Avevo vent'anni. Storia di un collettivo studentesco, 1977-2007

Avevo vent'anni. Storia di un collettivo studentesco, 1977-2007

4.0

di Enrico Franceschini


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Descrizione

Come eravamo, quando avevamo vent'anni? E come siamo, chi siamo, cosa siamo diventati, ora che ne abbiamo molti di più? Un incontro fortuito in una notte piena di stelle e la coincidenza di un anniversario spingono un giornalista che ha lasciato l'Italia da giovane a ritornare sui suoi passi. È un viaggio a ritroso nel passato che va dalle Alpi alla Sicilia, per ritrovare i vecchi compagni degli anni dell'università, per confrontarsi sulle passioni, i sogni, le speranze della giovinezza, per scoprire che cosa ne è rimasto, trent'anni dopo. Come una fotografia che affiora lentamente nella camera oscura, si ricompone così poco per volta l'immagine di un "collettivo studentesco" del '77, l'anno dell'ultima grande ondata di impegno politico giovanile nel nostro paese; e accanto a essa prende corpo anche un'altra immagine, quella dell'Italia del 2007. Quaranta voci, maschili e femminili, provano a raccontare la storia di una generazione: a se stessi, i ventenni di ieri, e ai propri figli, i ventenni di oggi. Come eravamo, e come siamo: un po' ironici e un po' malinconici, sfiorati dalla nostalgia, incapaci di smettere di sognare. Perché i vent'anni, per qualcuno di noi, non passano mai del tutto.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4 di 5 su 2 recensioni)

4.0Avevo vent'anni, 10-08-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
Quali ricordano ci lasciano i nostri primi venti anni di vita? E come siamo, chi siamo, cosa siamo diventati, ora che ne abbiamo (molti) di più? Un incontro fortuito in una notte piena di stelle e la coincidenza di un anniversario spingono un giornalista che ha lasciato l'Italia da giovane a ritornare sui suoi passi. Un viaggio a ritroso nel passato che va dalle Alpi alla Sicilia, per ritrovare i vecchi compagni degli anni dell'università, per confrontarsi sulle passioni, i sogni, le speranze della giovinezza, per scoprire che cosa ne è rimasto. Si ricompone così poco per volta l'immagine di un "collettivo studentesco" del '77, l'anno dell'ultima grande ondata di impegno politico giovanile nel nostro paese; e accanto a essa prende corpo anche un'altra immagine, quella dell'Italia del 2007. Come eravamo, e come siamo: un po' ironici e un po' malinconici, sfiorati dalla nostalgia, incapaci di smettere di sognare. Perché i vent'anni, per qualcuno di noi, non passano mai del tutto. Un'operazione strana, che un po' mi è piaciuta ed un po' mi ha lasciato freddino. Ritrovare una gran parte delle persone del collettivo di Giurisprudenza di Bologna, una delle pietre miliari del movimento del '77, trent'anni dopo, ed intervistare i cinquantenni di ora sulle sensazioni dei allora poteva forse uscire più incisivo. Certo, Franceschini sa scrivere, ma che ne esce fuori? Per la maggior parte non direi disillusioni (anche se ce ne sono), ma forse una pittura disorganica di un periodo strano e problematico. Ecco, alla fine si rimane un po' così. Non c'è nessuna parola, se non di superficie, sulla politica di allora e sul suo emergere e dirompere. Forse non era questo l'intento, ma mi ha fatto l'effetto di un pittore che disegni una campagna toscana e la intitoli "Lotta dura senza paura".
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4.0Avevo vent'anni, 03-10-2010
di - leggi tutte le sue recensioni
Questo libro racconta la storia di un “collettivo” di studenti, il gruppo di Giurisprudenza dell’Università di Bologna: la città che nel 1977 fu il cuore, dolce e duro a seconda dei momenti. Una seduta di autocoscienza di gruppo – così sarebbe stata chiamata all’epoca – su politica, terrorismo, droga, violenza, amore, amicizia, soldi, ideali, televisione, musica, cinema, narrativa, pubblico e privato. Un modo di fare i conti con una stagione di passioni giovanili che ha segnato una svolta nel nostro paese. Interessante
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