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Il catino di zinco

Il catino di zinco

di Margaret Mazzantini


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  • Editore: Marsilio
  • Collana: Tascabili Maxi
  • Data di Pubblicazione: luglio 2009
  • EAN: 9788831798266
  • ISBN: 883179826X
  • Pagine: 188
  • Formato: brossura
Antenora, la nonna che Margaret Mazantini evoca in questo romanzo, s'impone come un piccolo eroe di un mondo arcaico. Confinata tra le pareti domestiche, esercita con energia un matriarcato casalingo e indiscusso, nel quale si impongono valori netti e semplici, sentimenti forti ed esclusivi, che la rendono capace di affrontare esperienze decisive (la guerra, il fascismo, il dopoguerra) senza mai perdersi d'animo. Di fronte alla sua morte, in un gelido mattino d'inverno, la nipote si interroga e disegna il ritratto di una donna che è riuscita a essere se stessa nonostante l'ostilità del mondo e della storia. Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta nel 1994.

Note su Mazzantini Margaret

Margaret Mazzantini è nata a Dublino il 27 ottobre 1961. Entrambi i suoi genitori si dedicano all'arte, suo padre Carlo è scrittore, mentre sua madre, Anne Donnelly, fa la pittrice. Da bambina, assieme ai genitori, Margaret viaggia molto, le principali mete dei suoi spostamenti sono la Spagna, il Marocco e l'Irlanda. Poi la famiglia di Margaret si stabilisce a Tivoli, nei pressi della villa dell'imperatore Adriano. All'inizio degli anni '80 Margaret si diploma presso l'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico di Roma. Nel suo esordio a teatro interpreta Ifigenia, nell'omonima opera di Goethe. Nell'87 sposa il regista Sergio Castellitto, che ha conosciuto sul palcoscenico durante la recita de "Le tre sorelle" di Cechov. I due hanno quattro figli: Anna, Pietro, Maria e Cesare. E' proprio il marito a spingerla verso la scrittura, regalandole un quaderno, su cui Margaret inizia a sperimentare le gioie e le fatiche dello scrivere, ad esplorare il mondo della letteratura , seguendo le orme del padre scrittore. Il suo primo romanzo viene pubblicato nel 1994 e si intitola "Il catino di zinco". Il libro è subito un successo, si impone su pubblico e critica e si aggiudica il Premio Campiello di Venezia. Nel 1999 scrive "Manola" e nel 2001 pubblica "Non ti muovere", con cui vince numerosi premi, tra cui il premio Strega e il premio internazionale Zepter. Dal romanzo, il marito Sergio ne trae un film omonimo, nel 2004. A questo successo seguono "Zorro. Un eremita sul marciapiede" (2002), "Venuto al mondo" (2008), "Nessuno si salva da solo" (2011) e "Mare al mattino" (2011). Vive e lavora a Roma assieme a Sergio Castellitto e ai quattro figli.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 8 recensioni)

4.0Piacevole, 19-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Tra i primi e i migliori testi che la Mazzantini abbia mai scritto! Un testo piacevole e profondo, ricco di una scrittura intensa e struggente, capace di appassionare il lettore fin da subito; con un ritmo lento, solenne e incalzante. I personaggi sono descritti con una minuzia notevole e appaiono carismatici e ben inseriti nel contesto principale. Sicuramente un valida scelta!
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4.0Piacevole, 18-05-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Sicuramente tra i migliori della Mazzantini. Un testo piacevole e profondo, capace di entusiasmare il lettore, con una lettura motivante e piena di tensione narrativa. I personaggi hanno una caratterizzazione forte, per cui sono dinamici e conferiscono al racconto un tocco di realismo e di immediatezza descrittiva. La trama è poco innovativa ma nel complesso godibile. Consigliato con piacere!
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5.0Meraviglioso, 14-05-2012
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Uno dei libri più belli che la Mazzantini abbia mai scritto fino a ora. Un testo profondo e toccante. La Mazzantini non smentisce con questo nuovo romanzo uno stile fermo e essenziale, risultando così immediato e gradevole per via della fluidità nel ritmo. La trama è toccante, piena di personaggi forti e carismatici. Sicuramente una valida proposta letteraria che mi sento di consigliare!
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4.0Un bel romanzo al femminile, 07-03-2012
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Margaret Mazzantini, ormai scrittrice di successo, è un'autrice di romanzi al femminile.
Questo è solo il primo di una lunga serie. "Il catino di zinco" è una' autobiografia della sua famiglia che ha al centro la figura della nonna Antenora moglie, madre e poi nonna che tiene le fila del racconto con la sua incredibile e carismatica personalità che attraversa guerre e perdite di figli e parenti.
Un racconto commuovente e toccante che con dimenticherò mai. Brava Margaret.
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5.0Sublime, 13-01-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Stiamo parlando del primo romanzo della Mazzantini, un'opera che lei sentiva necessaria e che la consacra nell'Olimpo della letteratura.
Si tratta di un racconto autobiografico, che si apre con il feretro della nonna Antenora nella cappella di un'ospedale; accanto a lei sua nipote, la sua nipote "corridora", che attraverso flashback e racconti di ricordi, ripercorre le vicissitudini di questa grande donna e della sua famiglia.
E dopo un viaggio tra l'Ottocento e il Novecento, tra padri padroni viziati, figli morti di tifo o in guerra e case al mare dolorosamente abbandonate, si torna nuovamente all'inizio, lasciando nonna Antenora fredda e sola nella bara.
Il talento della Mazzantini è inequivocabile: tralasciando la trama (che può piacere o no) , non si possono non notare l'eleganza e la raffinatezza dello stile, riconoscibili da un lessico ricercato che al giorno d'oggi è piuttosto raro incontrare.
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3.0Il catino di zinco, 23-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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La mano della Mazzantini si riconosce, ma ancora "acerba". Ho forse commesso l'errore di leggere per primi i suoi capolavori e questo non mi ha entusiasmato.
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4.0toccante..., 07-08-2010
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Bello, triste, reale... con uno stile diverso dai romanzi suoi romanzi successivi, ricco di termini caduti in uso ma per questo affascinante e profondamente toccante...a me ha commosso molto, si respira in ogni senso cio' che vive la protagonista...
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3.0Storia di famiglia, 21-07-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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La base è il solito racconto della propria vita famigliare e in questo caso il componente prescelto è la nonna, ma questa volta si fa uso abbondante anche di termini arcaici (per questi servirebbe il vocabolario) e coloriti (per questi potremmo anche farne a meno).
Sicuramente l'autrice vuole colpire forte il lettore e ci riesce a rischio di esagerare, ma i personaggi sono sicuramente approfonditi.
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