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I cani di pietra. L'epicedio canino nella poesia del Rinascimento Prodotto non disponibile |
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DescrizioneIl libro esplora uno dei più singolari avvenimenti della letteratura umanistica e rinascimentale: la poesia in morte di cani. È un genere di tipo cortigiano, che corrisponde agli umori di una civiltà letteraria colta e raffinata, solida e codificata: un tipo di lirica nata e cresciuta negli ambienti di corte, dove la figura del cane aveva un'incidenza a tutti i livelli, come valido alleato nelle cacce o domestico compagno di giochi. Per comprendere l'interesse di questo genere epicedico, che annovera autori come Bembo e Ariosto, Berni e Navagero, Tasso e Marino, Cristiano Spila risale la fortuna del genere indagando i rapporti con la tradizione classica dalla Antologia Palatina, le liriche funebri di Catullo e gli epigrammi di Marziale.
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