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Buono da mangiare

Buono da mangiare

di Marvin Harris

3.0

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3.2 di 5 su 5 recensioni)

4.0Buon libro divulgativo, 15-05-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Bel libro nel solco della tradizione inglese, cioè chiaro, scorrevole, godibile ma non superficiale. Tratta delle cause dei tabù e delle scelte alimentari bizzarre del mondo, e tutto, ovviamente, ha una sua logica. Forse l'unico difetto è che è un po' prolisso, ma nulla toglie alla validità del testo. Anni luce distante dai colti e soporiferi saggi degli studiosi italiani. (salvo rare ma piacevoli eccezioni) .
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4.0Bel saggio, 27-03-2012
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Certo, come tutti gli studiosi di questa materia finisce per perdersi un po' nelle statistiche degli usi e dei costumi di quel popolo, ma, alla fine, si riesce a leggere fluidamente. L'idea è buona: il fatto che ci interessi una cosa dipende da una serie di circostanze materiali che spiegano rituali e successivi tabù religiosi e sociali. Le spiegazioni convincenti e la lettura (nonostante qualche perplessità) piacevole.
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3.0Fa riflettere, 27-05-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Libro molto interessante, fa capire come tante cose siano soggettive a partire da ciò che mangiamo perchè consideriamo cibo. Da leggere anche per riflettere più obiettivamente sulle altre culture con le quali giornalmente ci confrontiamo (o scontriamo) . Ci sono molti esempi convincenti. Fa capire come le scelte alimentari non siano dettate solo dal sapore del cibo ma soprattutto da altri fattori. Consigliato.
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3.0Buono da mangiare, 25-02-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Conoscevo già la fama di questo autore, e non sono stata smentita.
Il libro di propone di trattare le stranezze alimentari più diffuse nel pianeta. Dopo una prima breve spiegazione di ciò che è Buono da pensare e Buono da mangiare, si passa a una trattazione (che a tratti mi ha annoiato) sul perché in India la vacca è sacra e invece gli ebrei considerano il maiale un essere immondo. Successivamente si passa a una parte un po' più interessante, sui mangiatori e non di carne di cavallo! Più avanti troviamo la bistecca USA (vicina all'essere sacra, ma da mangiare, non da non toccare).
Ecco che però arrivano gli argomenti più interessanti. Un capitolo intero sul latte, sul come mai alcune stirpi non possiedono l'enzima per digerirlo e invece altre sì. Poi tutto un capito su quei cibi che lui chiama "Cosucce", che altro non sono che insetti (consiglio di non leggerlo mentre fate merenda, come, sbagliando, ho fatto io. Devo dire che all'inizio questo capito ha messo a dura prova la mia fermezza, tentandomi più volte a saltarlo a causa del mio disgusto. Successivamente però, il modo razionale in cui affronta il tema permette di leggerlo quasi senza lamentarsi). Poi un capotolo sugli animali domestici (non essendo particolarmente amante dei cani e cose simili non mi ha colpito troppo, ma immagino che ai canofili possa sconvolgere). E, ancora, il capitolo più discutibile: quello sul cannibalismo (l'autore riporta testimonianze scritte, principalmente di gesuiti, che fanno raccaponare la pelle...).

Harris ha un modo di affrontare gli argomenti molto schematico e razionale. Per questo, il libro si segue bene. In più, non si limita a dare spiegazioni superficiali ma, da buon antopologo quale è, indaga a fondo delle abitudini del popolo, nella conformazione del territorio, nel consenso della religione.
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2.0Buono da mangiare, 12-02-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Toglie qualche curiosità, ma è ripetitivo, prolisso e - soprattutto nel primo capitolo - lascia trasparire un po' della saccenza tipicamente americana nei confronti delle altre culture.
Atteggiamento a mio avviso assolutamente inadatto a un trattato di antropologia.
Evitabile.
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