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Bartleby e compagnia

Bartleby e compagnia

di Enrique Vila-Matas

4.5

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  • Editore: Feltrinelli
  • Collana: Universale economica
  • Traduttore: Manera D.
  • Data di Pubblicazione: maggio 2009
  • EAN: 9788807721069
  • ISBN: 8807721066
  • Pagine: 180
  • Formato: brossura
Un impiegato metà Pessoa e metà Kafka scrive un diario fatto di note a piè di pagina a commento di un testo fantasma. Con piglio pacato e una raffinata stringatezza stilistica va a caccia di "bartleby", esseri che ospitano dentro di sé una profonda negazione del mondo e prendono il nome del famoso scrivano di Melville che preferiva non fare e non parlare. I bartleby finiscono per non scrivere nulla pur avendo tutto il talento necessario, oppure, se esordiscono, rinunciano presto alla scrittura. Un libro ironico ma anche incantato dal sortilegio della parola.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 2 recensioni)

4.0Bartleby e compagnia, 26-09-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Un pensiero geniale nella sua semplicità ispirò Vila- Matas a scrivere questo libro: raccogliere in uno studio i casi di scrittori che hanno rinunciato a scrivere. Non bastasse questa prima mossa, inventa come narratore il personaggio di un impiegato - metà Kafka, metà Pessoa - cui dà il nome di un altro personaggio - questo di Melville - con il quale è battezzata la sindrome: Bartleby.
E' evidente l'obiettivo parodistico e autoparodistico della struttura creata, la quale si svolge lungo una problematica molto seria e con una bibliografia vastissima, ma è resa in forma umoristica - per quanto spesso di humour nero. Il fatto è che l'autore si fa prendere un po' la mano, tanto da mescolare artisti veri con altri di pura fantasia che servono però la causa denigratoria. A volte essi sono di una comicità irresistibile, come l'amica Maria, malata di "chosisme", in realtà un pretesto per dileggiare l'epoca del "nouveau roman". A volte il riso si trasforma in un ghigno raggelato. Ma il tema è serio - e ha interessato molti teorici e molti scrittori, da Blanchot - il primo a parlare di "écrivain sans livres" - ad Auster.
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5.0Il rifiuto della parola, 18-07-2011, ritenuta utile da 6 utenti su 8
di - leggi tutte le sue recensioni
Non è un saggio, non un racconto, non un romanzo per capitoli singoli: è tutto questo insieme. Davvero una piccola gioia (una volta iniziato, il libro non lo si molla: e spinge a cercare, e comprare, altri libri) questo testo di Vila-Matas. La base è l'idea di raccontare di fallimenti letterari: gli autori che vorrebbero ma non riescono a scrivere; quelli che pubblicano un capolavoro per poi scomparire per sempre; altri che pur noti s'eclissano, evaporano, si cancellano al mondo. Partendo dal Bartleby Melviniano ("Preferirei di no") è tutto un susseguirsi di brevi, talora brevissime biografie straordinarie, che parlano del rifiuto della parola usando, tuttavia, le parole. Da B. Travea a Gadda, da Beckett a Bobi Bazlen, da Walser a Tabucchi. Straordinario libricino, da leggere assolutamente.
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