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Billy Budd

Billy Budd

di Herman Melville

4.0

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"Billy è l'ultimo. E Billy Budd è una parabola. In questo discorso in forma di racconto (che, come è noto, fu redatto tra il 1886-1888 e il 1891, anno della morte dell'autore, e uscì nella prima edizione soltanto nel 1924) infatti Billy da vita alla figura angelicata di colui che sempre e comunque subisce e subirà il torto, l'ingiustizia, la prepotenza, l'illegalità (per dirla melvillianamente, le mire del maligno su questa terra). Pertanto Billy - che è una specie di 'umiliato e offeso' eroicizzato sorto dalla commistione di un Oliver Twist rimasto immune ai bassifondi e ormai giovanotto con un santo martire e con qualcosa del dostoevskiano 'idiota' principe Myskin - è anche il sacrificato per eccellenza, cioè, l'innocente, il puro." (dall'introduzione di Alessandro Ceni)

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0Quale vittoria tra bene e male?, 02-09-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
E' piacevole ogni tanto fare un "tuffo" nella letteratura del primo Novecento. Nonostante la grande quantità di tecnicismi, per cui sarebbe indicato un corso di marina prima della lettura, il linguaggio distante e coinvolgente insieme, la trama lineare ma intensa e soprattutto la caratterizzazione dei personaggi rendono Billy Budd un piccolo gioiello sul quale meditare. Il tema centrale -secondo la visione di Hannah Arendt- riguarda la bontà al di là della virtù ed il male al di là del vizio. Quando la bontà naturale, Billy, incontra il male, Claggart, non opera mitemente, ma agisce con energia e addirittura con violenza: in questo modo elimina il male. Il guaio è che ora anche il buono è diventato un delinquente e alla virtù, cioè l'istituzione incarnata nel capitano Vere, non resta che applicare la legge.
Cosa significa allora "rendere giustizia?"
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