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Il buio fuori

Il buio fuori

di Cormac McCarthy

4.5

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Culla e Rinthy, due fratelli che vivono all'inizio di questo secolo nel Sud degli Stati Uniti, sono amanti e hanno un bambino che, appena nato, viene abbandonato da Culla nei boschi. Rinthy parte alla ricerca del piccolo, che nel frattempo è stato raccolto da un calderaio ambulante e affidato a una balia. Nel frattempo anche Culla parte alla ricerca della sorella. Ha così inizio un vagabondaggio parallelo nella poverissima regione dei monti Appalachi dove ogni incontro rappresenta un pericolo, ogni viandante un potenziale assassino. Ma i due fratelli affrontano la strada con una sorte di testardo candore, con un'innocenza disperata che li porta fino in fondo al loro terribile destino.

Note su Cormac McCarthy

Cormac McCarthy è nato a Providence, nello Stato di Rhode Island, il 20 luglio del 1933. Terzo di sei figli, nel 1937 si trasferisce nella famiglia nel Tennessee. Frequenta una scuola cattolica di Knoxville e nel 1951 si iscrive all’Università del Tennessee. Nel 1953 viene arruolato nell’esercito e presta servizio per quattro anni, trascorrendo due anni in Alaska, dove ha tenuto un programma radio. Nel 1957 torna nel Tennessee e riprende gli studi, senza conseguire la laurea. In questo periodo inizia a scrivere. Alla fine degli anni Cinquanta pubblica due racconti su una rivista studentesca. Si sposa con Lee Holleman nel 1961. Dalla relazione nasce un figlio, Cullen. Dopo un periodo trascorso a Chicago, la famiglia torna nel Tennessee, ma poco dopo la relazione con Lee Holleman finisce. Il suo primo romanzo viene pubblicato nel 1965 e si intitola “Il guardiano del frutteto”. Avendo vinto una borsa di studio assegnata dall’American Academy of Arts and Letters, si imbarca su una nave diretto verso l’Irlanda. Sulla barca conosce la seconda moglie, Anne De Lisle, cantante della nave. Con una seconda borsa di studio offerta dalla Fondazione Rockfeller, continua a viaggiare per l’Europa. Si ferma per due anni a Ibiza e scrive il secondo romanzo “Il buio fuori”. Tornato nel Tennessee, continua a scrivere romanzi. Dopo essersi separato anche dalla seconda moglie, si trasferisce a El Paso, in Texas. Nel 1979 scrive “Suttree” e a partire dagli anni Ottanta pubblica altri numerosi romanzi. Alcuni suoi romanzi sono stati trasposti in versione cinematografica, tra questi vi è il romanzo del 2005 “Non è un paese per vecchi”, che ha dato vita al film omonimo con la regia dei fratelli Coen. Il suo ultimo romanzo “La strada” (2007) ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa. Cormac McCarthy attualmente vive a Tesuque, nel Nuovo Messico, assieme alla terza moglie, Jennifer, e al figlio John.
 

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.3 di 5 su 6 recensioni)

5.0Favola dark, 27-04-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Il libro con cui mi sono approcciato allo straordinario universo letterario di McCarthy.
Questa storia terribile viene quasi dipinta come una favola dark popolata da personaggi quanto bizzarri tanto spietati (come sempre nei suoi libri) .
Finale stupendo che in un certo verso mi ha ricordato quello di American Psycho.
Tra i miei libri preferiti dell'autore
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4.0Il buio fuori, 08-08-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Attirato da questo titolo per via della splendida riduzione cinematografica, non so delle altre prove, e non so se il film ha ben tradotto il romanzo. Certo qui ci si ritrova tutto. Lo stile, asciutto, senza alcuna concessione. Passaggi a volte bruschi. Dialoghi quasi sempre riportati. Passando per il contrasto, forte, tra il paesaggio (brullo, si, ma carico di fascino) con il suo verde, i suoi fiumi (con o senza acqua), le rocce, gli alberi, e gli umani che lo popolano. Ce ne fosse uno, non dico buono, ma almeno poco poco positivo. Tutto si muove sul lato oscuro, perché il buio rappresenta la tenebra chiusa nel cuore umano e l'ignoranza, la disperazione del mondo. E domina il Sud degli Stati Uniti, l'aspra regione di boschi, stagni e serpenti in cui si muovono i protagonisti del suo primo romanzo: Rinthy e Culla, una sorella e un fratello che vivono in una squallida capanna. Una sorella e un fratello che sono amanti, e che insieme hanno avuto un bambino. Lui rifiuta la paternità e abbandona il neonato in riva al fiume, lei non si rassegna alla perdita e parte alla ricerca del figlio. Con una crudezza crudeltà che in controluce fa vedere tutta quanto è realmente l'America, fuori e lontano dai posti facili (e ci si ripete, l'America non è solo New York, San Francsico e altro, ma anche e soprattutto le quattro case con emporio e chiesa). Ed ad un certo punto finisce, lasciando i protagonisti lì a soffrire ancora un po' su questa terra. Alla fine, ne sento l'ambiguità verso di me: la testa lo segue, il cuore vorrebbe che non esistesse la materia su cui è scritto
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4.0Il buio fuori, 08-11-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Provincia americana depressa e laida. Una poveretta partorisce "su una coperta lacera e coperta di muffa" il figlio di suo fratello. Il quale prende il prodotto dell'incesto e lo abbandona in riva a un fiume. Lo troverà un robivecchi, che lo porterà chissà dove. A questo punto parte la ricerca. La madre cerca il figlio, il fratello cerca la sorella sfuggita al suo controllo, il robivecchi vaga inconsapevole. Una trinità alienata il cui fulcro è un bambino di cui si saprà (purtroppo) solo alla fine. In questo percorso di ricerca il terzetto incontrerà un'altra trinità di cui scopriremo l'identità (ri-purtroppo...) solo alla fine: un secondo terzetto di personaggi che giustizia, che fa pulizia a modo suo delle nefandezze degli uomini.
Un McCarthy ai suoi massimi livelli di disperazione e di espressione della sua ossessione già espressa in "Figlio di Dio" e "Non è un paese per vecchi": esiste una "giustizia" inappellabile. Non è divina, anzi: sembra uscire dai peggiori incubi degli uomini. Incubi che non sono però, tutto sommato, peggiori di ciò che gli uomini riescono a produrre inseguendo i loro sogni malati.
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4.0Il buio fuori, 01-11-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Difficile all'inizio abituarsi ai dialoghi non virgolettati,
però questa caratteristica diventa interessante durante il dipanarsi della storia.
Cormac come sempre è diretto e conciso.
Non spreca mai parole e a tratti riesce anche ad essere poetico.
Libro pieno di durezza, di povertà, del vivere non avendo quasi niente.
Libro pregno di dignità (qualcuno ricorda il significato di questa parola che la società moderna ha ormai dimenticato?).
Finale...(non spoilero).
Da non leggere come approccio a McCarthy ma come secondo o terzo sì.
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4.0Il buio fuori, 02-09-2010
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Si puo' riassumere in un unico aggettivo: angosciante. Poi, certo, Cormac scrive sempre divinamente e riesce a coinvolgerti anche in questa storia cupissima, densa di sangue e di buio, incomprensibile a tratti come è incomprensibile violenza cieca.

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5.0western epico senza tempo, 06-07-2010
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Se siete affascinati da atmosfere gotiche e rarefatte, dall’imperscrutabilità di un fato che lascia spazio alle mosse degli uomini ma che non ne tiene conto nel suo indifferente fluire, e da eroi camuffati da straccioni, che per quanto ricusino l’umanità e cerchino di comportarsi da sbandati in realtà seguono i più saldi principi morali, allora leggerete “il buio fuori” tutto d’un fiato, rimpiangendo di avvicinarvi all’ultima pagina e comprando un altro libro di McCarthy appena lo avrete finito.
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