Break. Ossa rotte

Break. Ossa rotte

3.5

di Hannah Moskowitz


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Descrizione

Jonah ha una famiglia a dir poco difficile. Ha due genitori quasi assenti, che non ricordano più perché stanno insieme e a malapena riescono a tenere le fila di un matrimonio che sta rovinando la loro vita e quella dei figli. E ha due fratelli: Will, di pochi mesi, che piange incessantemente, e Jesse, di 16 anni. Il rapporto tra Jonah e Jesse va ben al di là dell'amore fraterno. Sì, perché Jonah è l'angelo custode di Jesse, colui che ogni giorno lo salva da morte sicura per soffocamento. Jesse soffre infatti di gravi allergie alimentari, soprattutto al latte e, dato che Will è ancora un poppante, Jesse non è mai al sicuro, nemmeno in casa. I suoi attacchi sono violenti, terribili, devastanti, tanto da spedirlo in ospedale. Jonah non può permettersi di perderlo mai di vista: controlla tutto ciò che mangia, tocca, respira. Si assicura anche che quella sbadata di sua madre non allatti Will e poi tocchi il fratello. Ogni volta che il cellulare squilla, il cuore di Jonah parte al galoppo per la paura che Jesse sia in fin di vita. Jonah vuole essere più forte, ha bisogno di essere più forte, per sorreggere una famiglia sull'orlo del baratro, per sostenere un fratello che rischia di morire ogni giorno, per non cedere al raptus omicida nei confronti di un bebè che riduce a brandelli i nervi di tutti. Rompersi le ossa e guarire è l'unico modo che Jonah conosce per rinforzarsi. Perché chiunque sa che un osso fratturato ha il potere di curarsi da solo e di ricrescere più forte, rinvigorito.

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  3.0 (3.3 di 5 su 8 recensioni)

2.0Stiamo male., 24-09-2011, ritenuta utile da 3 utenti su 6
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Ho avuto il dispiacere puramente casuale di leggere qusto libro che è un massacro per chi vuole combattere la vita ma si trova in un cattivo momento. Il protagonista è un autolesionista che meriterebbe un serio controllo psichiatrico, ma forse l'autore voleva andare oltre e mostrare come alcune persone scelgono di combattere le proprie avversità. Ma è pericoloso lo stesso!
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5.0Bello!, 04-08-2011
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Jonah ha diciassette anni. Bravo ragazzo, simpatico, voti discreti, ha però un'insana predisposizione alla fratture; fratture che in realtà si infligge da solo, nell'assurda convinzione che le ossa, una volta rotte, diventino più forti, rendendo lui stesso più forte, ma non da un punto di vista meramente fisico. Per Jonah essere più forti significa riuscire a far fronte alla disgregazione della propria famiglia: genitori assenti, un fratello appena nato che sembra urlare al mondo il suo malessere e un altro fratello, che rischia ogni giorno la vita a causa delle innumerevoli allergie che lo affliggono.
Jonah non si rende conto della follia delle proprie azioni finché non metterà a rischio l'incolumità degli altri.
"Break. Ossa rotte" è un libro veramente valido, perché parla di una realtà troppo poco conosciuta, perché ancora tabù nella nostra società.
Tanta ammirazione per la giovane scrittrice, che ha "sfornato" questo romanzo a soli quindici anni.
Un libro che si legge d'un fiato, "crudo e provocatorio", come viene riportato sulla copertina.
Davvero consigliato.
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4.0Break. Ossa rotte, 05-07-2011
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Autolesionismo. Perché per quanto se ne possa parlare, il fatto che ci siano delle persone che volontariamente si fanno del male è ancora tabù.
Hannah Moskowitz, a soli 15 anni, è stata capace di narrare una storia molto cruda, forte e complessa; come complesso è Jonah, un ragazzo che si rompe le osse non per il piacere del dolore, quanto per un'assurda convinzione che così facendo diventera più forte fisicamente ma soprattutto emotivamente, per sopportare il peso di una famiglia che si sta sgretolando.
Un libro molto bello: ancora una volta la ygiunti ha fatto centro.
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4.0L'ossessione per il dolore, 04-07-2011
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Parlare di autolesionismo non è facile, ma Hannah Moskowitz è riuscita a creare una bella storia, molto emozionante, con una speciale attenzione alle emozioni e sensazioni di un ragazzo che vive un profondo disagio interiore.
Break è un romanzo molto coinvolgente e appassionante e lo consiglio a tutti.
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3.0Bel libro, 20-05-2011
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Ossa rotte... Il perchè di questo nome è perchè racconta la storia di questo ragazzo che ogni giorno si rompe le ossa per galleggiare nella sua vita e nella sua famiglia che non è proprio normale, in quanto ha dei genitori assenti e incuranti dei problemi dei figli.
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3.0Autodistruggersi per rinascere più forte, 05-05-2011, ritenuta utile da 1 utente su 3
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Questo libro parla di una missione autodistruttiva per raggiungere una forza fisica e interiore.
Un libro intenso eppure leggero che ci accompagna nel mondo dell'autolesionismo. Non del tentativo disperato di ricevere aQuesto libro parla di una missione. Una missione autodistruttiva per raggiungere una forza fisica e interiore. Jonah è un normale ragazzo di 17 anni, intelligente, creativo e intraprendente. Va a scuola, si vede con una bellissima ragazza ed ha un fratello che adora. Ma la sua vita è sovraccaricata di responsabilità e problemi che gli creano una profonda ansia e un senso di inadeguatezza e frustrazione. 8232; I suoi genitori litigano sempre, il suo fratellino di 8 mesi piange in continuazione e l'altro fratello di 16 anni con il quale ha un rapporto bellissimo ma dipendente, soffre di una grave forma di allergia al cibo, al punto che gli basta toccare del latte per morire in pochissimo tempo. 8232; Per Jonah la famiglia è un elemento unico, unito, e la sua forza è quella della famiglia, per cui è deciso a fare in modo di salvare suo fratello ad ogni costo. 8232; Ma le sue crisi sono improvvise e praticamente imprevedibili e dopo ogni attacco Jonah si sente sempre più avvilito e colpevole. Così si rompe le ossa, tenendone il conto, perché un osso che si rompe ricresce più forte e così lui, diventando più forte, potrà proteggere meglio suo fratello. 8232; Ogni osso rotto è un passo verso la riuscita della missione (rompersi tutte le ossa per rinascere più forte) e un sollievo dalle pressioni, una distrazione dai problemi. 8232; Sua complice è l'amica Naomi, divisa tra il desiderio di spronarlo a continuare e l'istinto di fermarlo. 8232; Un libro intenso eppure leggero che ci accompagna nel mondo dell'autolesionismo. Non del tentativo disperato di ricevere attenzioni, ma nell'altruismo dell'amore di un fratello. 8232; Non manca nemmeno l'amore, semplice e vero, senza sdolcinature insensate.
Hannah Moskowitz ha una scrittura che cattura subito, molto vera, schietta e d'impatto. Sicuramente un libro originale e forte, sorprende molto il fatto che sia stato scritto da una quindicenne. 8232; Riesce a farci entrare nel mondo di Jonah, con il suo punto di vista e a farci vivere la sua angoscia e il suo attaccamento quasi morboso per il fratello, il bisogno l'uno dell'altro e il loro legame unico e forte. 8232; Un libro che prima mostra immagini e dolore, poi emozioni e paure e infine raggiungi la comprensione di una situazione difficile e di un bisogno di farcela. 8232; L'unica cosa che non mi ha convinto è stata la fine leggermente confusionaria e tirata via. Mi ha lasciato un leggero amaro in bocca, come se mancasse un messaggio chiaro, come se non quadrasse qualcosa. Ma forse sono io che l'ho letto nel momento sbagliato... Aspetto di vedere cosa ne pensano le altre persone. 8232; Sicuramente un libro che merita di essere letto perché può avere molte cose da dare. Si vede che la scrittrice ha talento e sono curiosa di poter leggere altro di suo. Ttenzioni, ma nell'altruismo dell'amore di un fratello.
Il bisogno l'uno dell'altro e il loro legame unico e forte.
Un libro che prima mostra immagini e dolore, poi emozioni e paure e infine raggiungi la comprensione di una situazione difficile e di un bisogno di farcela.
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3.0206 ossa, 04-05-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Sono 206 le ossa che formano lo scheletro umano, lunghe e minuscole, sottili e robuste: e Jonah ha deciso di spezzarsele tutte, una per una.
Perché ogni osso che si rinsalda, ogni frattura che si ricompone è un passo verso la forza, la forza di tollerare due genitori indifferenti a lui e al dramma del fratello di cui è angelo custode: un angelo che vigila giorno e notte, consapevole che la vita del ragazzo dipende da lui, dalla sua prontezza, dalla sua capacità di prevenire o contrastare le feroci crisi allergiche cui è soggetto.

206 passi verso la forza, 206 passi attraverso il dolore, un unico disperato grido d'aiuto verso un mondo sordo e indifferente. O no?
Perché Jesse è sì malato, ma forte a suo modo: un atleta che lotta ogni giorno per respirare; Naomi osserva e incoraggia Jonah, chiusa in un mondo tutto suo, ammirando quello che per lei è eroico coraggio, desiderio di implacabile miglioramento; e Charlotte, la bellissima Charlotte con fiori fra i capelli, semplicemente lo ama, e propone per Jesse e per lui una vita normale. Niente di più.

Un romanzo sicuramente interessante e di impatto nel presentare un dolore talmente profondo da non poter essere elaborato, e un rapporto tra fratelli profondo e distorto dal bisogno reciproco di starsi vicino e insieme di affrancarsi l'uno dall'altro; e un'analisi attenta della spinta a farsi del male, e delle menzogne che diciamo a noi stessi e agli altri.
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2.0Brutto!, 30-04-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 8
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Quello che mi chiedo è: perché? Perchè per fare soldi ci si deve inventare una storia così atroce come questa? Un ragazzo che, travolto negativamente dalla vita, diventa autolesionista al punto tale da spezzarsi - e non dico farsi dei taglietti superficiali col coltello, dico spezzarsi - le ossa. Illegibile, avrei preferito comprare il libro di William e Kate, piuttosto.
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