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Auschwitz. La città, il lager

Auschwitz. La città, il lager

di Sybille Steinbacher

3.0

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Einaudi tascabili. Saggi
  • Traduttore: Gandini U.
  • Data di Pubblicazione: gennaio 2005
  • EAN: 9788806174552
  • ISBN: 880617455X
  • Pagine: 166
  • Formato: brossura

 Questo prodotto appartiene alla promozione  Einaudi
Perché il più grande campo di sterminio del Reich fu costruito proprio in quella cittadina a circa 60 chilometri a ovest della città di Cracovia? Perché venne a dirigerlo Rudolf Höss? Il libro di Sybille Steinbacher - integralmente dedicato al campo di concentramento dove morirono oltre un milione di persone - risponde a queste e ad altre domande, sessant'anni dopo la liberazione di Auschwitz. L'autrice racconta l'evoluzione del campo, da complesso di baracche per lavoratori stagionali di inizio XX secolo a impianto con forni crematori e docce letali allo Zyklon B. Viene offerto al lettore un resoconto di tutti gli elementi legati a questo luogo di morte: dalla macabra organizzazione dello sterminio fino alle vicende processuali dei responsabili.

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Voto medio del prodotto:  3.0 (3 di 5 su 1 recensione)

3.0Oswiecim, 20-07-2011, ritenuta utile da 4 utenti su 4
di - leggi tutte le sue recensioni
Era il nome di una citta' Polacca quando in pacifica convivenza vivevano polacchi ebrei e non ebrei. Auschwitz, divenne il suo nome, quando la Germania la occupo' con la forza, la svuoto' di tutta la sua popolazione, esporprio' ad essa tutti i beni, e la ripopolo' di tedeschi meritevoli di godere dei beni e dei frutti del lavoro dei suoi precedenti abitanti. Ad un solo chilometro da essa fu costruito un campo, un campo di concentramento per uomini e donne, il campo di Auschwitz, il campo dei non meritevoli. Berretto su, berretto giu' , svelti svelti, correre correre. Correre alle latrine, correre al lavatoio, correre al lavoro, correre per la zuppa, andare a morire correndo. Nessuno nella citta' di Auschwitz senti' mai questi latrati, nessuno vide mai i bagliori dei camini, il fumo denso, nessuno senti' mai il puzzo di carne bruciata. Nessuno vide mai i fantasmi in pigiama intrappolati nel campo distante soltanto un chilometro. Nessuno si ricordo' di questi fatti, erano solo civili tedeschi, cosa ne sapevano loro della guerra, cosa potevano sapere loro degli ideali del loro partito. Chi abitava in quella casa che ti fu improvvisamente donata, di chi erano quei beni. Erano di uno di quei tanti fantasmi in pigiama rinchiusi in quel campo, del quale hai saputo solo dopo, quando e' stato liberato, quando hai visto un qualcosa che la mente umana non riesce a concepire, quando i tuoi connazionali che vi lavorarono furono portati davanti alla giustizia.
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