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La camera chiara. Nota sulla fotografia

La camera chiara. Nota sulla fotografia

di Roland Barthes


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Descrizione

Il volume raccoglie una serie di riflessioni, considerazioni, digressioni sul tema della fotografia. "Medium bizzarro, nuova forma di allucinazione: falsa a livello della percezione, vera a livello del tempo", la fotografia viene scrutata non in sé, ma attraverso un certo numero di casi.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.3 di 5 su 3 recensioni)


4.0La camera chiara, 25-09-2011
di G. Volpi - leggi tutte le sue recensioni

«Barthes resta sempre un punto fermo per chi vuole approfondire studi di carattere semiotico e semiologico, letto oltre trent'anni fa, quando apparve tra gli ultimi testi da lui composti prima della morte, anche questo libro non poteva che confermare la sua consacrazione come autore nonché come critico.
L'ultimo Barthes era tanto convinto della sua scuola di pensiero la semiotica quanto della sua scrittura originale, irripetibile, non scolastica, appunto "autoriale", da poter discettare con pari sicurezza ed efficacia in materia di moda, amore e perfino civiltà nipponica. Le sue illuminazioni finali restano ancora oggi fulminanti. Anche in questo caso la fascinazione della sua prosa resta immutata benché un po' troppo riprodotta dai suoi epigoni. Ma la chiave ermeneutica è invecchiata, irrimediabilmente datata. La fotografia di cui parla il grande critico non è più la nostra. Lui parla di biochimica, di analogico, di pose e di lastre. Il nostro è l'universo elettronico, digitale, dei pixel e di photoshop. Dunque tutto il discorso appartiene a una dimensione che non ci appartiene: un po' come se si parlasse del volo in termini di mongolfiere e alianti, mentre per noi volare significa motori a reazione, astronavi e droni. Non producono nemmeno la pellicola, figuriamoci se può essere attuale un sistema critico basato su un'altra forma di percezione.
Il che in fondo sarebbe poco male se Barthes non avesse avuto intenzione di elaborare un libro tanto leggero quanto universale nella sua scansione apodittica e oracolare.
In conclusione, ci fa piacere la sua dichiarazione in favore della realtà ma sappiamo che oggi la fotografia è il tempio della falsificazione. Ci commuove la sua ricerca della foto archetipica della madre, ma oggi confineremmo queste pagine nel genere autobiografico. Ci suggerisce spunti lessicali tuttora pregevoli allorché individua i soggetti e le funzioni che interagiscono in una foto, ma ora sappiamo di potercene servire solo in chiave metaforica.
Da leggere come reperto di un'età tramontata. Resta il brivido di come dovranno apparire un giorno gli studi critici dedicati all'universo letterario, quando l'umanità avrà imparato a ragionare esclusivamente in termini di e-book.
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4.0Mi completa, 19-01-2011
di S. Casotto - leggi tutte le sue recensioni

«Questo libro completa le mie conoscienze in modo esauriente, semplice e veloce... Consiglio vivamente!»

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5.0interessanti osservazioni..., 16-10-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
di F. Scali - leggi tutte le sue recensioni

«Barthes nel 1980 pubblica questo libro che raccoglie osservazioni e riflessioni sulla fotografia... "Dal momento che ogni foto è contingente (e perciò stesso fuori senso), la Fotografia può significare (definire una generalità) solo assumendo una maschera." Da leggere..

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