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Campo di betulle. Shoah: l'ultima testimonianza di Liana Millu

Campo di betulle. Shoah: l'ultima testimonianza di Liana Millu

di Roberto Pettinaroli, Liana Millu


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Descrizione

L'ultima testimonianza lasciata da Liana Millu, ebrea genovese di origine pisana, giornalista, scrittrice e apprezzata conferenziera, intervistata dall'autore poco prima della sua scomparsa, avvenuta il 6 febbraio 2005. La voce di una deportata sopravvissuta all'orrore di Auschwitz-Birkenau riecheggia in una lunga conversazione che è anche un monito a combattere il brodo di coltura di ogni sopraffazione: la nostra indifferenza. L'intervista è preceduta da un breve racconto che trae spunto da un drammatico episodio narrato da Liana Millu nel suo libro "Il fumo di Birkenau" (Giuntina): la gravidanza che una sua compagna di baracca riuscì a tenere nascosta ai nazisti fino al parto, conclusosi tragicamente con la morte di madre e neonata.

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5.0Il giardino delle betulle., 21-09-2011, ritenuta utile da 4 utenti su 4
di M. Ceriali - leggi tutte le sue recensioni

«A Birkenau esisteva veramente un giardino fatto di betulle, immerso nel verde nascondeva due casette coloniche, una bianca e una rossa, erano camere a gas. Ad Aushwitz-Birkenau nessun prigioniero era destinato a sopravvivere, era un campo di annientamento, chi e' sopravvissuto e' stato solo per cause fortuite o per inaspettati miracoli, non si poteva scampare alla morte, non era previsto. Maria invece e' giovane e aspetta un figlio, nasconde la sua gravidanza, vuole questo bambino. Forse la guerra finira' presto, forse i cancelli del Lager si apriranno presto e il mio bambino crescera' libero. Una decisione lucida e razionale? In un luogo dove sia le mamme che i piccoli nascituri vanno direttamente in crematorio? La volonta' di rivolta per Maria, il rifiuto di rassegnarsi, dare una possibilita' alla speranza, in quel luogo dove la speranza non era ammessa. Ma Auschwitz non e' un'illusione, e' la morte, il primo vagito del bimbo e sia Maria che il suo piccolino muoiono. Liliana e' sopravvissuta ad Auschwitz-Birkenau, racconta la sua eperienza, fatta di appelli, fame, botte, freddo, malattie, i padroni assoluti delle vite dei prigionieri, episodi come quello di Maria, la realta' di Auschwitz, il simbolo dell'annientamento umano.»

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