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Il buio del postmoderno

Il buio del postmoderno

di Zygmunt Bauman


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Descrizione

L'Europa, la sua identità e i flussi migratori, le nuove forme di potere e di distribuzione della ricchezza, le paure e le ansie generate dalla globalizzazione. Ma anche la speranza in un futuro di integrazione possibile, e in un equilibrio fra il centro e la periferia del mondo. Un mondo che è sempre in movimento, inafferrabile, "liquido", sospeso fra l'individualismo e l'orizzonte comunitario. Nel suo intervento al festival Uguali_Diversi di Novellara (Reggio Emilia) Zygmunt Bauman, un sociologo d'eccezione - ma sarebbe meglio dire "il sociologo" - ci spiega in poche, chiarissime parole perché siamo divorati dalle incertezze e dalle paure. E comprenderle è già un primo passo per superarle.

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5.0Lucide ed illuminanti riflessioni , 18-02-2012
di A. Panciroli - leggi tutte le sue recensioni

«Una manciata di domande alle quali uno dei più apprezzati pensatori contemporanei offre lucide, illuminanti, possibili risposte. Bauman, sociologo che ha definito la nostra società "liquida", fluida, priva di punti fermi e dominata da individualismo, precarietà e incertezza, accompagna il lettore all'interno delle dinamiche della postmodernità. Il lettore è immerso così all'interno del processo di trasformazione, ancora in atto, della nostra società, dominata dalla fine delle ideologie, dal passaggio dal lavoro materiale a quello immateriale e dalla crisi del lavoro tradizionale. Globalizzazione e delocalizzazione del potere si sostanziano nella crisi del sistema della democrazia rappresentativa. Fine dello stato moderno, fine dello stato teorizzato da Thomas Hobbes che ha segnato la nascita della modernità occidentale. In un mondo fluido, caduco, incerto, in un gioco crudele e paradossale, l'unico elemento solido è dato dalla certezza delle "sottoclassi". Certezza dell'esclusione. Certezza di chi non ha nulla da perdere, perché ha già perso tutto. Una rivoluzione non è possibile, poiché il potere è ora concentrato in un "non luogo". Dunque? Risposte facili e ingannevoli minacciano il fragile ordine, avanzano i fondamentalismi e i particolarismi, una sorta di inevitabile controindicazione sistemica della postmodernità, miopi profezie che ironicamente ed inevitabilmente si auto-avverano. La partita è però ancora aperta, accanto a fobie, incertezze, ansie, comodi bersagli e ipocrite soluzioni, emergono mescolanze e con-fusioni fra culture diverse che aspirano ad un reciproco riconoscimento e valorizzazione.»

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