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Autobiografia scientifica

Autobiografia scientifica

di Aldo Rossi


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In sintesi

Scritta nella forma intermittente e sinuosa della sequenza di annotazioni, questa autobiografia sembra rappresentare un percorso a ritroso rispetto a L'architettura della città, librotrattato, scritto negli anni sessanta, in cui Aldo Rossi definiva, con rigore "rinascimentale", i principi della morfologia urbana. In questo libro regnano invece, "in discreto disordine", ricordi di luoghi e cose abbandonate, frammenti di oggetti, forme, luci, gesti, sguardi, emergenze di letture, citazioni di testi e autori amati. Questa "autobiografia dei progetti che si confonde con la storia personale" svela ciò che sta alle spalle di un'originale teoria dell'architettura: la poetica di un grande autore, il percorso della sua educazione formale, che procede dall'osservazione delle cose alla memoria delle cose. Ritornano, sospinti da un pensiero analogico e meditante, ostinato e ripetitivo, i concetti fondamentali intorno a cui si è sviluppata la ricerca di Aldo Rossi (lo spazio, il tempo, l'energia, la naturalezza, la morte) e, come un'ossessione, i motivi che, quasi moduli elementari, ricorrono a contrassegnare le sue diverse opere: il mercato, il teatro, la villa, la torre, il silos, il timpano, la banderuola… Lungo dieci anni, questo prezioso diario apre squarci biografici e poetici in un particolare percorso di evoluzione artistica, dà all'esposizione della teoria architettonica, nella sua genesi, il fascino e la bellezza di un racconto.

Descrizione

Scritta nella forma intermittente e sinuosa della sequenza di annotazioni, questa autobiografia sembra rappresentare un percorso a ritroso rispetto a L'architettura della città, libro-trattato, scritto negli anni sessanta, in cui Aldo Rossi definiva, con rigore "rinascimentale", i principi della morfologia urbana. In questo libro regnano invece, "in discreto disordine", ricordi di luoghi e cose abbandonate, frammenti di oggetti, forme, luci, gesti, sguardi, emergenze di letture, citazioni di testi e autori amati. Questa "autobiografia dei progetti che si confonde con la storia personale" svela ciò che sta alle spalle di un'originale teoria dell'architettura: la poetica di un grande autore, il percorso della sua educazione formale, che procede dall'osservazione delle cose alla memoria delle cose. Ritornano, sospinti da un pensiero analogico e meditante, ostinato e ripetitivo, i concetti fondamentali intorno a cui si è sviluppata la ricerca di Aldo Rossi (lo spazio, il tempo, l'energia, la naturalezza, la morte) e, come un'ossessione, i motivi che, quasi moduli elementari, ricorrono a contrassegnare le sue diverse opere: il mercato, il teatro, la villa, la torre, il silos, il timpano, la banderuola... Lungo dieci anni, questo diario apre squarci biografici e poetici in un particolare percorso di evoluzione artistica, da all'esposizione della teoria architettonica, nella sua genesi, il fascino e la bellezza di un racconto.

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Voto medio del prodotto:  5.0 (5 di 5 su 2 recensioni)


5.0Intimo..., 22-02-2012
di G. Carbè - leggi tutte le sue recensioni

«Commentare un'autobiografia è sempre un compito molto difficile, specialmente se l'opera in questione è di un architetto tanto complesso come Aldo Rossi. Sicuramente, questo libro è quanto di più sincero e intimo si possa chiedere affinchè meglio si possa comprendere la poetica e lo stesso modo d'intendere la vita ancor prima che la sua architettura. I continui riferimenti al teatro, al frammento (che si scoprirà legato al fatto che ha avuto diverse volte le ossa rotte! ) alle cabine dei lidi in spiaggia, al faro, sono tutte immagini legate alla sua vita concreta ed alla sua continua ricerca di se stesso.»

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5.0Un grande libro per un grande Architetto, 23-03-2011
di A. Cescon - leggi tutte le sue recensioni

«Aldo Rossi è stato un architetto sui generis, capace come pochi di farsi amare (tanto da essere l'architetto più copiato al mondo dopo il Palladio) ma anche detestare visceralmente. La sua opera, che piaccia o meno, è profondamente legata a una visione della vita e del mondo del tutto personale e poetica, come si evince da questo libro, scritto da Rossi negli anni precedenti alla sua grande fama, e fondamentale per comprendere le particolarità espressive così forti delle sue realizzazioni. Si tratta di un libro estremamente godibile sia per chi è del mestiere sia per chi vuole avvicinarsi un po' a un mondo così particolare com'è quello dell'Architettura contemporanea.»

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