le sue recensioni

«Tredici racconti per parlare di una vita di provincia, un tempo tanto tranquilla da risultare forse monotona, e ora invece pervasa da quel male oscuro tipicamente metropolitano che in modo sintetico e anche un po' semplicistico si definisce alienazione. La fretta del vivere, la corsa continua senza una meta ben definita e il grigiore, che finisce con l'accompagnare la quotidianità dei gesti e delle parole, a tratti possono esplodere, una specie di sordo rancore che fuoriesce come magma in modo eclatante. In questa raccolta ci sono racconti che partono da un fondo di verità, ovviamente poi interpretato creativamente dall'autore, come nel caso della vicenda di Simone Cantaridi, ancor oggi rinchiuso in carcere, e altri invece che sono frutto esclusivo della fantasia di Lupi, magari con una rielaborazione di leggende, ma che ben esprimono questa inquietudine latente che ormai ha radicato anche in provincia.
Del resto, gli atti di efferata violenza non sono più tipici solo della metropoli, ma spuntano un po' ovunque come funghi anche nei piccoli agglomerati, paesi che fino a non molti anni fa sembravano oasi di quiete e che ora invece non sono immuni da questo male oscuro che sembra contraddistinguere sempre di più l'attuale società.
Pertanto questo libro fa riflettere, e non poco, perché riscontra un'involuzione progressiva della coesistenza ben descritta anche laddove la narrazione è di pura fantasia. Prendiamo Il palazzo, un condominio apparentemente anonimo dove gli abitanti, nessuno dei quali ha motivo di essere contento, sembrano convivere solo in funzione dei loro contrasti, una storia caratterizzata da pregevoli descrizioni dei personaggi e che si conclude in modo del tutto inaspettato, ma anche con una felice intuizione dell'autore.
Altri racconti hanno caratteristiche vere e proprie del fantastico, quando addirittura non prendono l'impronta dell'horror, ma quasi tutti, ambientati in una piccola realtà quale Piombino e la zona circostante, mantengono il legame con la realtà, evidenziando uno stato di disagio latente, un tempo del tutto atipico nella provincia.
Gli uomini sembrano in preda ad ancestrali timori che lentamente si radicano, arrivando in taluni casi a un tale stato di paranoia da far esplodere il bubbone e allora ci scappano i morti, spesso senza un movente plausibile, o comunque logico.
Scritti con la ormai ben nota abilità di Gordiano Lupi, questi racconti sono tutti assai piacevoli da leggere, ma la mia preferenza va a un autentico gioiellino, Il palazzo, per il ritmo scandito con la precisione di un cronografo svizzero, accompagnato da una descrizione accurata e convincente dei protagonisti, e poi con un finale, che ovviamente non svelerò, di particolare effetto, un'invenzione creativa che conclude imprevedibilmente, ma non illogicamente, la vicenda.
Consiglio, pertanto, di leggere Cattive storie di provincia, anche per gli spunti di riflessione che offre; raccomando, altresì, di non perdere la riuscita introduzione in forma di racconto, un Amarcord di come era una piccola cittadina non molti anni fa.
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