Il cacciatore di nazisti. Vita di Simon Wiesenthal

Il cacciatore di nazisti. Vita di Simon Wiesenthal

5.0

di Alan Levy


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Descrizione

"Non dimenticate i nostri assassini": fu questa la preghiera di 11 milioni di vittime dell'Olocausto che spinse Simon Wiesenthal, ebreo sopravvissuto ai campi di sterminio del Terzo Reich, a dedicare la propria vita alla caccia dei criminali nazisti sfuggiti al tribunale di Norimberga. Grazie a un infaticabile lavoro di indagine, e alla fitta rete di relazioni da lui intrecciate con istituzioni e governi di tutto il mondo, identificò e consegnò alla giustizia 1100 responsabili dell'attuazione del diabolico progetto hitlenano di "Soluzione finale". Se, fra le prede di Wiesenthal, il posto d'onore spetta senz'altro a Adolf Eichmann, catturato in Argentina dove viveva dal 1950 sotto falso nome, e poi processato e giustiziato a Gerusalemme, altrettanto rilevante è il lungo elenco di personaggi meno famosi, ma i cui nomi erano ben noti ai sopravvissuti. Come quello di Hermann Stangì, comandante dei lager di Sobibòr e Treblinka, che quando morì, sei mesi dopo la condanna all'ergastolo, aveva scontato solo 18 secondi di prigione per ognuno dei suoi 900.000 omicidi. O del suo vice Gustav Wagner, insignito personalmente da Heinrich Himmler della Croce di ferro per l'"abilità nello sterminio", suicidatosi in Brasile mentre, a conclusione di un'estenuante battaglia burocratica, stava per essere estradato in Germania.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0Giustizia non vendetta, 11-01-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 3
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Era il motto di Simon Wiesenthal, la sua ragione di vita. Ebreo scampato miracolosamente al suo annientamento fisico più volte, vide assassinare 89 membri della sua famiglia dalla barbarie nazista, praticamente unico sopravvissuto perché convinto che anche la moglie fosse stata vittima delle atrocità della propaganda di sterminio germanica. Liberato dagli alleati dal Lager di Mathausen, iniziò il suo lavoro di cacciatore di quei criminali che terrorizzarono e sterminarono un'indicibile entità di vittime innocenti. Lavorò tutta la vita per consegnare alla giustizia criminali come Eichmann, Mengele e molti altri come collaborazionisti del regime nazista o piccoli burocrati che ricoprivano già nell'immediato dopo guerra cariche importanti ma che avevano alle spalle un passato di attiva partecipazione allo sterminio di massa. Importante testimonianza quella di Stangl, comandante di Sobibor e Treblinka, episodi raccontati da chi era il principale artefice dei crimini, che, anche se ne veniva spesso turbato, non si dimenticò mai di partecipare al lavoro di pulizia etnica industrializzata. Simon Wiesenthal combatté anche battaglie contro il rinnovato antisemitismo europeo del dopo guerra, combatté spesso anche contro le divergenze con il proprio popolo ma non si fermò mai, voleva giustizia per tutte le vittime del regime hitleriano che fossero ebree, zingare comuniste ecc. Il lavoro di Wiesenthal ha portato davanti ai tribunali uomini che si sentivano ormai al sicuro, al riparo, uomini che volevano rifarsi una vita dopo aver tolto la vita a milioni di persone.
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