Canne al vento

Canne al vento

4.0

di Grazia Deledda


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Descrizione

La narrativa della Deledda, posta ora nella scia del verismo di Verga, ora accostata al decadentismo dannunziano, racconta di forti vicende d'amore, di dolore e di morte, nelle quali domina il senso religioso del peccato e la tragica coscienza di un inesorabile destino. Nella sua prosa si consuma la fusione carnale tra luoghi e figure, tra stati d'animo e paesaggio, tra gli uomini e la terra di Sardegna, luogo mitico e punto di partenza per un viaggio dell'anima alla scoperta di un mondo ancestrale e primitivo.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (3.9 di 5 su 18 recensioni)

5.0Molto bello, 17-02-2013, ritenuta utile da 30 utenti su 32
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Particolare. Un libro che mi è piaciuto e che ho letto volentieri pur non essendo sarda e pur possedendo (il libro) uno stile narrativo a volte non sempre così fluido, leggero e scorrevole, probabilmente perchè a volte l'autrice cade un pò troppo nel dettaglio, cosa che, a parer mio, alla lunga potrebbe annoiare un pochino.
Tuttavia mi sono affezionata molto all'anziano contadino Efix, che riuscirà a salvare le proprie padrone, le sorelle Pintor, dalla crisi finanziaria che le ha colpite.
Una lettura non proprio leggerissima ma che a me è comunque piaciuta.
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5.0Canne al vento, 16-05-2012
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Grazia Deledda, nuorese, fu la prima donna a ricevere un premio Nobel per la letteratura con questo capolavoro emozionante e commuovente. Ambientato in Sardegna, nel paese di Galtellì in Baronia, racconta le vicende della famiglia Pintor e tutto ruota intorno alle figure delle donne: forti, fiere, affascinanti. Tutti i sardi lo devono leggere, ma non solo... Vi innamorerete dello stile diretto, alcune volte intere espressioni sono tradotte letteralmente dalla lingua sarda, delle descrizioni memorabili che riescono a trasportarci nel cuore dell'Isola, delle sue tradizioni e della sua indiscussa magia, senza tempo.
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4.0Niente male!, 20-03-2012
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Mai mi sarei aspettata di trovare piacevole la lettura di questo libro, ma mi sbagliavo di grosso!
La storia è interessante, i protagonisti prendono il lettore, e come se non bastasse l'ambientazione è bellissima!
Una delle poche letture scolastiche che ho letto veramente volentieri!
Lo consiglio, magari da prendere con le pinze perchè non è una lettura comica o rilassante, ma -sapendo cosa aspettarsi- sicuramente un bel libro!
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5.0SARDEGNA ANTICA, 08-03-2012
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La vicenda del romanzo è ambientata in provincia di Nuoro. Le dame Pintor, nobili e non più giovani, sono rimaste padrone solamente di una casa e di un piccolo podere, cui accudisce il fedele servo Efix, che, avendo ucciso per legittima difesa il padrone don Zame, padre delle dame, fatto di cui nessuno è al corrente, ha deciso di sacrificare la sua vita per le tre donne, per espiare la colpa. Quando anche il podere viene venduto Efix, convinto di essere la causa delle disgrazie che si abbattono sulle Pintor, se ne va e comincia a mendicare.
Personaggi di straordinaria sensibilità. Bel libro da leggere.
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5.0Non conosciuta, 05-02-2012
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Purtroppo l'autrice è molto poco conosciuta dai ragazzi e trascurata dai docenti che devono fare i conti con un programma, ahimè, troppo ampio. In questo libro, come in molti altri della Deledda, si respira l'aria tradizionale della Sardegna, con uno stile narrativo che è unico nella storia della letteratura. E non si pensi che sia "storia vecchia": chi lo legge oggi lo trova ancora vero e attuale.
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4.0Canne al vento, 11-01-2012, ritenuta utile da 38 utenti su 40
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Particolare. Un libro che mi è piaciuto e che ho letto volentieri pur essendo non esattamente così fluido, leggero e scorrevole, probabilmente perchè a volte l'autrice cade un pò troppo nel dettaglio, cosa che, a parer mio, alla lunga potrebbe annoiare un pochino.
Tuttavia mi sono affezionata molto all'anziano contadino Efix, che riuscirà a salvare le proprie padrone, le sorelle Pintor, dalla crisi finanziaria che le ha colpite. Una lettura non proprio leggerissima ma che a me è comunque piaciuta.
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1.0Canne al vento, 09-01-2012, ritenuta utile da 4 utenti su 65
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Non mi è piaciuto, non ho neanche finito di leggerlo perchè è troppo pesante e descrittivo. Riconosco le qualità che hanno portato il romanzo alla sua meritata fama, solo che devo ammettere che non fa per me, non è il genere di lettura che amo, quindi non posso sconsigliarlo a priori. Leggetelo e giudicate, ma a me non ha detto niente
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4.0Classico sardo, 12-08-2011, ritenuta utile da 7 utenti su 9
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La condizione geografica della Sardegna sembra riflettersi nella condizione isolata non solo del microcosmo in cui è ambientato la storia, ma nella solitudine dei singoli personaggi.
Questa sembra quasi la storia di un eroe-martire, Efix, servo fedele che espia le proprie colpe e salva, grazie alla sua fedele riverenza, le padrone dal disastro finanziario.
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4.0Ritratto di Sardegna, 16-07-2011
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Un bel romanzo che dipinge un particolare ritratto della terra di Sardegna, descrivendone paesaggi, colori e profumi. E' anche la tragica storia della decadenza di una famiglia un tempo facoltosa e della fedeltà e dedizione di un servo, che resta l'unico personaggio maschile a garantirne la protezione. Triste e malinconico.
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4.0Un classico, 29-12-2010
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Un classico che almeno una volta nella vita bisognerebbe leggere. Io ho iniziato a leggere questo libro con questo spirito scoprendo, man mano che andavo avanti nella lettura, che non era per niente male. Ambientato in una Sardegna antica, rurale, ci porta ad immaginare paesaggi antichi selvaggi che spesso ancora oggi è possibile ritrovare nella Sardegna più interna. La vita è scandita da gesti semplici, ma mai monotoni, nel rispetto di antichi principi quale l'onore, e il rispetto. Il libro poi inaspettatamente ci presenta la soluzione di un giallo la cui esistenza si comprende appieno solo alla fine del libro, consentendoci di capire molte delle vicende precedenti. Bello da non perdere
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5.0Un classico da leggere, 24-11-2010
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Non è stato il primo libro che ho letto dell'autrice perchè ho preferito imparare a conoscerla partendo dagli atri suoi scritti, forse meno noti. Deledda è grande, si riconferma magistrale. Non è un caso che il libro rimane uno dei più grandi classici nel panorama letterario italiano e va letto, decisamente.
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5.0Canne al vento, 21-11-2010
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La storia di una famiglia sarda in rovina, tre sorelle zitelle e del loro nipote dalle mani bucate, che sopravvive grazie al quotidiano ed eroico contributo di Efix il contadino. In lui, uno dei più densi personaggi deleddiani, si condensa la sofferenza dell'esistenza umana, la sua dannazione al patimento e l'espiazione attraverso il dolore di un antico peccato. Efix attraversa innumerevoli vicende sfortunate ed esperimenta episodi dolorosi, che lo segnano nel corpo ma non lo scalfiscono nell'animo. Come infatti spiega egli stesso: "Sì, siamo esattamente come le canne al vento. Noi siamo le canne e la sorte il vento".
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