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Un cappello pieno di ciliege

Un cappello pieno di ciliege

di Oriana Fallaci

4.5

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"Ora che il futuro s'era fatto corto e mi sfuggiva di mano con l'inesorabilità della sabbia che cola dentro una clessidra, mi capitava spesso di pensare al passato della mia esistenza: cercare lì le risposte con le quali sarebbe giusto morire. Perché fossi nata, perché fossi vissuta, e chi o che cosa avesse plasmato il mosaico di persone che da un lontano giorno d'estate costituiva il mio Io." Così comincia questa straordinaria epopea della famiglia di Oriana Fallaci, una saga che copre gli anni dal 1773 al 1889, con incursioni nel passato e in un futuro che precipita verso il bombardamento di Firenze del 1944. È una storia dell'Italia rivoluzionaria di Napoleone, Mazzini, Garibaldi, attraverso le avventure di uomini come Carlo che voleva piantare viti e olivi nella Virginia di Thomas Jefferson, Francesco marinaio, negriero e padre disperato, e donne indomite come la Caterina che alla fiera di Rosìa indossa un cappello pieno di ciliege per farsi riconoscere dal futuro sposo Carlo Fallaci, o come una bisnonna paterna, Anastasìa, figlia illegittima, ragazza madre, pioniera nel Far West. Dopo anni di ricerche, l'autrice ha visto la cronaca familiare trasformarsi in "una fiaba da ricostruire con la fantasia": "la realtà prese a scivolare nell'immaginazione e il vero si unì all'inventabile poi all'inventato... E tutti quei nonni, nonne, bisnonni, bisnonne, trisnonni, trisnonne, arcavoli e arcavole, insomma tutti quei miei genitori, diventarono miei figli".

Note su Oriana Fallaci

Oriana Fallaci nacque a Firenze il 26 giugno 1929. Visse un'infanzia difficile a causa della seconda guerra mondiale. A soli dieci anni infatti, il padre Edoardo, fervente antifascista, la coinvolse nelle attività della Resistenza, esperienza che contribuì a forgiare una donna dal carattere combattivo e tenace. Per l'impegno in guerra ricevette anche la medaglia d'onore dell'Esercito Italiano. Subito dopo la guerra, non ancora maggiorenne, iniziò a lavorare come giornalista. Scrisse per importanti testate giornalistiche, tra cui L'Europeo e il Corriere della Sera, e i sui articoli furono spesso tradotti all'estero. Iniziò anche a frequentare la facoltà di Medicina, ma abbandonò gli studi dopo poco, per dedicarsi completamente all'attività che più le piaceva e meglio le riusciva: scrivere. In poco tempo, la sua naturale capacità abbinata ad un carattere di ferro, la portarono ai vertici del giornalismo mondiale. Fu la prima donna in Italia ad andare al fronte come inviata speciale, tra il 1967 e il 1975 passò lunghi periodi in Vietnam, nel 1968, a Città del Messico, fu ferita durante la strage di piazza delle Tre Culture. In generale, seguì tutti i più cruenti conflitti del 1900, tutti gli eventi storici di maggior rilievo. Fece delle memorabili interviste ai potenti del mondo, tra cui Henry Kissinger, Golda Meir, Indira Gandhi, Gheddafi, Arafat e Khomeini. Sulla base delle sue esperienze di vita, scrisse numerosi romanzi, spesso autobiografici, che ne determinarono il successo internazionale e proiettarono Oriana nel gotha degli scrittori più apprezzati dell'ultimo secolo. Tra questi ricordiamo "Penelope alla guerra" (1962) "Niente e così sia" (1969), "Intervista con la storia" (1974), "Lettera ad un bambino mai nato" (1975), "Un uomo" (1979), "Insciallah" (1990), "La rabbia e l'orgoglio" (2001). Restando coerente con sé stessa, nei suoi articoli e nei suoi libri non fece mai segreto della sua opinione personale e le sue forti prese di posizione a volte (come nel caso de "La forza della ragione") suscitarono numerose polemiche. Oriana Fallaci morì a Firenze il 15 settembre del 2006.
 

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.3 di 5 su 6 recensioni)

5.0L'ultimo dono di una grande donna., 10-08-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 4
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E' una giornata di lutto libresco quella in cui si finisce un'opera simile. Non ci sono molte parole.
Avevo letto in un paio di occasioni che, secondo qualcuno, questo libro potrebbe o meglio dovrebbe sostituire i Promessi sposi nella lettura obbligatoria a scuola. L'avevo giudicato un azzardo, per quanto la mia stima sia massima per la Fallaci. Già ben prima della metà del libro ero giunta alla conclusione che i recensori precedenti hanno ragione. Io amo Manzoni, ma...
Ma Oriana è certo più italiana di Manzoni, e non ha bisogno di risciacquare i panni in Arno. Il libro offre una panoramica completa di vicende, personaggi, istituzioni di un'epoca che tutti dovrebbero conoscere e che nessuno conosce, narrati con oh! quale maestria, quale precisione, la quale lungi dall'essere una noiosa esposizione (come talvolta in Manzoni) di eventi, acquisisce una leggerezza che rende la lettura bella e famelica. Famelica sì: non sei tu che divori il libro, è il libro che divora te, e ti trascina in un vortice vertiginoso di eventi, discorsi, persone, musica, berci...Probabilmente indescrivibile.

E i personaggi? ho tentato di dare una mediocre esposizione di quel che il libro offre in fatto di storia, di accadimenti, personaggi storici (i ritratti di alcuni sono davvero notevoli e spiazzanti, nuovi e diversi e divertenti). Ma Caterina e Carlo? L'ava Ildebranda arsa per il cosciotto d'agnello? E Francesco e Montserrat? la bellissima statua di ghiaccio che suona il liuto per i morti...e dove vogliamo mettere Anastasìa e l'epilogo della sua vicenda, anzi la sua intera vicenda? Raramente ne ho lette di più appassionanti. Ma ora basta, devo fermarmi...
Ringrazio chi ha publicato l'opera, perché senza la mia persona sarebbe stata priva di un libro geniale. Ringrazio Oriana per essere vissuta ed esser diventata quello che era, che è, col solo rimpianto di essersi spenta troppo presto di mal dolent. Aggiungo che chi la critica forse dovrebbe prima provare a leggerla, e a leggere qualcosa che non sia solo La rabbia e l'orgoglio, cosa che evidentemente non avviene (e mi fermo qui ché non voglio far questioni).
Un'ultima cosa: leggendo questo romanzo ti vien quasi da pensare che il destino esista davvero.
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3.0Troppa storia e troppo dispersivo, 04-07-2009, ritenuta utile da 3 utenti su 8
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Amo Oriana Fallaci in tutti i suoi romanzi , in tutte le sue opere, mi piace il modo di scrivere, di farti vivere emozioni che lei in prima persona ha vissuto, mi piace il fatto che ti fa entrare dentro il suo libro e ti permette di immaginarla in giro per il mondo a vivere quella storia, ma questo romanzo mi dispiace è troppo lungo e dispersivo, ti perdi nei discorsi storici, perdi il filo del discorso e il personaggio perde la sua collocazione genealogica per lasciare spazio al ripasso dei nostri percorsi storici. Forse se non si fosse addentrata troppo nel discorso storico questo sarebbe stato il più bel romanzo scritto da lei, perchè c'è tutto, amore, passione, famiglia, amicizia e soprattutto c'è la sua mano e la sua foga di scrivere. E' la prima volta che non finisco un suo romanzo e mi dispiace.
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3.0glielo potevano risparmiare, 26-10-2008
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tanta campagna pubblicitaria e un gran business per tutti intorno un romanzo che niente aggiunge, semmai toglie, a quella grande giornalista che è stata Oriana Fallaci.
se avesse potuto finirlo arrivando ai nostri giorni, se fosse da lei stessa stato rivisto interamente, forse avrebbe potuto eguagliare la bellezza di altre sue opere.
così è un fiume narrativo sovrabbondante che tenta di far passare per genealogico ciò che manifestamente è desiderio di genealogia, di poter collocare nel proprio DNA geni di chi non vi ha nulla a che vedere. oriana è stata grande per sè stessa e non occorreva che tentasse di inserirsi in origini di sangue nobile o populisticamente rilevanti.
fortunatamente tra tanto fotoromanzo una traccia storica e sociale interessante che può consolare tra tante pagine in eccesso.
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5.0Un cappello pieno di ciliegie - Oriana FALLACI, 28-07-2008, ritenuta utile da 24 utenti su 33
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Un cappello pieno di ciliegie, romanzo postumo di Oriana Fallaci arriva finalmente in libreria! "La vigilia della catastrofe [l'11 settembre 2001] pensavo a ben altro: lavoravo al romanzo che chiamo il-mio-bambino. [...] Un bambino molto difficile, molto esigente, la cui gravidanza è durata gran parte della mia vita d'adulta, il cui parto è incominciato grazie alla malattia che mi ucciderà, e il cui primo vagito si udrà non so quando. Forse quando sarò morta." Oriana Fallaci, "La Rabbia e l'Orgoglio".
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5.0un cappello pieno di ciliegie, 24-07-2008, ritenuta utile da 16 utenti su 22
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Il 30 luglio esce questo libro postumo che Oriana Fallaci ha iniziato a scrivere quando ha scoperto la terribile malattia che l'ha colpita. Ben 864 pagine per raccontare l'epopea della sua famiglia e dell'Italia negli anni che vanno dal 1773 al 1889. Il titolo, un cappello pieno di ciliegie, è stato scelto proprio dalla Fallaci prima della morte. Un libro che sarà sicuramente di grande interesse.
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5.0Un cappello pieno di ciliegie, 24-07-2008, ritenuta utile da 17 utenti su 30
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Finalmente sta per uscire Un cappello pieno di ciliegie di Oriana Fallaci. Si tratta dell' ultima fatica a cui la Fallaci ha lavorato per circa dieci anni. Un cappello pieno di ciliegie è un'epica familiare che ripercorre la storia italiana dal 1773 al 1889. Oriana Fallaci ha consegnato il libro al nipote Edoardo poco prima di morire indicandogli precisamente le disposizioni per la pubblicazione e il titolo. Anche Un cappello pieno di ciliegie esce per Rizzoli.
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