Caritas in veritate. Lettera enciclica

Caritas in veritate. Lettera enciclica

4.5

di Benedetto XVI (Joseph Ratzinger)


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Descrizione

La Chiesa non ha soluzioni tecniche da offrire e non pretende minimamente d'intromettersi nella politica degli Stati. Ha però una missione di verità da compiere, in ogni tempo ed evenienza, per una società a misura dell'uomo, della sua dignità, della sua vocazione. Senza verità si cade in una visione empiristica e scettica della vita, incapace di elevarsi sulla prassi, perché non interessata a cogliere i valori - talora nemmeno i significati - con cui giudicarla e orientarla. La fedeltà all'uomo esige la fedeltà alla verità che, sola, è garanzia di libertà e della possibilità di uno sviluppo umano integrale. Per questo la Chiesa la ricerca, l'annunzia instancabilmente e la riconosce ovunque essa si palesi. Questa missione di verità è per la Chiesa irrinunciabile. La sua dottrina sociale è momento singolare di questo annuncio: essa è servizio alla verità che libera. Aperta alla verità, da qualsiasi sapere provenga, la dottrina sociale della Chiesa l'accoglie, compone in unità i frammenti in cui spesso la ritrova, e la media nel vissuto sempre nuovo della società degli uomini e dei popoli. (Dall'Introduzione)

In sintesi

Lettera enciclica "Caritas in veritate" del sommo Pontefice Benedetto XVI ai Vescovi, ai Presbiteri e ai Diaconi, alle persone consacrate, ai fedeli laici e a tutti gli uomini di buona volontà sullo sviluppo umano integrale nella carità e nella verità. 2009

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 2 recensioni)

5.0Caritas in veritate, 29-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Bisognerebbe studiarlo al netto delle proprie ideologie e del proprio credo. Ne escono fuori due considerazioni: dal punto di vista della forma e da quello del contenuto. La forma non mi piace, non mi è propria. In ogni punto si prende e si rimanda ad altro scritto, quasi riportandone passi interi, come a voler giustificare (spiegare?) il proprio scritto con l'autorevolezza dello scritto di altri.
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4.0Caritas in veritate, 21-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Insomma mi è difficile votare uno scritto del Papa eppur brevissimo come questo. Presentata come la terza più importante enciclica sociale della Chiesa dopo la Rerum Novarum e a quarant'anni dalla Populorum Progressio mi è subito venuto voglia di leggere questa enciclica di Benedetto XVI (si dice gliela abbia scritta Zamagni), peraltro alcuni amici mi avevano parlato di importanti passi avanti nella dottrina sociale.
Niente da dire sulla premessa relativa alla necessità di aggiornamento a fronte della caduta del comunismo e alla globalizzazione, scritta in piena crisi finanziaria prova anche a pronunciarsi sul contingente.
Importanti affermazioni in avanti ci sono: il valore dei "beni comuni", il diritto all'acqua (con affermazione più avanzata rispetto a Istambul), il sostegno al microcredito e al commercio equo e solidale, il ruolo e l'importanza della stato per sostenere e allargare il welfare.
Il fatto è che ogni affermazione interessante è preceduta o seguita dal suo opposto. Bene il microcredito ma anche il ruolo etico delle grandi banche, la solidarietà ma anche la sussidiarietà e così via, ad esempio, dopo aver sanzionato come sbagliate le precedenti analisi che ritenevano che lo sviluppo dei paesi avanzati avrebbe trascinato alla crescita tutti i paesi, conclude in un modo che è paradigmatico: "le scelte economiche non facciano aumentare IN MODO ECCESSIVO le differenze di ricchezza. "
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