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Bijou

Bijou

di Patrick Modiano

4.0

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: L'Arcipelago Einaudi
  • Traduttore: Babboni I.
  • Data di Pubblicazione: gennaio 2005
  • EAN: 9788806170097
  • ISBN: 8806170090
  • Pagine: 125
  • Formato: brossura
Nella folla dell'ora di punta, in una stazione della metropolitana parigina, una giovane donna crede di riconoscere la madre, che non vede da quando era piccola. Inizia a seguirla, attratta irresistibilmente dal suo cappotto giallo. Si apre così una delle indagini più incerte e commoventi che sia mai stata narrata. È la storia di un abbandono, della ricerca malinconica di un "paese natale" a cui far ritorno, di una solitudine che nessuna amicizia riesce a spezzare. La bambina che aveva recitato al fianco della madre, la piccola attrice cui era stato dato il nome d'arte di Bijou, è diventata adulta, apparentemente libera di vivere la propria vita.

Note su Patrick Modiano

Jean Patrick Modiano nasce a Boulogne-Billancourt, città poco distante da Parigi, il 30 luglio 1945, figlio di Albert Modiano, ebreo francese di origini italiane, e di Louisa Colpijn, un'attrice belga di etnia fiamminga.
Grazie all'amico Queneau viene introdotto nel mondo letterario. Conosce l'editore Gallimard e, nel 1967, scrive il suo primo romanzo La Place de l'Étoile, che viene pubblicato dallo stesso Gallimard; questo primo romanzo gli consente di vincere il Premio Roger Nimier. All'interno dei suoi romanzi, per lo più ambientati nella Parigi della seconda guerra mondiale, occupata dai nazisti e costruiti intorno alla figura dello straniero, dell'esule, dell'ebreo, si intrecciano una vena disperata di ascendenza esistenzialista e il gusto della rievocazione. Nel 2014 l'Accademia svedese gli ha assegnato il Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione «Per l'arte della memoria con la quale ha evocato il destino umano più inafferrabile e fatto scoprire il mondo vinto sotto l'occupazione».

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 1 recensione)

4.0nostalgico, 07-09-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
E' un romanzo breve, non c'è una "storia" vera e propria, tutti si svolge attraverso i pensieri e i ricordi, della protagonista, che hanno come sfondo le strade parigine e il metrò. E' la storia di un abbandono, dell'elaborazione di un dolore sopito che si risveglia quando una sera in metropolitana vede una donna che somiglia alla madre, anzi se ne convince, la madre che credeva morta lontano.
Inizia così un pedinamento, e i ricordi riaffiorano, di un'infanzia infelice, di una madre assente, strana e fredda, occupata con ben altro e da ben altre persone, lei, Therese che è cresciuta senza riferimenti, senza guida, sola e in balia di se stessa, fino a quando un giorno la madre è partita e mai più ritornata, qualcuno le ha detto che era morta in Marocco, ma lei non ci ha mai creduto.
Ha solo una scatola di biscotti di latta, con qualche foto, un certificato di nascita, un telegramma, è tutto quello che ha che la identifica, ma in realtà lei non sa precisamente chi è, e così parte alla ricerca della sua identià seguendo e prendendo informazioni su questa donna.
Inizia un viaggio mentale, scandito per le strade, rievocando frammenti di vita, cercando di legare in qualche modo fra loro personaggi e situazioni del passato che non ha mai compreso bene, e trovandosi a corto di soldi accetta un lavoro di babysitter presso una famiglia ricca ma strana, la bambina di cui si prende cura le ricorda se stessa, viene spesso lasciata sola la sera in casa, i genitori sono indifferenti, non la chiamano neppure per nome.
Tra le peregrinazioni in una Parigi nebbiosa e fredda, in quartieri solitari, tra atmosfere sospese "bijou" questo era il suo nome d'arte, rielabora il proprio dolore e l'angoscia e la disperazione alla fine avranno il sopravvento, un gesto insano segnerà la fine di un'epoca e l'inizio di una nuova vita, grazie ad un ennesimo incontro casuale con una donna.
Modiano, scrive spesso romanzi imperniati su incontri causali, strade e case parigine, un rimando di immagini riflesse che si specchiano reciprocamente, la città con il suo groviglio di linee ferroviarie e metropolitane sono e rappresentano il mondo interiore dei protagonisti, un mondo confuso, spesso disperatamente solitario.
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