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Cacciatore di mafiosi. Le indagini, i pedinamenti, gli arresti di un magistrato in prima linea

Cacciatore di mafiosi. Le indagini, i pedinamenti, gli arresti di un magistrato in prima linea

di Alfonso Sabella

5.0

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  • Editore: Mondadori
  • Collana: Ingrandimenti
  • Data di Pubblicazione: 2008
  • EAN: 9788804577157
  • ISBN: 8804577150
  • Pagine: 265
Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, Pasquale Cuntrera: nomi famosi, nomi infami, che rimangono scolpiti nella memoria di tutti perché rappresentano la mafia delle stragi dell'estate del 1993, dell'uccisione di Giovanni Falcone e Pietro Borsellino, del potere di Toto Riina e Bernardo Provenzano. Catturare questi uomini, spesso latitanti per anni, nascosti tra le pieghe di una Sicilia e di una Palermo in cui il territorio spesso sfugge al controllo dello stato, è un'impresa investigativa di grande difficoltà: si tratta di saper parlare con i pentiti, conoscere il modo di ragionare dei mafiosi, muoversi tra la criminalità comune, le donne dei capimafia e alcuni spietati assassini. Alfonso Sabella è stato per anni magistrato inquirente a Palermo, al tempo del pool antimafia guidato da Giancarlo Caselli. Ha catturato Bagarella e Brusca, ha visitato le camere della morte dove avvenivano le torture e le uccisioni più cruente, ha raccolto i racconti di pentiti maggiori e minori e soprattutto ha accumulato una enorme riserva di storie. Storie con tutta la violenza delle guerre di mafia di cui fanno le spese anche gli innocenti, storie di intercettazioni telefoniche e imboscate per strada, storie in cui le gesta dei mafiosi si modellano sui film e la televisione. Soprattutto storie vere, che ci fanno vivere in prima persona le emozioni, i drammi, le delusioni e i trionfi di un magistrato che per anni è stato un cacciatore di mafiosi di professione.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 1 recensione)

5.0grande magistrato, 27-07-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Veniva chiamato il "giudice ragazzino", quel giovane magistrato sempre accanto al procuratore Caselli. Pubblico Ministero a Palermo nei tempi dell'emergenza, si rivelò formidabile "cacciatore" con un gran intuito nell'indirizzare la polizia giudiziaria.
raccolse parecchie dichiarazioni di pentiti, comprese anche quelle su Andreotti, e da lì iniziarono de solite accuse di "toga rossa".Oggi è giudice del tribunale di Roma.
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