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Badenheim 1939

Badenheim 1939

di Aharon Appelfeld


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Descrizione

Il libro è la storia del silenzio surreale che precede la catastrofe. Il silenzio è quello di Badenheim, una località di villeggiatura austriaca, frequentata soprattutto da agiate famiglie borghesi di origine ebraica, nell'estate del 1939; la catastrofe è quella dei campi di concentramento, che si annuncia sempre più incombente e imminente, ma che viene con ostinazione negata da coloro che sono destinati a subirla. A Badenheim tutto continua come sempre, come nelle estati precedenti, come se anche nel 1939 fosse possibile godersi le vacanze: balli, feste, innamoramenti, persino il festival delle arti. E non servono a nulla le voci insistenti di trasferimenti di massa in Polonia, gli ambigui controlli sanitari a cui gli ebrei vengono sottoposti e tutti gli altri segnali che l'estate alla vigilia della Seconda guerra mondiale porta con sé. Sono pochi coloro che davvero realizzano ciò che sta inesorabilmente avvenendo; pochissimi quelli che perdono, comprensibilmente, la testa; gli altri, la gran parte, insistono a negare l'evidenza, a proseguire in un cieco ottimismo che li spingerà a non voler vedere fino all'ultimo, fino al giorno in cui un treno con destinazione sconosciuta arriverà proprio a Badenheim...

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.5 di 5 su 2 recensioni)


4.0Tanto bello quanto angosciante, 20-05-2012
di O. Varricchio - leggi tutte le sue recensioni

«Molto bello il breve racconto di Appelfeld, alienante, direi. La piccola comunità montana di Badenheim viene gradualmente trascinata dall'olocausto senza che nemmeno se ne accorga. Non solo straniante, ma inquietante, leggere conoscendo dove si va a finire e vedere l'inconsapevolezza di cosa stesse succedendo che, temo, era la situazione effettiva della Germania anni '30.»

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5.0Un Paradosso, 14-10-2008
di M. Marantonio - leggi tutte le sue recensioni

«La vicenda è allegorica. Nella primavera del 1939 giungono, come ogni anno, i villeggianti nella località austriaca di Badenheim, dove si tiene un celebrato festival di musica. Badenheim è una cittadina reale, ma è anche un luogo dell'anima, come suggerisce il titolo nella lingua originale. Una novità accoglie gli ospiti: per ordine delle Autorità viene imposto agli ebrei di registrarsi presso un misterioso Dipartimento sanitario. Dipartimento dotato di vasti poteri, con ispettori sguinzagliati ai quattro angoli per misurare, piantar bandiere, tendere recinzioni, mentre alacri facchini, scaricano rotoli di filo spinato, pali di cemento ed attrezzature, che “facevano venire in mente una grande festa” annota l'Autore con sarcasmo. Si ipotizza che detti ispettori abbiano pure competenze tributarie.All'ordine di registrazione diverse persone sono infastidite, alcune protestano, ma nessuno riconosce con chiarezza la minaccia.
Mirabile la penna dell'artista nel tratteggiare i differenti caratteri. Dalla moglie del farmacista, Trude, nella cui mente sconvolta torna la lucidità non appena rammenta come la Polonia sia la terra più bella del mondo, con l'aria più limpida, al marito Martin, ora divenuto confuso e privo di energia; a Yanuka, figura grottesca di bambino prodigio, che suscita un sentimento di intuibile antipatia, mista a pietà.
Su tutto aleggia un senso di incombente catastrofe, reso palpabile dall'ambiente naturale, che via via si fa sempre più freddo e ostile.
Alla fine il gruppo si avvierà docile verso la stazione, guidato da un rancoroso rabbino sulla sedia a rotelle, sbucato ad un certo punto dal nulla. "Al rabbino era presa una paralisi. In città erano convinti che fosse defunto". Sembra proprio che nessuno di loro paia comprendere a fondo la natura e le dimensioni dell'inferno che sta per inghiottirli.
Quando aprirono davvero gli occhi, era troppo tardi.
mara marantonio

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