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Cattedrale

Cattedrale

di Raymond Carver


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Descrizione

Raymond Carver è unanimemente riconosciuto come un classico della letteratura americana del Novecento. Ciò che rende rivoluzionaria la sua scrittura è l'attenzione alla gente di tutti i giorni, non bella, non ricca, non eroica: vite quotidiane, fatte di dolore sottile e piccole illuminazioni, che i romanzi troppo spesso trascurano. Carver, viceversa, ha saputo descriverle con uno stile limpido e potente, capace di conquistare nel corso degli anni i lettori di tutto il mondo e di ispirare un'intera generazione di narratori. "Cattedrale" è considerato il suo capolavoro: dodici racconti di straordinaria intensità emotiva (lo stesso autore li definì i suoi "più pieni, più ricchi, più generosi") ambientati in sale d'aspetto e vagoni di treno, salotti modesti e corsie d'ospedale: luoghi apparentemente banali che diventano teatro di storie commoventi e indimenticabili. Tanto che da queste pagine il regista Robert Altman ha tratto alcuni episodi di "America Oggi"

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.4 di 5 su 9 recensioni)


4.0Cattedrale, 27-03-2012
di S. Borroni - leggi tutte le sue recensioni

«I racconti di Carver sono scritti con spietatezza disincantata sulla vita delle persone, è come avere un microscopio tra le mani che ingrandisce tutte quelle piccole cose che a occhio nudo non si vedono, è un continuo riandare con la mente a situazioni simili e già vissute da noi stessi, o da un amico o un familiare. E' come avere un amico scrittore che ti racconta cosa succede quando non ci sei. Grande realismo. »

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4.0L'America della gente comune, 10-02-2012
di O. Giorello - leggi tutte le sue recensioni

«E' il primo libro di Carver che leggo, ma ci sono tutti i presupposti perché diventi il mio scrittore preferito perchè con un linguaggio nitido riesce a raccontare, in queste storie, gesti quotidiani di gente comune. Riesce a cristallizzare dei momenti e a descriverli con tale dovizia di particolari da rendere piacevole la lettura di questi fotogrammi di esistenze attimi, senza inizio e senza fine.
I racconti migliori, a parer mio, 'penne' , 'una cosa piccola ma buona' e 'febbre' .
»

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4.0Cattedrale, 11-08-2011
di B. Ballo - leggi tutte le sue recensioni

«Determinati racconti sono veri e propri capolavori dell'arte minimalista: Il treno, o Lo scompartimento, ma anche Febbre (ed in fondo si potrebbero citare tutti) , sono dei flash istantanei della vita di una o più persone illuminate per un momento da un faro che ce le mostra in tutta la loro realtà cruda, salvo poi spegnersi improvvisamente e consegnare di nuovo quelle vite all'ignoto. Life' s but a walking shadow; a poor player that struts and frets his hour upon the stage, and then is heard no more: non è Carver ma Shakespeare ovviamente, eppure il povero attore che si pavoneggia e si agita per la sua ora sulla scena del mondo fa venire in mente proprio i personaggi di Carver, che dopo quell'ora di "notorietà" scompaiono per sempre, e mai più nulla se ne saprà, come le loro vite saranno andate a finire, se quella svolta c'è stata o se il momento di difficoltà si è risolto. D'altronde non succede nemmeno in Cheever, non succede nella Munro, i flash restano immagini isolate eppure di enorme significato umano, empatico, letterario. L'essenza del minimalismo è forse raccontare cose apparentemente trascurabili, sotto la cui superficie giacciono invece intere vite, motivazioni radicate nei fatti che hanno plasmato un'esistenza, che l'hanno resa così come essa adesso è.
Con il suo apparente distacco, con la sua asetticità stilistica, Carver riesce a comunicare momenti di grande dramma, di spaesamento e sconforto, come un pugno nello stomaco che prende di sorpresa e lascia per un attimo senza fiato, senza la capacità di respirare normalmente, con le costole doloranti. Quello che si prova leggendo Una cosa piccola ma buona, un racconto presente anche nella raccolta Principianti (quella esente dalle sforbiciate di Lish, il curatore di alcune opere di Carver) che lascia di stucco per la quantità e la profondità di dolore che riesce a trasmettere con apparente semplicità e linearità. Non è l'azione che ci si aspetta dai personaggi di Carver, quanto piuttosto l'inazione, la stasi, il crogiolarsi in una difficoltà dandone la responsabilità alla mala sorte, alla vita, al mondo, al caso, agli altri. Non sono le soluzioni, i colpi di coda, gli scossoni che arriveranno. Sono storie narrate col cuore ma senza sentimentalismo, in una prosa pulita e scarna ma mai sterile, storie in cui per un attimo tutto cambia, e forse poi, chissà, appena un attimo dopo nulla sarà cambiato.
»

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5.0Cattedrale, 03-04-2011
di O. Varricchio - leggi tutte le sue recensioni

«Attendevo con trepidazione la ristampa di quello che oramai è un classico della letteratura nordamericana come Carver. Incredibile la capacità di rendere il dramma quotidiano. Grande drammatica tragedia quotidiana. Formidabili racconti, da leggere assolutamente. »

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5.0Cattedrale, 02-04-2011
di B. Forte - leggi tutte le sue recensioni

«Carver o lo ami o lo odi. Dopo tutto, lui ci ha abituato a questo e altro. A qualcuno non piace perché nei suoi racconti non succede niente! E io mi chiedo: ma cosa succede nelle nostre vite? Di cosa parliamo quando ci ritroviamo con qualcuno? Siamo forse originali o parliamo anche noi delle cose "banali" di cui parla Carver nei suoi racconti cioè di amori che nascono e finiscono, di lavori che ci stancano e non ci soddisfano ma sono necessari per pagare le spese, di soldi che non bastano, di elettrodomestici che si rompono proprio nel momento sbagliato, di separazioni e divorzi difficili, di figli che deludono e con cui non si riesce ad instaurare un dialogo...
Non è forse questa la vita di tutti i giorni?
E non è forse proprio questa l'eccellenza di Carver, cioè la capacità di dare pennellate di colore alle conversazioni, alle descrizioni tali per cui l'ordinario e il quotidiano diventano straordinarie rappresentazioni della realtà?
»

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4.0Cattedrale, 31-03-2011
di M. Esposito - leggi tutte le sue recensioni

«Libro lento e malinconico, di certo non adatto a tutte le sensibilità. Accanto alle magnifiche prove di Borges e Wallace non potrò ora più dimenticare questa raccolta di racconti che raggiunge l'eccellenza in almeno tre episodi, e l'avvicina in molti altri. Molto meno "colti" di quelli di Borges e lessicalmente assai meno ricchi di quelli di Wallace, questi racconti si concentrano sulla quotidianità elementare, e adesso capisco un giudizio di una giuria che diedero sul mio "Elezioni", contenuto in Lettere di Sosta.
Alcuni racconti seguono il "manuale" del racconto descritto da Cortazar nel suo bestiario, altri se ne allontanano non avendo, per esempio, un vero finale. In Cattedrale e Febbre lo pseudo (molto pseudo, ma tant'è) lieto fine arriva solo al prezzo di una catastrofica catarsi. E ovunque prevale la difficoltà di avere un prossimo, di parlargli DAVVERO. Tanto che, probabilmente volutamente, in molti racconti i personaggi parlano nella stessa maniera, con frasi tronche e affettate, da bar più che intimo famigliare.
Letto in parallelo con il poderoso "Assalonne Assalonne" di Faulkner e il visionario "Atti innaturali, pratiche innominabili" di Barthelme, non posso che riflettere su quanto sia variegata la letteratura. Ovvio che dia fastidio, oggi, e che le vetrine della stragrande maggioranza delle librerie siano infarcite di tante famose nullità. Vogliono ammazzare la diversità, ecco cosa vogliono fare.
»

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5.0Cattedrale, 28-02-2011
di T. Roia - leggi tutte le sue recensioni

«Un libro che certamente non lesina emozioni forti. Non avevo mai letto i racconti di carver. Forse perché non sono appassionata di racconti. Li ho divorati in una notte di guardia e non sono riuscita a scrivere un commento a caldo. Perché avevo troppa angoscia. Ma un'angoscia sottile, di quella dovuta al guardare la propria vita, i propri attimi e quelli degli altri con altri occhi. Con occhi reali e disincantati. Quanti momenti che fanno venire i brividi nelle nostre giornate, anche se sembrano minuscoli ed insignificanti. Quanti momenti di incomprensione con le persone che amiamo mentre proprio in quell'attimo eri convinto di una condivisione e di una comunione di intenti inesistente... E lasciano addosso uno sconforto sottile che sedimenta. I personaggi di carver sono così, persone comuni prese in un momento, forse cruciale della loro vita, forse no. A noi non è dato saperlo, come non sappiamo mai, se non a posteriori, quanto sono stati importanti alcuni istanti. Non guardi più le persone allo stesso modo, dopo Carver, nemmeno te stesso. Fai caso a tutto, cerchi di capire un significato, una motivazione, un senso. Ma, come i personaggi di carver, la maggior parte delle volte resti al buio, e resti solo. »

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5.0Straordinaria intensità emotiva, 09-02-2011
di S. Capurso - leggi tutte le sue recensioni

«Cattedrale è senza dubbio il capolavoro di Raymond Carver. Una modalità di descrivere fatti e oggetti in maniera realistica e con cui il lettore riesce a "calarsi" nei panni di un ulteriore personaggio del racconto. Le sue storie hanno sempre come protagonisti i meno fortunati o gente la cui vita viene scossa da traumi.»

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4.0Gente che ce la mette tutta, 12-08-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 3
di E. Sabella - leggi tutte le sue recensioni

«Racconti basati sulla mediocrità e il malessere di una parte di America. Figure anonime, apparentemente tutte uguali, al margine di una società.»

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