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Badenheim 1939

Badenheim 1939

di Aharon Appelfeld

4.0

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  • Editore: Guanda
  • Collana: Le Fenici tascabili
  • Traduttore: Loewenthal E.
  • Data di Pubblicazione: aprile 2009
  • EAN: 9788860885784
  • ISBN: 8860885787
  • Pagine: 141
  • Formato: brossura
È la primavera del 1939 e la località di Badenheim, in Austria, si affolla di villeggianti. Ma questa non sarà una vacanza come tutte le altre. Mentre gli ospiti si radunano per assistere alle attrazioni offerte dall'impresario Pappenheim, si moltipllcano le premonizioni inquietanti, che però tutti sembrano ignorare. Quando agli ebrei viene imposto di registrarsi presso un misterioso Dipartimento sanitario, molti si risentono, alcuni protestano, ma nessuno riconosce la minaccia. Certo, un senso di catastrofe imminente assedia Badenheim, ma finché il pericolo resta senza un nome e il nemico senza un volto è ancora possibile dar retta alle parole consolatorie di Pappenheim. Alla fine la piccola comunità forzata si avvierà docilmente verso la stazione. E nessuno, neanche davanti ai treni diretti in Polonia, sembra comprendere a fondo quale abisso stia per spalancarsi.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 4 recensioni)

4.0Tanto bello quanto angosciante, 20-05-2012
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Molto bello il breve racconto di Appelfeld, alienante, direi. La piccola comunità montana di Badenheim viene gradualmente trascinata dall'olocausto senza che nemmeno se ne accorga. Non solo straniante, ma inquietante, leggere conoscendo dove si va a finire e vedere l'inconsapevolezza di cosa stesse succedendo che, temo, era la situazione effettiva della Germania anni '30.
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4.0Badenheim 1939, 04-08-2011
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Nelle prime pagine avevo sentite echi di David Grossman, che poi si affievoliscono. Veloce come un bicchiere di champagne ghiacciato una sera d'estate. Ma che ti lascia stordito, come se ti fosse venuta una gatta selvaggia. Ripensando poi, viene in mente una specie di ballo alla Schnitzler, che inizia dolce, quasi un valzer viennese, per finire cupo e triste come una canzone d'amore albanese. Tutto nell'arco di pochi mesi, nella ridente cittadina estiva di Badenheim dove, come tutti gli anni, Pappenheim l'impresario ebreo cerca di organizzare una specie di Festival di Teatro, Musica ed arte varia, per gli ospiti della stazione termale. Arrivano le orchestrine ebree, i gemelli ebrei che si esibiscono in duetti teatrali, il bambino ebreo dalla bella voce di soprano ed il grande virtuoso ebreo di pianoforte che per la prima volta dopo tanti tentativi il buon Pappenheim riesce a portare a suonare. Il tutto intrecciato con gli ospiti delle terme i cui destini di vita e d'amore si intrecciano tra loro e con i personaggi. Mentre l'estate avanza, ai violini ed al pianoforte, cupi si associano rombi di tamburo. L'obbligo di presentarsi al Distretto Sanitario, il censimento dei tanti ebrei presenti. Fino alla partenza, in quel di ottobre del 1939 verso una Polonia da poco occupata, su di uno sgangherato vagone di treno, dove tutti gli ebrei che si sono incontrati fin lì vengono stipati. E poi? Poi il libro finisce, ma la storia no.
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3.0Badenheim 1939, 20-07-2011
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Riesce a parlare di un tema a volte abusata come l'olocausto ocn un pizzico di originalità. Questo é il maggior pregio del libro, questo equilibrio fragile e che pure regge fino al finale, "telefonato" ma allo stesso tempo lirico. Il principale difetto é invece che il materiale era sufficiente per un racconto lungo di 70-80 pagine, il volerlo estendere al formato del romanzo breve crea qualche ripetizione di troppo
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5.0Un Paradosso, 14-10-2008
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La vicenda è allegorica. Nella primavera del 1939 giungono, come ogni anno, i villeggianti nella località austriaca di Badenheim, dove si tiene un celebrato festival di musica. Badenheim è una cittadina reale, ma è anche un luogo dell'anima, come suggerisce il titolo nella lingua originale. Una novità accoglie gli ospiti: per ordine delle Autorità viene imposto agli ebrei di registrarsi presso un misterioso Dipartimento sanitario. Dipartimento dotato di vasti poteri, con ispettori sguinzagliati ai quattro angoli per misurare, piantar bandiere, tendere recinzioni, mentre alacri facchini, scaricano rotoli di filo spinato, pali di cemento ed attrezzature, che “facevano venire in mente una grande festa” annota l'Autore con sarcasmo. Si ipotizza che detti ispettori abbiano pure competenze tributarie.All'ordine di registrazione diverse persone sono infastidite, alcune protestano, ma nessuno riconosce con chiarezza la minaccia.
Mirabile la penna dell'artista nel tratteggiare i differenti caratteri. Dalla moglie del farmacista, Trude, nella cui mente sconvolta torna la lucidità non appena rammenta come la Polonia sia la terra più bella del mondo, con l'aria più limpida, al marito Martin, ora divenuto confuso e privo di energia; a Yanuka, figura grottesca di bambino prodigio, che suscita un sentimento di intuibile antipatia, mista a pietà.
Su tutto aleggia un senso di incombente catastrofe, reso palpabile dall'ambiente naturale, che via via si fa sempre più freddo e ostile.
Alla fine il gruppo si avvierà docile verso la stazione, guidato da un rancoroso rabbino sulla sedia a rotelle, sbucato ad un certo punto dal nulla. "Al rabbino era presa una paralisi. In città erano convinti che fosse defunto". Sembra proprio che nessuno di loro paia comprendere a fondo la natura e le dimensioni dell'inferno che sta per inghiottirli.
Quando aprirono davvero gli occhi, era troppo tardi.
mara marantonio

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