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Cattedrale

Cattedrale

di Raymond Carver

4.0

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Supercoralli
  • Traduttore: Duranti R.
  • Data di Pubblicazione: novembre 2011
  • EAN: 9788806197858
  • ISBN: 8806197851
  • Pagine: 226
  • Formato: rilegato

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
A volte anche una visita inattesa e poco gradita - quella di un amico cieco della moglie, per esempio - può smuovere emozioni dimenticate. E cosi, infatti, che il narratore del racconto che dà il titolo alla raccolta - forse il più celebre di Carver e uno dei più amati dall'autore - finisce per passare quasi senza rendersene conto dall'iniziale ostilità condita di gelosia al momento di una piccola rivelazione. È un personaggio carveriano a tutti gli effetti, l'anonimo protagonista del racconto: sottilmente alla deriva, privo di amici, inchiodato in un lavoro che detesta, con una moglie da cui forse si sente un po' trascurato. Eppure, è proprio la presenza ingombrante del cieco Robert a costringerlo a uscire dalla sua corazza e abbozzare un rapporto umano, una condivisione che gli permetterà di recuperare, forse, una parte di sé dimenticata. Carver ne segue l'impercettibile evoluzione con naturalezza, con uno stile maturo e consapevole dei propri mezzi, da lui stesso definito "più pieno e generoso". Se "Cattedrale" chiude la raccolta su una tenue nota positiva, nel resto del libro prevalgono i toni desolati, i fragili equilibri pronti a spezzarsi in conseguenza di eventi all'apparenza secondari: un nuovo trasloco in "La casa di Chef", l'atto mancato di una riconciliazione impossibile in "Lo scompartimento", l'inizio di una crisi senza apparenti vie d'uscita in "Vitamine", in cui nella deriva personale fa irruzione la violenza della storia.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.2 di 5 su 15 recensioni)

4.0Cattedrale, 24-11-2014
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Questa raccolta di Carver (la quarta in ordine cronologico) presenta poco più di dieci racconti, le cui storie sono tratte dal più comune tran-tran quotidiano dell'americano medio (e quindi dell'uomo di ogni latitudine). Il racconto che dà il titolo al libro è la storia dell'incontro - dopo diversi anni - tra una donna sposata e un suo amico non vedente nella casa in cui è presente anche il marito. Non succede niente di speciale fino al momento in cui la donna si addormenta e i due uomini tentano di disegnare, insieme, una cattedrale, ispirati da un programma televisivo in tarda sera che le descrive. Questi momenti sono toccanti e originali, è tutta qui la loro forza. Consigliato!
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4.0Cattedrale, 27-03-2012
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I racconti di Carver sono scritti con spietatezza disincantata sulla vita delle persone, è come avere un microscopio tra le mani che ingrandisce tutte quelle piccole cose che a occhio nudo non si vedono, è un continuo riandare con la mente a situazioni simili e già vissute da noi stessi, o da un amico o un familiare. E' come avere un amico scrittore che ti racconta cosa succede quando non ci sei. Grande realismo.
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3.0Un Carver in forma, 21-03-2012
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Una raccolta di racconti di un affermato autore di storie brevi che incantano per il 'retrogusto' di non detto, che spesso pesa almeno quanto l'esplicitato. Il racconto che dona il titolo alla raccolta analizza un rapporto a tre tra una coppia sposata e un cieco, amico della moglie. E la 'cattedrale' finiranno per disegnarla entrambi, ma sarà il non vedente a dimostrare all'altro uomo di averla veramente compresa, anche se non 'vista' .
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4.0Una realtà grigia e monotona, 09-03-2012
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I suoi racconti hanno come protagoniste persone semplici, spesso scoraggiate e sconsolate, che vivono o si lasciano vivere in un'America di provincia. Episodi apparentemente irrilevanti di esistenze incredibilmente comuni, non arricchiti di nulla, né nei dialoghi né nelle descrizioni: la realtà così com'è, senza alcun tipo di fronzolo, fatta di incomunicabilità, mediocrità, paure. Arrivato a metà del libro ho gridato al miracolo, ma andando avanti ho trovato le atmosfere un pò troppo ripetitive e monotone, anche se tutto sommato questa è soltanto l'altra faccia di una stessa medaglia e la grandezza artistica di Carver resta indiscussa.
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4.0Racconti che ti avvolgono quanto un romanzo, 06-03-2012
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Una raccolta di racconti che sorprende riuscendo a narrare la quotidianità dei rapporti, le situazioni normali che si vivono tutti i giorni, i soliti convenevoli tra vicini di casa. Sono storie narrate col cuore ma senza sentimentalismo, in una prosa pulita e scarna ma mai sterile, storie in cui per un attimo tutto cambia, e forse poi, chissà, appena un attimo dopo nulla sarà cambiato. Racconti che non raccontano niente se non mostrare uno squarcio dell'America di oggi.
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4.0L'America della gente comune, 10-02-2012
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E' il primo libro di Carver che leggo, ma ci sono tutti i presupposti perché diventi il mio scrittore preferito perchè con un linguaggio nitido riesce a raccontare, in queste storie, gesti quotidiani di gente comune. Riesce a cristallizzare dei momenti e a descriverli con tale dovizia di particolari da rendere piacevole la lettura di questi fotogrammi di esistenze attimi, senza inizio e senza fine.
I racconti migliori, a parer mio, 'penne' , 'una cosa piccola ma buona' e 'febbre' .
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4.0Cattedrale, 11-08-2011
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Determinati racconti sono veri e propri capolavori dell'arte minimalista: Il treno, o Lo scompartimento, ma anche Febbre (ed in fondo si potrebbero citare tutti) , sono dei flash istantanei della vita di una o più persone illuminate per un momento da un faro che ce le mostra in tutta la loro realtà cruda, salvo poi spegnersi improvvisamente e consegnare di nuovo quelle vite all'ignoto. Life' s but a walking shadow; a poor player that struts and frets his hour upon the stage, and then is heard no more: non è Carver ma Shakespeare ovviamente, eppure il povero attore che si pavoneggia e si agita per la sua ora sulla scena del mondo fa venire in mente proprio i personaggi di Carver, che dopo quell'ora di "notorietà" scompaiono per sempre, e mai più nulla se ne saprà, come le loro vite saranno andate a finire, se quella svolta c'è stata o se il momento di difficoltà si è risolto. D'altronde non succede nemmeno in Cheever, non succede nella Munro, i flash restano immagini isolate eppure di enorme significato umano, empatico, letterario. L'essenza del minimalismo è forse raccontare cose apparentemente trascurabili, sotto la cui superficie giacciono invece intere vite, motivazioni radicate nei fatti che hanno plasmato un'esistenza, che l'hanno resa così come essa adesso è.
Con il suo apparente distacco, con la sua asetticità stilistica, Carver riesce a comunicare momenti di grande dramma, di spaesamento e sconforto, come un pugno nello stomaco che prende di sorpresa e lascia per un attimo senza fiato, senza la capacità di respirare normalmente, con le costole doloranti. Quello che si prova leggendo Una cosa piccola ma buona, un racconto presente anche nella raccolta Principianti (quella esente dalle sforbiciate di Lish, il curatore di alcune opere di Carver) che lascia di stucco per la quantità e la profondità di dolore che riesce a trasmettere con apparente semplicità e linearità. Non è l'azione che ci si aspetta dai personaggi di Carver, quanto piuttosto l'inazione, la stasi, il crogiolarsi in una difficoltà dandone la responsabilità alla mala sorte, alla vita, al mondo, al caso, agli altri. Non sono le soluzioni, i colpi di coda, gli scossoni che arriveranno. Sono storie narrate col cuore ma senza sentimentalismo, in una prosa pulita e scarna ma mai sterile, storie in cui per un attimo tutto cambia, e forse poi, chissà, appena un attimo dopo nulla sarà cambiato.
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5.0Cattedrale, 03-04-2011
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Attendevo con trepidazione la ristampa di quello che oramai è un classico della letteratura nordamericana come Carver. Incredibile la capacità di rendere il dramma quotidiano. Grande drammatica tragedia quotidiana. Formidabili racconti, da leggere assolutamente.
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5.0Cattedrale, 02-04-2011
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Carver o lo ami o lo odi. Dopo tutto, lui ci ha abituato a questo e altro. A qualcuno non piace perché nei suoi racconti non succede niente! E io mi chiedo: ma cosa succede nelle nostre vite? Di cosa parliamo quando ci ritroviamo con qualcuno? Siamo forse originali o parliamo anche noi delle cose "banali" di cui parla Carver nei suoi racconti cioè di amori che nascono e finiscono, di lavori che ci stancano e non ci soddisfano ma sono necessari per pagare le spese, di soldi che non bastano, di elettrodomestici che si rompono proprio nel momento sbagliato, di separazioni e divorzi difficili, di figli che deludono e con cui non si riesce ad instaurare un dialogo...
Non è forse questa la vita di tutti i giorni?
E non è forse proprio questa l'eccellenza di Carver, cioè la capacità di dare pennellate di colore alle conversazioni, alle descrizioni tali per cui l'ordinario e il quotidiano diventano straordinarie rappresentazioni della realtà?
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4.0Cattedrale, 31-03-2011
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Libro lento e malinconico, di certo non adatto a tutte le sensibilità. Accanto alle magnifiche prove di Borges e Wallace non potrò ora più dimenticare questa raccolta di racconti che raggiunge l'eccellenza in almeno tre episodi, e l'avvicina in molti altri. Molto meno "colti" di quelli di Borges e lessicalmente assai meno ricchi di quelli di Wallace, questi racconti si concentrano sulla quotidianità elementare, e adesso capisco un giudizio di una giuria che diedero sul mio "Elezioni", contenuto in Lettere di Sosta.
Alcuni racconti seguono il "manuale" del racconto descritto da Cortazar nel suo bestiario, altri se ne allontanano non avendo, per esempio, un vero finale. In Cattedrale e Febbre lo pseudo (molto pseudo, ma tant'è) lieto fine arriva solo al prezzo di una catastrofica catarsi. E ovunque prevale la difficoltà di avere un prossimo, di parlargli DAVVERO. Tanto che, probabilmente volutamente, in molti racconti i personaggi parlano nella stessa maniera, con frasi tronche e affettate, da bar più che intimo famigliare.
Letto in parallelo con il poderoso "Assalonne Assalonne" di Faulkner e il visionario "Atti innaturali, pratiche innominabili" di Barthelme, non posso che riflettere su quanto sia variegata la letteratura. Ovvio che dia fastidio, oggi, e che le vetrine della stragrande maggioranza delle librerie siano infarcite di tante famose nullità. Vogliono ammazzare la diversità, ecco cosa vogliono fare.
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5.0Straordinaria intensità emotiva, 09-02-2011
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Cattedrale è senza dubbio il capolavoro di Raymond Carver. Una modalità di descrivere fatti e oggetti in maniera realistica e con cui il lettore riesce a "calarsi" nei panni di un ulteriore personaggio del racconto. Le sue storie hanno sempre come protagonisti i meno fortunati o gente la cui vita viene scossa da traumi.
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4.0Realismo toccante, 24-12-2010
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Una full-immersion nell'America media del '900. 12 racconti in cui Carver coinvolge senza difficoltà, con uno stile chiaro e preciso. Storie di uomini e donne, mai banali, alle prese con i problemi di ogni giorno, narrate in un modo atrocemente realistico.
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