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Nel bianco

Nel bianco

di Simona Vinci

3.0

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  • Editore: Rizzoli
  • Collana: 24/7
  • Data di Pubblicazione: marzo 2009
  • EAN: 9788817023207
  • ISBN: 8817023205
  • Pagine: 231
  • Formato: brossura
Appoggiata al parapetto di un battello che solca le acque tropicali della Sierra Leone, tra i suoni del krio, zanzare, odore di olio bruciato e buccia d'arancia, Simona Vinci sente tornare, incongrua, la sua ossessione infantile per il bianco abbagliante dei poli, per gli orizzonti sconfinati dell'Artico. Le immagini che la accompagnano settemila chilometri a nord di Freetown sono popolate di orsi bianchi, cani da slitta, tempeste di ghiaccio e distese di neve. È questo che pensa di trovare sbarcando in un minuscolo villaggio di millenovecentotre abitanti nel cuore della Groenlandia dell'est. Tasiilaq: un nome che significa "come un lago immobile". E, sì, di movimento ce n'è poco in questo microcosmo fatto di due supermercati, tre strade, un unico incrocio e una scuola. ' Nessuna traccia delle avventure di cui traboccano i racconti di Jack London. Il Grande Nord, quello vero, è un'altra cosa: domeniche pomeriggio a pesca sul fiordo ghiacciato, la spesa al supermercato dove la verdura arriva ogni dieci giorni, la ricerca disperata di qualcuno che parli un po' di inglese. Il Grande Nord ha il suono del vento che fischia nel nulla e delle urla di ubriachi nella notte, delle risate di adolescenti disorientati e delle chiacchiere sommesse di vecchi che si aggrappano a talismani di corno di narvalo come a frammenti di un mondo che finisce. Il Nord è silenzio minerale. È solitudine. È ricerca del proprio posto nel mondo.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 1 recensione)

3.0Nel bianco, 08-10-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Lei in Groenlandia, io in Africa. Ma coincide tutto, o quasi:
"Io oggi cammino per le strade di quella che dovrebbe essere la mia città, due giorni fa camminavo sulle uniche tre strade di Tozounmè. Sono confuso. Un mese come un anno. Devo resettare il mio orologio interno. Capire cosa ci faccio qui".
Quando torni da un luogo estremo e bellissimo è proprio questo che succede: non sai più qual è il tuo posto. L' autrice cita Schopenhauer: "Il mondo non è un panorama". Niente di più vero. Il mondo è fatto di volti, come quelli dei bambini africani che ho ancora negli occhi. E' fatto dei loro sguardi, della loro essenza, che è più dell' anima. Non pretendo di capirli, compatirli o ammirarli. Mi è bastato "vedere".
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